lunedì 16 luglio 2018

5 bellissime librerie in giro per il mondo


Leggere è già un po' viaggiare.
Per me è sempre stato un connubio molto stretto, due passioni molto forti che non riesco a vedere come del tutto distinte - nel senso che, credo, entrambe nascono dagli stessi ingredienti: curiosità, voglia di imparare, desiderio di capire meglio se stessi ritrovandosi in altre storie o in altri luoghi.
Amo i libri perché sono tante cose insieme: sono degli specchi in cui s[i incontrano pezzi di sé, sono delle finestre aperte sul mondo, sono maestri che insegnano - maestri eccezionali, perché stimolano a riflettere, a rielaborare, che è sempre il modo più efficace di imparare. Ma sono anche svago, distrazione dalle crepe del quotidiano, coinvolgimento - e pura, semplice bellezza.
Amo i viaggi perché sono esattamente le stesse cose - ma racchiuse in paesaggi, monumenti, incontri ed esperienze, anziché in pagine di carta e righe di inchiostro.
Forse un viaggio è un libro in 3D, un libro che ci scriviamo noi, con la complicità del destino e delle nostre scelte.
Forse chi ama leggere ama automaticamente anche viaggiare, e viceversa.
Questo post è dedicato a tutti i lettori-viaggiatori come me.
Eccovi 5 librerie meravigliose in cui mi sono imbattuta in giro per il mondo e che vi faranno subito venir voglia di partire:

lunedì 2 luglio 2018

Santorini e gli addii


Per una volta, cominciamo una storia dalla fine.
E' il mio ultimo giorno a Santorini, e, quando stai per andartene, non ti resta molto altro da fare se non rimanere sulla sua spiaggia nera.
A Santorini tutte le spiagge sono nere; ma quella che viene chiamata così è una sola: è più nera delle altre, e le fa apparire di un nero sbiadito - o forse soltanto di una sfumatura di grigio particolarmente cupa. La sabbia nera non è sabbia: sono briciole di vulcano - che col sole diventano bollenti e che incupiscono anche il mare blu, che diventa subito profondo e torbido già a pochi passi dalla riva.
A Santorini c'è sempre il vento: un refolo costante che ti accompagna come un respiro, a tratti più impetuoso, affannato, da trasportare via asciugamani e segnalibri appoggiati sui lettini. Se tace è solo per pochi attimi - e subito ti sembra un sollievo, ma dopo pochissimo già ti manca, perché ti accorgi immediatamente di come batte e morde il sole quando lui non c'è.

lunedì 4 giugno 2018

Cartolina dal Salento

Santa Maria di Leuca

Sole, mare e vento - e poi, qualcosa di più.
La costa è fatta di promontori aspri, di terra rossa, bruciata. Di rocce bianche, taglienti come sanno esserlo le parole - una bellezza fatta di silenzio, di blu.
La strada sembra sempre essere in salita, come se non scendesse mai.
Sono curve rosicchiate alla roccia, che ti concede di attraversarla per lasciarti vedere il mare.
C'è quell'appannatura di trascuratezza che si ritrova in tutto il Mediterraneo, fatta di troppa concretezza - che può venir vista come negligenza, ma che forse è solo una visione diversa, non un'indifferenza verso la bellezza che circonda, ma solo una sua integrazione in uno stile di vita più semplice, meno attento all'estetica.
Un po' di cemento di troppo, qualche costruzione abbandonata a metà.
E' ottobre e ci sono pochi turisti.
C'è silenzio. Silenzio nei vicoli dei paesini, che sono un labirinto bianco da cui speri prima o poi di emergere per vedere il mare. Silenzio sulle spiagge, belle come se venissero da luoghi assai più remoti. Silenzio in cima ai promontori, con quelle rocce grandi che ti fanno guardar lontano - e se ci fosse il cielo più terso vedresti persino l'Albania.

lunedì 30 aprile 2018

Parigi, in un soffio



Parigi, ogni tanto, ci va.
E' autunno, sono triste ma anche un po' felice - forse semplicemente si chiama malinconia, e dipende dalle cose che si sfiorano soltanto, e da quelle che sono candidate a diventare ricordi. E non si sa mai bene come si debba definire, un ricordo: se sia più qualcosa che si ha avuto, oppure qualcosa che si ha perduto.
Forse entrambe le cose.
Ed è qualcosa - questo strano miscuglio di emozioni amare e calde, che si abbina bene all'autunno. Perché sussurrano, non gridano. Perché vorticano, ma delicate, come una specie di danza.
Come una foglia che cade.
E' un giovedì sera di inizio novembre, e Tabby Cat ed io ce le stiamo raccontando queste emozioni - che hanno un nome ed un cognome, ma alla fine siamo più che altro noi stesse.
Domani partiamo per Parigi - e intanto beviamo vino rosso piemontese.

giovedì 19 aprile 2018

"Meraviglioso..." (come dicono a Polignano)



Polignano per me era un bisogno di mare.
Un bisogno di mare indefinito, senza troppi dettagli - solo colore blu, in qualsiasi sua sfumatura; solo aria leggera, un po' salata, qualcosa che ti scompiglia i capelli e ti fa evaporare i pensieri; solo qualche raggio di sole che scalda la pelle, che abbacina lo sguardo mentre cade morendo sull'acqua, esplodendo e facendola diventare dorata.
Volevo il mare, e questo lo sapevo.
Questo era facile.
Erano i dettagli più definiti, i particolari, i come ed i dove che ancora non sapevo.
Sono andata alla stazione di Bari, a consultare il tabellone delle partenze una domenica pomeriggio, a fare scorrere il dito sul vetro, davanti alle righe gialline che elencavano nomi di località - tutte più o meno col mare.
Polignano - ecco, Polignano forse ha quel che cerco.
Anche se non so ancora bene cosa sia.


martedì 20 marzo 2018

Highgate, il re dimenticato dei cimiteri



Non tutti i re siedono su un trono.
Lo dico sempre, nelle mie piccole crociate personali contro fama ed apparenza, sventolando questo mio motto, che marketing e meriti non sempre coincidono - ed è una bandiera che mi fa sembrare un po' Cassandra inascoltata, in questo mondo in cui sapersi vendere bene conta più di ciò che dovresti vendere. Ma del resto le bandiere le scegli solo se ci credi, ed è questo quel che serve per sventolarle.
Ci sono re senza trono, quindi.
Re che stanno in disparte, un po' trascurati, evitando investimenti particolari in forme efficaci di public relations, e perdendo pertanto il titolo agli occhi dei più - regalandolo a qualcun altro.
Eppure, non appena hai occasione di conoscerli, per caso o perché li cerchi, lo capisci - lo capisci subito che sono loro che meritano il trono di diritto.
Io ne ho appena incontrato uno, di questi re amanti della solitudine, poco inclini alle lusinghe mondane - e, anche se magari a lui importerà poco, per quanto mi riguarda, invece, ci tenevo in maniera particolare a raccontarvelo.

sabato 10 marzo 2018

Machu Picchu, e i segreti nelle rocce



Sono le 4 del mattino.
Il cielo è nero ma sembra che non ci siano nubi.
Cioè, è difficile a dirsi, ma dopo un po' gli occhi si assuefanno all'oscurità - e, nella coltre buia che ci circonda, si cominciano a distinguere le sfumature: c'è la mole cupa ed imponente di qualche montagna, ma il cielo sembra di colore uniforme, terso.
I sentierini di cemento di Aguas Calientes sono poco illuminati - qualche lampada elettrica qua e là, che butta chiazze giallastre nei vicoli, ma che lascia buia la stretta che fiancheggia il fiume e le montagne, lasciando solo indovinare lo scorrere tumultuoso dell'acqua più sotto, in base al suo lamento che si sussegue fra le rocce.
Il fiume di acqua è giù - qua, più in alto, c'è il fiume di gente.
Il fiume di gente scorre silenzioso ed ordinato, quasi in fila indiana - e io ci sono in mezzo.
Ho preso del caffè in fretta per carburare, ma non gli do particolari meriti per il fatto di non sentirmi minimamente assonnata nonostante la levataccia antelucana.
Sto andando a Machu Picchu - ed è questo il motivo per cui mi sento sveglia.