sabato 2 febbraio 2019

Jokursalon, il regno dei ghiacci


Il ghiaccio a me fa venire in mente alcune fiabe che leggevo da bambina.
Intendo distese di ghiaccio, paesaggi fatti solo di bianco e di cristalli freddi, ovviamente - non ghiaccio a cubetti per le bibite o quello che ci si mette su un ginocchio sbucciato.
Mi viene in mente la Regina delle Nevi, che adesso si chiama Elsa di Frozen - e sono ben contenta che qualcuno abbia deciso di raccontare la sua versione della storia, perché i cattivi spesso sono solo quelli che non hanno potuto spiegare il loro punto di vista, o che sono meno bravi nel marketing.
E anche perché, crescendo, anche io ho poi scoperto di avere questo super potere di congelare - solo che non ho mai capito a cosa servisse davvero, dato che serve per allontanare cose superflue, ma a volte finisce per allontanare anche tutto il resto, anche quello che non vorresti allontanare.

domenica 20 gennaio 2019

Saint-Malo e i tramonti in regalo


Ci sono posti in cui sai già che prima o poi dovrai tornare.
Non subito; perché lo vorresti anche, ma alla fine la vita scivola sempre via, le cose si rimandano, le mete si affastellano in coda - sgomitano: io, io, io - per farsi visitare e gli devi dare retta.
Ma lo sai, lo sai già che ci tornerai.


domenica 16 dicembre 2018

San Sebastian, Donostia




Questo è un viaggio che è anche un libro.
È un'ovvietà, credo, dal momento che viaggi e libri sono la stessa cosa, solo che i primi li scrivi e i secondi li leggi - e nei primi trasformi i luoghi in parole, mentre nei secondi fai il contrario.
Ma quando ho deciso di partire per i Paesi Baschi, fregandomene che fosse novembre, fregandomene della pioggia quasi certa, l'ho fatto insieme alle pagine di Fernando Aramburu, che dà il nome di "Patria" a questo angolo estremo del territorio geografico spagnolo, addossato ai Pirenei ed affacciato su un mare impetuoso che è quasi oceano.

lunedì 26 novembre 2018

I tramonti di Boston (un anno fa)



Ho sempre avuto questo vizio, di rimanere seduta in disparte ad osservare.
E ho sempre avuto anche un altro vizio, che va di pari passo con questo, forse - la mania dei dettagli.
Credo sia perché sono perennemente in cerca di qualcosa, ovunque mi trovi: qualcosa che mi appartenga, almeno un po'.
E queste cose che mi appartengono, che trovo in giro, sono la mia collezione mentale preferita: le tengo con me, come ricordi chiusi in una qualche scatola di latta speciale, e li sfoglio, di tanto in tanto - perché così, ogni volta che mi sento sola, e forse anche un po' sbagliata, me ne ricordo, e realizzo di non esserlo.

giovedì 1 novembre 2018

Vuoi vedere la mia collezione di cascate islandesi?



Le cascate per me sono ipnotiche.
Un po' come lo è il fuoco: il loro ritmo irregolare ma armonico, la loro forza rapiscono - spaventano, in fondo, ma incantano anche.
C'è qualcosa di quasi ineluttabile nel loro flusso continuo di acqua che cade dall'alto - o che cade verso il basso, dipende da che punto di vista si osservano.
Sembrano un ciclo quasi eterno che si ripete instancabilmente, una di quelle cose che forse si tendono a dare per scontate, ma che, a ben guardare, non lo sono.
In Islanda, in questa strana e bellissima isoletta che se ne sta in disparte su in un angoletto del Mar Artico, ce n'è una concentrazione altissima.
Sembra quasi che l'Islanda, figlia del fuoco e del ghiaccio, abbia deciso, come hobby, di collezionarle.
Ne ha di tutti i tipi: grandi ed impetuose, alte e spettacolari, drammatiche e selvagge, gentili e delicate.
Indubbiamente una gran bella collezione.
Molto più di quelle di farfalle che servono per far salire le persone in casa propria con secondi fini; o di quando alle medie facevamo compilare la Smemoranda alle compagne di classe, e, alla domanda "Cosa collezioni?", chi voleva essere originale rispondeva "Amiche che mi vogliono bene".
Più che originale, in realtà, io già all'epoca la trovavo una risposta paracula - e sono sempre stata contraria alle collezioni che coinvolgano esseri umani.
Quindi vince la collezione di cascate.
Venite che ve la mostro...

sabato 18 agosto 2018

Il cielo sopra l'Islanda


Lo schermo sul mio sedile del Boeing 757 Copenaghen - Reykjavik della Icelandicair mi informa che un islandese su dieci ha pubblicato un libro.
Coloro che risiedono ufficialmente sul suolo della repubblica islandese sono all'incirca 350 mila anime. E, a quanto pare, devono avere tutti un temperamento piuttosto artistico. E, a parte ciò, riescono financo a pubblicare - che, come tutti gli aspiranti scrittori sanno, da noi è un obiettivo equiparabile alla vincita del primo premio della Lotteria di Capodanno, in termini di probabilità di realizzazione.
Quindi comincio già a provare un po' di curiosa ed aperta ammirazione per questo Paese.
La scritta sul monitor cambia, e mi dice che in islandese ci sono cento diverse parole per definire il vento.
Ciò mi fa cominciare a sospettare che debba essere un elemento dominante.
Ma al tempo stesso mi fa anche domandare come mai invece noi, nel dialetto della Val di Susa, non abbiamo altrettanti termini per descrivere il nostro agente atmosferico preponderante.

lunedì 16 luglio 2018

5 bellissime librerie in giro per il mondo


Leggere è già un po' viaggiare.
Per me è sempre stato un connubio molto stretto, due passioni molto forti che non riesco a vedere come del tutto distinte - nel senso che, credo, entrambe nascono dagli stessi ingredienti: curiosità, voglia di imparare, desiderio di capire meglio se stessi ritrovandosi in altre storie o in altri luoghi.
Amo i libri perché sono tante cose insieme: sono degli specchi in cui s[i incontrano pezzi di sé, sono delle finestre aperte sul mondo, sono maestri che insegnano - maestri eccezionali, perché stimolano a riflettere, a rielaborare, che è sempre il modo più efficace di imparare. Ma sono anche svago, distrazione dalle crepe del quotidiano, coinvolgimento - e pura, semplice bellezza.
Amo i viaggi perché sono esattamente le stesse cose - ma racchiuse in paesaggi, monumenti, incontri ed esperienze, anziché in pagine di carta e righe di inchiostro.
Forse un viaggio è un libro in 3D, un libro che ci scriviamo noi, con la complicità del destino e delle nostre scelte.
Forse chi ama leggere ama automaticamente anche viaggiare, e viceversa.
Questo post è dedicato a tutti i lettori-viaggiatori come me.
Eccovi 5 librerie meravigliose in cui mi sono imbattuta in giro per il mondo e che vi faranno subito venir voglia di partire: