lunedì 2 ottobre 2017

Grotte di Catullo - datemi dell'acqua



Le Grotte di Catullo in realtà non sono affatto grotte.
E, se proprio vogliamo dirla tutta, non sono nemmeno di Catullo.
Però, che importa, in fin dei conti è un nome affascinante, e non fa niente se poi non corrisponde esattamente alla realtà dei fatti.

sabato 9 settembre 2017

Praga, e la magia come metafora


Sono qui che voglio scrivervi di Praga - ma il fatto è che non so bene da che parte cominciare.
Non so perché, per le cose, per i posti, che mi piacciono di più - finiscono quasi sempre per mancarmi le parole.
Credo sia un difetto tipicamente comune ad un po' tutta l'umanità, a partire dai tempi di Dante che giunto al culmine del Paradiso rimase muto, lui e la sua penna.
E, se persino il Sommo Poeta non fu in grado di scriverne, forse è normale che capiti anche a me - ma ugualmente mi dispiace, perché vorrei esistesse una forma di linguaggio semplice ed immediata per trasmettere anche la bellezza pura e totalizzante, e non solo il senso critico o le storie connesse ad un luogo.
In realtà non è che non abbia nulla da dire - è solo che mi sento quasi una certa ansia da prestazione, come se quello che vorrei scrivere non mi paia abbastanza, non sia sufficientemente in grado di rendere tutta la meraviglia di un luogo.

domenica 27 agosto 2017

Un gatto nero in fuga a Trento



"A chi mi domanda ragione dei miei viaggi,
solitamente rispondo che so bene quel che fuggo,
ma non so quel che cerco"
(Michel de Montaigne)

Lasciamo perdere.
Lasciamo perdere i soliti discorsi, che tanto lasciano sempre il tempo che trovano, e alla fine non si possono nemmeno fare, perché sono talmente comuni a tutti che nessuno li vuole sentire. No, non lo so gestire lo stress - ma nemmeno conosco nessuno che ne sia capace. Chi? Un monaco buddista tibetano forse? Ma se vivessi in un monastero fra le montagne e facessi meditazione tutto il giorno nemmeno io sarei stressata, probabilmente. Magari un po' annoiata, ma è un problema mio.
E, lo so, va bene, bisognerebbe riuscire a costruire una vita da cui non si abbia mai bisogno di fuggire, e nemmeno di andare in vacanza.
Bisognerebbe.
Solo che non ho ancora ben capito come si faccia. Magari per la prossima ci riuscirò.
Nel frattempo, ogni tanto, fuggo.

domenica 20 agosto 2017

La Valletta, labirinto maltese



A Malta ci sono stata lo scorso febbraio - non il mese ideale per intingersi nelle acque smeraldine e trasparenti della Laguna Blu, ma il periodo perfetto per poterla visitare in lungo e in largo senza troppe masse turistiche alle calcagna.
Malta è piccina, ha un raggio di appena 20 km - che praticamente era la distanza che percorrevo quotidianamente due volte al giorno quando ancora vivevo nel mio ridente paesello della bassa Val di Susa e studiavo/lavoravo a Torino. Un'inezia, dunque. Ma con un concentrato di storia, preistoria, cultura, architettura e natura da far impallidire nazioni ben più grandi e roboanti.

domenica 13 agosto 2017

Lo sai che in Perù... ??



Lo sai che in Perù puoi incontrare lama passeggiare tranquilli ed un po' indolenti per la strada, proprio qua incontri i piccioni?
Non che un lama sia paragonabile ad un piccione - in nessuna maniera.
Il lama è più simpatico, tanto per dirne una.

sabato 3 giugno 2017

Broceliande - la magia è negli occhi di chi guarda...


L'altra volta che ero stata in Bretagna la Foresta di Mago Merlino non l'avevo vista.
Non so perché.
Non l'avevo proprio presa in considerazione. E dire che da ragazzina ero una fan delle leggende di Re Artù e di tutti i suoi compari: avevo letto tutte le saghe fantasy esistenti sull'argomento, compresa quella in cui Artù in realtà è un romano, e anche quella in cui in realtà è un idiota.
Ma la Foresta di Merlino non l'avevo vista, e, quando sono tornata, tutti mi dicevano "Ma come? Non puoi non aver visto la Foresta di Merlino!" - quindi mi sono ripromessa che prima o poi avrei dovuto rimediare.

mercoledì 15 marzo 2017

Osaka - il lato pragmatico del Giappone


Osaka, dicono, sembra meno giapponese di tutte le altre città giapponesi.
Ma potrà mai essere poco giapponese, mi domando io, se si trova in Giappone? Dal Giappone non si scappa: è un'isola, un microcosmo - non ha confini, non ha mediazioni, si protende verso l'Occidente, sì, ma non si sradica - le sue radici sono profondissime, ben salde, e ogni tanto si tasta per sentire se ci sono ancora, le ripianta un po' più a fondo.
Non ci credo che sia poco giapponese.
Magari è una sfaccettatura diversa del Giappone: meno creativa di Tokyo, meno tradizionale di Kyoto.
Forse più prosaica, forse più estroversa.
Ma sempre Giappone.
Nessuno di noi è mai solamente una cosa per volta, figuriamoci un luogo. Figuriamoci una nazione, millenaria e complessa, che vela la sua anima con un riserbo esoterico quasi impenetrabile per noi Occidentali.