mercoledì 31 dicembre 2014

Sopot, la Polonia che non ti aspetti

La locuzione "località balneare" è associata a concetti lievemente diversi a seconda di dove viene pronunciata.
Nel Nord Italia ci vengono in mente un esercito di sedie a sdraio che si estende per km, spiagge affollate e castelli di sabbia. Al Sud forse viene in mente lo stesso affollamento, ma anche acque cristalline, e, magari, una borsa frigo colma di cibo da consumare sull'asciugamano. In Francia rocce frastagliate e barche a vela; in Inghilterra mute da surf e gabbiani che rubano ciuffi di gelato alla panna. In Germania le poltroncine fatte a cabina per proteggersi dalla brezza fresca del Baltico anche d'estate; in Grecia calette solitarie.
E in Polonia?
Non so sinceramente come mi immaginassi una località balneare polacca; però sicuramente non me l'aspettavo come Sopot.

10 cose che il 2014 mi ha insegnato

Ciao 2014.
Te ne stai per andare, ed un po', lo confesso, mi dispiace.
Vorrei dirti che sei stato bello, però è una definizione che, per te, suonerebbe banale.
Hai avuto le tue luci e le tue ombre, i tuoi sorrisi e le tue lacrime - come, del resto, ogni anno deve avere. Non ci possono essere 365 giorni di gioia, di gioia soltanto. Bisognerebbe essere ubriachi o stupidi per averli.
Però ci possono essere 365 giorni in cui si sceglie di focalizzarsi più sulla luce che sulle ombre, e più sulla strada che non sulla meta.
Ci possono essere 365 giorni in cui si è consapevoli che le luci e le ombre sono le conseguenze di scelte fatte. 365 giorni in cui si cade 365 volte, ma ci si rialza una volta in più.
Il motivo per cui ti ricorderò sempre fra gli anni più importanti, caro 2014, è che mi hai regalato non solo un sogno, ma anche il desiderio e la caparbietà di inseguirlo.
O forse non me le hai regalate. Forse me le sono prese io. Ma è lo stesso.
Perché comunque, per questo, ti ricorderò per sempre.
Assieme a tutte le cose che mi hai insegnato...

sabato 27 dicembre 2014

Skye: #10buonimotivi per realizzare un sogno

La natura della Scozia è una di quelle che maggiormente possiede il potere di stregarmi.
Ha qualcosa di primordiale e potente, qualcosa che non sembra nemmeno appartenere a questo mondo - o che magari gli apparteneva quando questo mondo era diverso, quando ancora si credeva alla magia e quando gli uomini non fuggivano a loro stessi.
La natura della Scozia è drammatica, nel senso che sembra essere una metafora di emozioni, una metafora di ciò che noi umani ci portiamo dentro di bello e terribile, di acuminato e vasto. O forse sono le luci ed ombre del nostro cuore ad essere una metafora della natura della Scozia.
In Scozia finisci quasi per credere alla magia, perché respiri e calpesti quella della terra; in Scozia non entri solo in contatto con la natura: entri anche in contatto con te stesso, senza più bisogno di indossare maschere o di aver paura delle tue ombre - perché le vedi riflesse fuori, e ti sembrano anch'esse bellissime...

mercoledì 24 dicembre 2014

[I Viaggiatori Ignoranti] - La Fontana Angelica a Torino

Sono proprio in vena di "regalarvi" un Natale un po' in salsa Codice Da Vinci.
Anche Torino ha la sua Rosslyn Chapel, però è una fontana.
Si chiama Fontana Angelica, oggi la potete ammirare in Piazza Solferino, ma in realtà non doveva essere lì...
Vieni a scoprire tutti i suoi enigmi scolpiti nella pietra e nel ferro con il mio ultimo articolo per I Viaggiatori Ignoranti.
Clicca sull'immagine per leggere l'articolo:

Fontana Angelica, Torino

La Rosslyn Chapel, fra gatti e misteri

Come si comincia a raccontare di un luogo che è talmente ricco di misteri, simboli ed interpretazioni da avere non solo scomodato stuoli di eminenti studiosi per interpretarli (e di romanzieri per trarne avventure), ma anche scatenato altrettanti critici per sfatarne il mito?
Si dice che una teoria non sia davvero importante, non faccia davvero paura fino a quando non ci sia qualcuno che si infervora a demolirla - e il mistero della Rosslyn Chapel potrebbe, probabilmente, essere spaventoso, come lo sono tutte le cose sconosciute e potentissime, ma d'altro canto, come tutti i misteri, si muove danzando in silenzio fra le ombre, nascondendo il volto sotto un cappuccio e fingendo di essere tutto ed il contrario di tutto a seconda di come lo si guarda.
Il fatto che sia stato sdoganato al grande pubblico tramite un best seller come Il Codice Da Vinci di Dan Brown forse rende poca giustizia a ciò che potrebbe essere, finendo per banalizzarlo plastificandolo in un'eroica avventura da botteghino; ma la fama non ha sminuito il suo fascino: ha solo regalato un palcoscenico più grande alla sua danza nell'ombra, con più spettatori a domandarsi quale sia la sua verità, ma senza mai riuscire ad illuminarne il volto.

lunedì 22 dicembre 2014

I miei #Traveldreams2015

[da un'iniziativa di Pensieri in Viaggio, Respirare con la Pancia e Viaggi nel Cassetto]
A volte è proprio quando i tempi si prospettano più duri che c'è più bisogno di sognare.
E a me, questo 2015, lo confesso fa un pochino paura.
Forse non dovrei avere paura di qualcosa che non è nemmeno ancora cominciato, e dovrei pensare che, anche se le previsioni meteo si preannunciano cupe, possono sempre essere smentite - ma d'altro canto il nucleo di tutte le paure è proprio l'ignoto.
Ma a me è sempre piaciuto sognare.
Sognare è gratis, e resiste alla crisi.
Sognare, anzi, ti rende ricca.
E il mio cervello è una fabbrica di sogni talmente produttiva che non conosce crisi.

sabato 20 dicembre 2014

Riquewihr, essenza condensata di Alsazia

Durante il mio lungo weekend incantato in Alsazia, ho avuto modo di respirare a pieni polmoni la magia di questa terra - per di più abbondantemente condita dalla calorosa bellezza natalizia.
Ma, forse, fra tutti i posti visitati, è stato a Riquewihr che ho avuto modo di entrare in contatto con l'essenza più pura, più intensa dell'anima alsaziana.
Strasburgo e Colmar sono le città più rappresentative, e, come tali, rispecchiano in maniera più complessa e sfaccettata la lunga storia di terra di confine dell'Alsazia, ma, in quanto città, hanno necessità pragmatiche che hanno fatto ramificare attorno al loro antico cuore diverse declinazioni più contemporanee e globalizzate.
Riquewihr è un paese di poco più di 1000 abitanti, ed è un condensato intensissimo ed incantevole della variopinta anima medioevale di questa regione.

mercoledì 17 dicembre 2014

Jacobite Steam Train: Hogwarts, arriviamo!!

Se vi capita di vagare per l'atrio della stazione londinese di King's Cross, magari con l'aria un po' assonnata ed un bicchierone colmo di fumante caffè Costa in mano mentre siete in attesa di un treno che vi porti da qualche parte nel nord dell'Inghilterra, vi potrà capitare di vedere un nugolo di persone assiepate attorno ad un punto ben preciso di una delle pareti di mattoni della stazione.
Queste persone sono tutte allineate in una di quelle code religiosamente perfette che solo gli Inglesi sanno fare (a meno che fra loro non ci sia anche qualche turista italiano, chiaro), aspettano il loro turno e... fotografano.
Ma che cosa? - vi domanderete voi, con l'aria sempre addormentata e la lingua ustionata dal caffè.
Forse su quei mattoni avrà fatto la pipì uno dei One Direction? Forse c'è una targa commemorativa di quando la Principessa Diana è venuta a comprarsi un foulard nel Tie Rack lì vicino?
No, aspetta! Non c'è una targa commemorativa! C'è... c'è... un carrello!!
...Un carrello???
E perché la gente dovrebbe mettersi in coda a fotografare un carrello?
(centreranno sempre i One Direction, ho paura)

domenica 14 dicembre 2014

La magia del Natale in Alsazia

In cosa consiste la magia del Natale?
A volte provo a spiegarmelo, e a capire quali siano gli ingredienti di questa bellissima alchimia stregata che per un mese all'anno passa spruzzandoci polvere dorata negli occhi e ci avvolge con un caldo mantello rosso.
Chi più chi meno, finiamo tutti per esserne contagiati, come un'influenza di stagione con effetti collaterali solo positivi (a parte qualche chilo di troppo alla fine del tour de force di cenoni, magari).
Va bene, ok, non tutti tutti subiamo il contagio. C'è chi ne è immune e c'è anche chi ne è allergico - e io, nella mia natura alternativa e talvolta bistrattata di gatto nero, sono sempre solidale ed anche un po' ammirata da chi si ritrova ad essere contro corrente e a non amare qualcosa che tutto il resto del mondo adora. Credetemi, non è cosa facile.
E' un ruolo che spesso ricopro anch'io. Ad esempio non mi piace la Coca Cola e detesto andare dal parrucchiere.
Però, ecco, invece l'epidemia natalizia puntualmente colpisce anche me: mi addobba l'anima a festa, con qualcosa che non so bene spiegare, ma che è luminoso, caldo ed euforico.
Non so bene come ci riesca, ma in fin dei conti il bello della magia sta anche nel fatto che non si riesca a razionalizzare, ad analizzare.
La magia non si spiega, la si vive solo e ci si lascia avvolgere, rapire da essa, con l'ingenuità e la sincerità di un bambino.

domenica 7 dicembre 2014

5 posti alternativi per mangiare a Torino

Se vi dico "Torino" e vi dico "mangiare" che cosa vi viene in mente?
A parte i gianduiotti, ovviamente.
E i grissini. Che magari possono andare bene per accompagnare i gianduiotti.
Ma non si può vivere di soli grissini & gianduiotti - anche se non sarebbe affatto una cattiva idea.
Non so, magari vi viene in mente la bagna cauda?
La bagna cauda ha un pregio: è in grado di testimoniare al mondo quanto siamo coraggiosi noi della stirpe sabauda - molto più di quanto possa fare Pietro Micca.
E' un piatto talmente coraggioso che di solito si cerca di mangiarlo di sabato in modo tale da potersi poi chiudere in casa tutta la domenica per smaltire l'alitosi prima di essere nuovamente costretti ad interagire con il mondo. Questo perché ha dentro tanto di quell'aglio che di sicuro tutti i detrattori di Twilight saprebbero che uso farne.
Ma oggi non sono qui per parlare di bagna cauda, né di altre tipicità della gastronomia piemontese. Sono qui per farvi conoscere una Torino mangereccia piuttosto alternativa e diversa, adatta a stuzzicare anche i palati un po' annoiati dalla tradizione - o comunque sempre curiosi di sperimentare qualcosa di nuovo.

mercoledì 3 dicembre 2014

I AMsterdam

Le persone normali si pongono una lista di obiettivi da realizzare a Capodanno, con l'inizio dell'anno nuovo.
Io lo faccio a Pasqua.
Pasqua, di solito, rappresenta per me una sorta di inizio: come viaggiatrice, quasi sempre, vado in letargo durante i mesi invernali (per questioni logistiche di mancanza di break lavorativi, più che per pigrizia), ed inauguro la nuova stagione di viaggi dell'anno con le vacanze di Pasqua.
Beh, il mio obiettivo per la Pasqua del 2012 era stato quello di depennare un elemento dalla mia lista di Capitali Europee Che Ancora Vergognosamente Non Ho Visitato - e quindi ho scelto Amsterdam.
Ok, ok, lo so che Amsterdam NON è, tecnicamente parlando, una capitale - la sufficienza in Geografia l'ho sempre presa.
Ma a volte i vincitori morali di una competizione si ricordano più di quelli reali - e, insomma, con tutto il dovuto rispetto per L'Aia, non è altrettanto iconica e sconfinferante. Ed oltretutto non ha nemmeno un aeroporto internazionale così comodo.

lunedì 1 dicembre 2014

Il segreto di Sanremo

Ci sono luoghi che, anche se non appartengono a te direttamente, senti lo stesso connessi al cuore mediante una catena emotiva di qualche sorta, con pochissimi anelli - un po' come se appartenessero ad una persona a cui tieni, un po' come se fossero dei parenti acquisiti.
Sanremo è la parente acquisita della mia infanzia, trascorsa in vacanza nella vicina Arma di Taggia, con le sue spiagge corte dove andavo a caccia di vetrini colorati levigati dalle onde, perché di conchiglie non ce n'erano.
Non so quale magia ci sia negli occhi dei bambini - se è solo perché vedono il mondo per la prima volta, o se fra le ciglia hanno qualche filtro fatto di purezza e meraviglia, che riesce a rendere ogni cosa più levigata, con le tinte più vivide ed intense.
Nei miei ricordi, Arma di Taggia è un reame marino incantato. E Sanremo è la sua cugina ricca.

domenica 23 novembre 2014

[I Viaggiatori Ignoranti] - Lo Smemorato di Collegno

Vivere a Collegno significa sentirsi spesso dire che "Vivi nel paese dei matti".
Il Regio Manicomio di Collegno è stato uno dei più grandi del Nord Italia - ma in realtà è diventato famoso per una vicenda che in realtà, probabilmente, ha avuto poco o nulla a che fare con la psichiatria clinica.
Lo Smemorato di Collegno è stato uno dei casi giudiziari del primo dopoguerra più seguiti, eppure ufficialmente ancora senza risposta.
Io ho provato a darne una assieme ai Viaggiatori Ignoranti.
Clicca sulla foto per leggere l'articolo:


sabato 22 novembre 2014

Durham non si sa vendere bene (ma non importa)

Di questo viaggio nel Nordest dell'Inghilterra mi è rimasto impresso questo: come, apparentemente, la maggior parte dei luoghi che abbiamo visitato (a parte forse l'esemplare caso di sapiente marketing turistico - ed un po' furbetto - del Castello di Alnwick), sfuggano, sbuffando con un'alzata di spalle, al diktat contemporaneo di "imparare a vendersi bene".
Personalmente non demonizzo tale diktat: imparare a vendersi bene magari suona materialistico ed arrivista, ma io in realtà lo vedo anche come una tecnica per imparare ad essere più consapevole dei propri punti di forza e, soprattutto, per imparare anche a volersi bene, a scegliere ciò che per noi è meglio e a lottare per ottenerlo.
Però - posso dirlo?
Nutro una segreta ammirazione, nonché una certa infatuazione, per chi passa oltre questo diktat, per chi non se ne tange. Per chi basta a se stesso, per chi non vuole far proseliti, per chi non si sforza di piacere e non si lascia incantare dalle lusinghe della popolarità.
Il Nordest dell'Inghilterra è talmente poco turistico che non si trovano nemmeno delle cartoline degne di essere spedite.
[sì, io & Ginger Cat apparteniamo a quella stirpe di romantici nostalgici che amano ancora mandare cartoline. Siamo una razza in via di estinzione, lo so. Se vi dicessi che scriviamo anche lettere immagino ci fareste rinchiudere in un museo]
...eppure, dicevo - eppure è bello, bellissimo.
Selvaggio, autentico.
La quintessenza della bellezza paesaggistica celtica, condito da notevole architettura di perfetto stampo anglosassone.

mercoledì 19 novembre 2014

[Guest Post] Tampere attraverso gli occhi di Selena

Con una certa sorpresa, qualche giorno fa, ho ricevuto una richiesta che mi ha fatto molto piacere.
Selena Nuccini, giovane blogger parmigiana, mi ha chiesto se potevo essere interessata ad ospitare il resoconto di una delle sue esperienze di viaggio qui, fra le pagine del Black Cat.
E mi sono detta "Perché no?" - in fondo cambiare un po', ogni tanto, può essere divertente.
Quindi oggi io mi riposo...
Mi siedo qui a leggere e lascio la parola a Selena, che vi racconterà del suo viaggio a Tampere, in Finlandia.
Mettetevi comodi e... partiamo!!

domenica 16 novembre 2014

#10buonimotivi per visitare Nizza [Parte 2]


[Piccola riflessione fra me & me: questo è il secondo post, dopo quello di Boston, che "spezzo" in due. E' un esperimento, e anche se c'è chi mi dice che è un metodo valido, sono piuttosto dubbiosa in merito: il fatto è che io non sono una grande fan delle cose "a puntate" - ad esempio sono proprio poche le serie TV che mi sono autoconvinta a seguire, appunto perché interrompere le storie a metà mi fa sentire in sospeso, mi sembra quasi, in determinati casi, una specie di tortura.
E poi preferisco di gran lunga i romanzi di mille pagine alle raccolte di racconti brevi. A pari qualità, ovviamente.
Però mi rendo conto che, magari, chi mi legge, non sempre può aver tempo/modo/ispirazione/voglia di leggere post esageratamente lunghi. Per cui mi sto auto-imponendo strategie di sintesi.
Anche se poi non sempre ci riesco.
Ma forse è la mia solita cattiva abitudine di perdermi nel loop dei miei stessi pensieri. A volte è meglio non pensare troppo - non quando il pensiero diventa a circolo chiuso. A volte è sufficiente agire.
E cercare di trasmettere scrivendo quel che ho visto e che ho provato. Indipendentemente dalla quantità - in eccesso o in difetto...]

...e quindi spero che chi ha avuto voglia di leggere la prima parte dei #10buonimotivi per visitare Nizza, sia anche curioso di leggere la seconda!!

mercoledì 12 novembre 2014

5 città inglesi in cui ho lasciato il cuore

Le città inglesi sono inglesi.
Che siano moderne ed industriali, o permeate da un'atmosfera antica ed intima; che abbiano la fascinosa malinconia del Nord o l'amichevole luminosità del Sud - possono essere solamente in Inghilterra, e da nessuna altra parte.
Come membri di una numerosa famiglia aristocratica, sono tutte diverse fra loro eppure conservano un'aria famigliare - quel lieve, indefinibile "qualcosa", quel tratto, quel particolare che ti dice che appartengono tutte alle stesse radici.
Forse saranno i vicoletti ciottolosi, o i campanili con la testa coronata, forse sono le casette a graticcio, le cabine del telefono rosse, le insegne vintage dei pub o l'odore di fish & chips nell'aria - o forse, per meglio dire, è una combinazione di tutte queste piccole cose.
Il cui risultato, come avviene in una delle leggi fondamentali della chimica, è qualcosa di più di quello che ci aspetteremmo sommando le singole componenti.
Il risultato si chiama Britannicità, ed è quel che più amo in questo paese: è quell'elemento comune che si può ritrovare dalla Cornovaglia fino allo Yorkshire, ed è la scintilla che tiene in vita l'anima dell'Inghilterra.
Semplicemente, il suo modo di essere.
Ho tenuto Londra fuori da questa lista, perché sarebbe stata una scelta pressoché ovvia che l'avrebbe trasformata in una fin troppo facile vincitrice.
Questa volta volevo dedicarmi a dei luoghi diversi, perciò accomodatevi pure, prendete una tazza di té e venite ad esplorare un pezzo di Inghilterra insieme a me!

domenica 9 novembre 2014

#10buonimotivi per visitare Nizza [Parte 1]

Nizza, ci dice la storia, è francese da poco meno di 200 anni.
Prima era italiana, prolungamento sulla Riviera del Regno di Sardegna, verso il mare azzurrissimo della Baia degli Angeli - che chissà perché sembra più blu di quello che c'è in Liguria, pochi km più in là.
Le radici italiche di Nizza si sentono eccome: sono un cromosoma dominante nel suo DNA, che si riflette nell'architettura, nel cibo, nei colori, nella lingua.
Però è un'italianità che si ferma alle radici, come se fosse una ex-colonia che ormai ha conquistato l'indipendenza, come un parente lontano che vive all'estero.
Ormai è in tutto e per tutto francese.
Eppure è proprio in questo misto di sangue mediterraneo che risiede tutto il suo fascino, in queste radici italiane che hanno partorito fiori francesi.
Ecco i miei #10buonimotivi per cui visitarla. E godere appieno del suo fascino italo-francese..

sabato 1 novembre 2014

Ventimiglia come metafora della vita (a volte)

Qualche volta la vita ti sorprende, e finisce per essere diversa da come te l'aspettavi.
A volte, purtroppo, in senso negativo.
Ma qualche volta, ogni tanto, anche in senso positivo.
Dopo un'estate che non è stata estate, è arrivato un autunno che non è ancora autunno - un po' come il sole ed il tepore fossero arrivati di corsa, trafelati, scusandosi per il ritardo.
E a volte ti succede che, anche se di solito non è la "tua" meta, quella in cui di solito preferisci andare, ti venga voglia di mare. Sì, proprio in questo strano autunno con il sole ridente da 28° C.
Poi, ti succede anche che il tuo anelato weekend al mare, per una serie di contrattempi e coincidenze, finisci per prenotarlo a Ventimiglia...

mercoledì 29 ottobre 2014

I gatti neri portano fortuna

Perché questo blog si chiama "Souvenirs of a Black Cat"?
Perché per i gatti neri ho sempre avuto un affetto particolare, un vero e proprio debole.
Il loro manto lucido e morbido, del colore della notte, i loro occhi verdi intensi ed intelligenti, per me rappresentano l'apoteosi della felinità.
Chi ama e conosce i gatti, sa che quelli neri solitamente sono caratterizzati da una particolare intelligenza, da una curiosa predilizione per tutto ciò che è cartaceo e da uno spirito ancora più avventuroso e ribelle della media felina.
Se lo volessimo antropomorfizzare (anche se non sono molto sicura che gli farei un piacere in questo modo), il gatto nero sarebbe senza dubbio un gatto viaggiatore e scrittore - quindi il mio alter ego perfetto, la mascotte ideale per il mio blog di viaggi, osservazioni e misteri.
Ma non è solo questo...

domenica 26 ottobre 2014

Burano, fra gatti e colori

Se Venezia è una città da fiaba, in cui ogni angolo è uno scorcio da cartolina, allora Burano è un paese ideale della sua provincia - sempre da fiaba, sempre da cartolina.
Burano ha quella quiete un po' sonnacchiosa dei piccoli paesi, quelli dove ogni giorno sembra domenica, dove si sa ancora assaporare la bellezza delle cose semplici - però è un'isola, un'isola piatta e variopinta come la tavolozza di un pittore.
Somiglia alla sua città capoluogo: ha quel certo non-so-ché che si percepisce come aria di famiglia. Però è la cugina più modesta e semplice dell'aristocratica decaduta Venezia che sospira nostalgica fra la polvere che ricopre gli antichi fasti: è una ragazza acqua & sapone, Burano, che ama indossare abiti dai colori vivaci e disparati, e che ha un sorriso luminoso, gli occhi trasparenti.
E' carina ed ha un temperamento artistico senza ambiziose ed elevate pretese, che si traduce in un'originale e confortevole accoglienza.
Ci si trova bene in sua compagnia.
Ti pervade un senso di tenerezza, di semplicità, di pace.
Ti sembra che i suoi colori si riflettano come un caleidoscopio anche dentro al tuo cuore...

mercoledì 22 ottobre 2014

Le Isole di Farne e le fantasie di Hitchcock

Le isole di Farne sono un gruppo di isole disabitate al largo della costa del Northumberland, al confine fra l'Inghilterra e la Scozia.
Per "disabitate" intendo che non sono popolate da esseri umani; ma di abitanti ne hanno comunque un certo numero.
Sono tutti abitanti con piume, ali e becco, e ce ne sono talmente tanti che il National Trust ne ha fatto un'oasi protetta, denominata niente meno che Santuario degli Uccelli.
E' possibile visitarle tramite diverse escursioni in barca, tutte in partenza dal porto di Seahouses e tutte dal costo approssimativo di 30 £ (più altre 4 £ per l'ingresso sull'isola), che consistono in una circumnavigazione dell'arcipelago con tanto di sbarco della durata di 1 ora sull'isola principale, la Inner Farne.
Sia sulla Lonely Planet che alla biglietteria viene caldamente raccomandato di indossare un cappello o un cappuccio quando si sbarca sull'isola.
Certo, immaginiamo noi, a nessuno fa piacere uno shampoo non richiesto, soprattutto se non profuma esattamente di olio di jojoba o di pino silvestre.
"Oh no, non è per questo" - sogghigna con aria misteriosa un signore che abbiamo incontrato sull'autobus.
"Siete due ragazze coraggiose" - aggiunge prima di scendere, e di lasciarci.

venerdì 17 ottobre 2014

Un gatto nero che miagola alla Radio

Ogni tanto mi fermo a pensare a come è cambiata la mia vita da quando ho aperto questo blog.
Sono ormai 10 mesi per quello inglese, qualcuno in meno per questo italiano.
Non parlo ovviamente di cambiamenti stravolgenti e radicali, ma di piccole cose, di particolari, di abitudini e soprattutto di atteggiamenti.
Sono cambiamenti sussurrati, non urlati, piccoli passi e non record mondiali di salto in lungo.
Ma forse si tratta del genere di cambiamenti più persistenti, anche perché partono da dentro - sono il riflesso espresso concretamente di qualcosa di interiore che esisteva già in potenza.
Perché anche se, al di fuori, la mia vita in apparenza non ha ottenuto grandi scossoni, dentro, rispetto ad un anno fa, io sono radicalmente cambiata.
E finalmente do un senso alla battuta che sento fare sul mio nome da quando sono nata: sono "serena", di nome e di fatto.

mercoledì 15 ottobre 2014

[I Viaggiatori Ignoranti] - Fantasmi a Torino!

Halloween si sta avvicinando...
ed io mi sento in vena di raccontarvi storie di fantasmi!
E volete che Torino, città della magia e del mistero per eccellenza, non ne abbia a volontà?
Cocchi infuocati, grissini ectoplasma e palazzi maledetti...
Clicca sulla foto per leggere il mio nuovo articolo per I Viaggiatori Ignoranti:


domenica 12 ottobre 2014

Il Castello di Bamburgh: una conquista in salita fra i fantasmi

Arriviamo a Bamburgh a bordo di un double decker - che, per quanto mi riguarda, è un'altra delle peculiarità del Regno Unito che più mi gasa.
Io & Ginger Cat abbiamo un gusto pressoché infantile nel viaggiare sugli autobus a due piani - ovviamente al piano di sopra, ovviamente nel posto davanti, quello con vista panoramica, dove sembra di volare.
Un po' come i bambini.
E infatti nel posto di fianco al nostro ci sono Batman e Superman - o meglio, due ragazzini di otto anni che indossano i cappellini dei loro super eroi preferiti.
E noi voliamo insieme a loro.
In qualche modo.
D'altro canto, com'è notorio, nemmeno Batman vola, se non con l'ausilio di qualche suo bat-gingillo tecnologico. O di un autobus a due piani, appunto.
In ogni caso il paesaggio che attraversiamo è eccezionale: i campi sono illuminati dal bacio dorato del sole, e tutto è così bello che riusciamo a godercelo ignorando per una volta la vocina lamentosa che pigola in un angoletto della nostra testa lamentandosi perché tutta questa meraviglia non si riesce a fotografare, a causa dell'esercito di moscerini kamikaze che ha deciso di compiere l'estremo sacrificio sul parabrezza del nostro autobus.

mercoledì 8 ottobre 2014

Boston: la mia Top 10 [parte 2]

 [leggi qui la Parte 1!!]
La mia passione per Boston non ci stava tutta in un solo post!
Quindi eccovi le rimanenti 5 ragioni per cui questa città è diventata una delle mie preferite.

[6] Noleggiare una macchina e gironzolare per la penisola di Cape Cod
Vi devo confessare che avrei davvero voluto avere molto di più da scrivere riguardo a questo punto.
Quella di Cape Cod è una regione incantevole, e combina insieme tutti i miei ingredienti preferiti: spiagge dall'aria selvaggia ed un po' arruffata, l'immensità mozzafiato dell'oceano, qualche faro sperduto e panorami da cartolina.

domenica 5 ottobre 2014

Cimitero di Staglieno, un museo all'aria aperta

Una canzoncina che cantavamo quando eravamo bambini parlava di un gatto nero re del cimitero - un po' per far rima, un po' perché viene bene come associazione fra due icone del mondo gotico dal fascino crepuscolare.
E inevitabilmente, ogni qualvolta scrivo un post su qualche cimitero, mi viene in mente, anche se non ho mai visto tombe dedicate a toreri, e, soprattutto, anche se il suo motivetto allegro ed infantile toglie un po' di solennità e raccoglimento all'atmosfera del luogo appena visitato, che ho ancora impressa in mente mentre scrivo.
Comunque, è un'associazione pienamente giustificata, dal momento che, anch'io, che sono un gatto nero inside, sono sempre stata piuttosto incline a subire il fascino, forse un po' inquietante ma sicuramente innegabile, di questi luoghi.
Nel corso degli ultimi anni, parlando casualmente con diverse persone, e surfando on line su siti e blog, ho scoperto che, in fin dei conti, non sono affatto da sola, e, anzi, il cosiddetto "turismo cimiteriale" è più diffuso di quanto si creda.

giovedì 2 ottobre 2014

Betws-y-Coed e la Foresta di Gwydyr: la vera anima del Galles

Il Galles è la terra del Dragone Rosso, è la terra di Merlino e Re Artù, è la terra di miti e leggende, di druidi maghi e di re eroi.
E' una terra carica di storie leggendarie, dove non si sa bene se il soprannaturale serviva come metafora di quello che accadeva realmente, o se è quello che è accaduto realmente ad essersi poi trasformato in soprannaturale.
Queste storie si sono tramandate oralmente, di padre in figlio, scivolando attraverso una generazione dopo l'altra, senza mai fermarsi nemmeno di fronte all'avvento del Cristianesimo, ma semplicemente cambiando cappello ai protagonisti: non più druidi ma santi, senza più draghi da combattere ma con il Maligno come avversario.
Perché non sono solo storie, sono connesse all'identità di questo Paese.
Sono connesse al verde delle sue valli, alla morbidezza delle sue colline, all'ombra dei suoi boschi. Allo scorrere dell'acqua ed allo sbocciare delle campanule.
Quando si è circondati da tanta bellezza non è difficile credere che la magia esista...

mercoledì 1 ottobre 2014

Boston: la mia Top 10 [parte 1]

Boston sostanzialmente ha costituito il mio primissimo approccio con gli Stati Uniti (se non contiamo lo scalo all'aereoporto di Newark al ritorno dal Canada), e penso che, per un Europeo, rappresenti il luogo ideale da dove cominciare ad esplorare gli States, dal momento che è una sorta di mediazione culturale (e visiva) fra Vecchio e Nuovo Continente.
Boston è la città americana più vecchia e conserva ancora una connessione molto forte con le proprie radici, nonché un appeal britannico molto marcato.
Ergo - come avrei potuto non innamorarmene? :)
Ciò che più mi ha impressionata è stato il fatto che, per essere una città statunitense grande ed importante, è incredibilmente tranquilla e a misura d'uomo (e di gatto nero).
Forse questo è dovuto al fatto che ciò per cui Boston principalmente è famosa non è legato ai soldi ed al potere di una qualche attività produttiva, bensì alla cultura ed al sapere, con le sue celebri università e le pagine di storia che ha scritto.
Questo è uno dei motivi perché Boston sarebbe decisamente una città in cui mi piacerebbe vivere.
Però non è l'unico.
Anzi, di sicuro ce ne sono perlomeno altri 10...

giovedì 25 settembre 2014

L'isola di Arran: la Scozia in miniatura

Quando io & Ginger Cat stavamo organizzando il nostro viaggio in Scozia nell'estate del 2011, il mio desiderio principale era quello di includere nell'itinerario almeno un'isola, perché non ne avevo ancora visitata nessuna - e questa cosa mi dava la stessa sensazione di aver fatto un lauto pasto senza però aver preso il dessert.
Io mi sarei messa a vagare per tutte le Ebridi, tutte le Orcadi e financo le Shetland, a costo di dover traghettare a nuoto da un'isola all'altra; ma quando Ginger se n'è uscita con l'idea piuttosto alternativa di andare in questa fantomatica e semi-sconosciuta Isola di Arran, la cosa mi ha immediatamente sconfinferato.
Principalmente perché i miei neuroni, quando sentono "idea alternativa", partono di default in quarta ben gasati, anche se poi magari si tratta di andare a vedere un documentario sul festival dei tamburi in Uganda; e poi perché l'estate del 2011 è stata piuttosto piovosa, quindi ho deciso di lasciare la traversata a nuoto del Mare del Nord per un altro momento più propizio.

venerdì 19 settembre 2014

C'era una volta una Regina... che aveva una Villa

Ci sono città che non finiscono mai di stupire.
Sono quelle città che hanno avuto una Storia lunga, intensa e ricca di alti & bassi. Quelle città che hanno un'aria misteriosa ed un po' sorniona da Donna Vissuta, ma che contemporaneamente conservano l'aplomb e la classe della nobiltà a cui appartengono.
Una nobiltà che può anche essere decaduta, che può anche essersi trasformata in umiltà operaia, ma che, quando è autentica e genuina, continua a conservare la sua dignità e bellezza.
E, magari, riesce a coglierti di sorpresa con qualche scoperta inattesa, come quando si sale nelle soffitte di vecchi palazzi e si trova un baule impolverato in cui frugare.
Torino è indubbiamente una di queste città.
E la sua soffitta è la Collina, dove si trova la Villa della Regina, un piccolo e prezioso gioiello dimenticato in un baule.

mercoledì 17 settembre 2014

Central Park: 10 cose che abbiamo visto ed una che ci siamo perse...

Andare a Central Park non è semplicemente come farsi una passeggiata attraverso un qualunque parco cittadino.
Somiglia decisamente di più ad un balzo in una specie di universo parallelo: un momento sei nel bel mezzo della giungla di cemento di Manhattan, fra traffico e grattacieli stellari, e il momento dopo ti ritrovi immerso in questa specie di piccolo grande universo verde dotato di una anima e personalità ben precise.
La definizione di "polmone verde" di New York gli calza decisamente a pennello, perché per le sue dimensioni è sicuramente in grado di pompare ossigeno a sufficienza anche per una sconfinata metropoli come quella della Grande Mela - e di certo fornisce anche una chance metaforica per "respirare", per prendersi un break dai ritmi sincopati che imperano al di fuori dei suoi confini.
E' come un'oasi.
E mi rendo conto che sia una cosa che si possa dire di qualunque parco cittadino al mondo - ma siccome New York è LA città per eccellenza, anche Central Park è IL parco, l'Oasi verde numero 1, quella in cui il contrasto fra opera dell'uomo ed opera della natura si fa ancora più affilato ed evidente.

domenica 14 settembre 2014

L'Isola Sacra di Lindisfarne

Che cosa rende tale un "luogo sacro"?
E' solo il fatto che venga scelto, più o meno a caso, per farvi sorgere un tempio, una chiesa, un luogo di culto?
O forse viene scelto proprio perché è esso stesso ad emanare sacralità, ad essere un posto in cui l'uomo, per qualche motivo, per qualche requisito esoterico soddisfatto dalla sua topografia, o semplicemente per la sua bellezza, riesce a sentirsi più vicino al divino?
Mi piace pensare che, un tempo, sia esistita un'epoca in cui gli esseri umani fossero più consapevoli e profondi nel vivere la loro presenza su questa Terra - e che anche la loro spiritualità fosse fatta non solo di raccoglimento ed isolamento, ma soprattutto di comunione con ciò che li circonda, in uno scambio olistico con l'armonia della natura attorno, al fine di riuscire a raggiungere la meravigliosa sensazione di sentirsi parte del Tutto.
E che quindi i luoghi sacri non fossero scelti a caso.

[I Viaggiatori Ignoranti] Il Graal a Torino

Robert Langdon (o meglio, Dan Brown) lo ha reso un'icona pop della prima decade del nuovo millennio.
Ma forse non ne aveva nemmeno bisogno.
Il Graal è da sempre più conteso del Figaro mozartiano, e decisamente molto molto più di Belén.
Tutti lo vogliono, tutti lo cercano.
Ma nessuno lo trova.
E chissà dov'è?
Sono tante le città/i luoghi che si contendono il titolo di nascondiglio del Sacro Calice - ma siccome un nascondiglio deve, appunto, nascondere, è un po' difficile stabilire chi abbia ragione.
Torino, naturalmente, con tutta la sua bella aura di magia e mistero, non poteva esimersi dal comparire nella lizza delle candidate.
E I Viaggiatori Ignoranti non potevano certo esimersi dal raccontare questa storia!!

giovedì 11 settembre 2014

Tadoussac, lo show delle balene

Tadoussac è un paesino del Québec abbracciato dalla confluenza dei fiumi San Lorenzo e Saguenay.
La sua umile ed un po' fiabesca apparenza di una manciata di casette di legno colorate strette strette lungo il fiordo di Saguenay in realtà nasconde il record di insediamento europeo più longevo del Canada.
Ma questa non è l'unica sorpresa che ha in serbo...

domenica 7 settembre 2014

Il riscatto di Vienna con 8 sue facce alternative

La prima volta che ho visitato Vienna, anni fa, la colonnina di mercurio del termometro superava abbondantemente i 40° C.
Giuro.
Era il mio compleanno ed avevo tutte le intenzioni di festeggiarlo con una fetta autentica originale doc di torta Sacher, ma le temperature mi avevano tolto ogni desiderio di cioccolato. Il che equivale un po' a dire che Winnie the Pooh non abbia più voglia di mangiare miele, o che Bugs Bunny schifi le carote.
Quindi tutto detto.
Quello che mi ricordo di Vienna pertanto sono solo gli alberi (dove ci rifugiavamo disperatamente nella vana speranza di trovare un po' di refrigerio), i gelati (che costituivano la nostra esclusiva fonte di nutrimento) e l'odore di cacca di cavallo (che l'afa aveva amplificato, dandomi l'impressione che, dalla zona dello Stefansdom, dove i calessini portano romanticamente in giro i turisti, si fosse appiccicosamente diffuso in tutta la città).
Ma come - ho continuato a ripetermi per anni - Vienna, caspiterina!!
Sissi, il valzer, il bel Danubio blu, il bacio di Klimt, l'atmosfera ottocentesca, l'architettura austera ed elegante, le stradine acciottolate...
Billy Joel ci ha persino dedicato una canzone, suvvia!!
Non è possibile che la mia associazione primaria rimanga la cacca di cavallo.
Dovrò pur darle una seconda chance. 

venerdì 5 settembre 2014

Liebster Award - secondo round!!

Liebster Award

Ed eccoci ad un altro Liebster Award!!
Per chi non lo sapesse (c'è chi non lo sa?) un Liebster Award non è un vero e proprio "premio" (cioè - non è che si vinca qualcosa, quindi nessun biglietto aereo per la Nuova Zelanda, né i-phone - no, nemmeno un portachiavi) - però è una bella chance per conoscere nuovi blogger bravi e talentuosi.
Quando si viene nominati non dobbiamo nemmeno fingere di commuoverci e ringraziare la mamma, ma basta che rispondiamo alle 10 domande che ci sono state poste, e poi nominare altri 10 bloggers che riteniamo meritevoli e far loro di nuovo altre 10 domande.
Io sono stata nominata dalla mia amica Anto di We12Travel - ooops!! continuo a non aver ancora imparato nulla di marketing di me stessa: non avrei dovuto dire che è mia amica, avrei dovuto fingere che si fosse imbattuta casualmente nel mio brilluccicoso e fantasticissimo blog e che l'abbia trovato stupenderrimo.
Va beh.
A parte tutto, confesso che vado un po' in brodo di giuggiole quando mi danno delle domande a cui rispondere - a patto che non siano cose del tipo "Cosa stava facendo ieri sera all'ora del delitto?" o "Mi presti 50 euro?".
Sarà il lato un po' posh della mia natura felina, ma sospetto che sia perché di tanto in tanto mi piace fingermi un po' VIP intervistata nel salotto di Maurizio Costanzo.
No và, facciamo Daria Bignardi, che è meglio.
Ecco - poi in realtà non garantisco che le mie risposte siano anche intelligenti però...
Michel Platini diceva che "Anche Einstein farebbe la figura dello stupido intervistato tutti i giorni" - e questa direi che possiamo usarla come scusa ufficiale sia io che Balotelli.
Però siccome io in fin dei conti non vengo mica intervistata tutti i giorni, sarà meglio che mi impegni con qualche risposta un po' più articolata e sensata.
E possibilmente anche grammaticalmente corretta.

domenica 31 agosto 2014

Riguardo al fare cose fuori dagli schemi...

Lo confesso, non è che io sia poi la più grande sostenitrice che esista al mondo del dover fare cose fuori dai propri schemi.
O "out of your system", come si dice in inglese. O "oeuv foera da la cavagna" (uovo fuori dal cesto), come si dice in piemontese.
Non nego che sia una pratica che possa avere la sua utilità, ma mi pare che oggigiorno sia anche un po' troppo sopravvalutata.
L'impressione è che la nostra società ci spinga a diventare delle specie di supereroi new age, proclamando che il trucco consista semplicemente nello scivolare nella corretta forma mentis e dopodiché si sarà in grado di poter fare qualunque cosa si desideri - pompando all'inverosimile i propri talenti (molto) nascosti al grido del mantra "Volere è potere".
Beh, io non ci credo.
Non dico che non ci si debba sforzare di fare qualunque cosa in nostro potere per realizzare i nostri sogni (e del resto è ciò che sto facendo pure io); ma non è vero che sia solo puramente questione di volere, per poi riuscire ad ottenere qualunque cosa.
E' anche una cosa piuttosto pericolosa da proclamare: non possiamo fare tutto ciò che ci sogniamo, non abbiamo a nostra disposizione tutti i talenti che vorremmo avere - e di questo dovremmo in ogni caso essere pienamente consapevoli.

mercoledì 27 agosto 2014

Barter Books: treni, libri, gatti neri e keep calm

Ognuno ha la propria personale definizione di Paradiso, coerente con le proprie passioni più grandi.
Chi ama i libri spesso si immagina di poter rimanere rinchiuso a tempo indeterminato in biblioteche labirintiche, dove non si capisce se le mura esistono o se sono fatte di scaffali di libri, dove ci sono pile altissime di volumi, dove si possono trovare tutte le storie che da sempre si hanno in lista da leggere, e poi altre ancora, sconosciute fino a quel momento ma pronte per essere amate non appena ci si tufferà fra le loro righe aprendone la copertina.
Chi ama i libri, l'Inghilterra e si sente a proprio agio fra un tocco di vintage, dovrebbe visitare Barter Books ad Alnwick, nel Northumberland.

sabato 23 agosto 2014

Grado e la gatta (ri)innamorata del mare...

Non sono un animale da spiaggia, chi mi conosce lo sa.
Qualcuno se ne stupisce e lo considera strano, probabilmente perché è nato e cresciuto in una tribù di animali da spiaggia e ha sempre frequentato solo animali da spiaggia - finché non ha incontrato me, bestia rara che sotto l'ombrellone si annoia, che ricerca le lande brumose e malinconiche dell'Inghilterra esattamente come un moscerino ricerca la luce, ronzandoci contro, attratto come una calamita, come un desiderio primordiale.
Eppure non è sempre stato così.

domenica 17 agosto 2014

Torino a Ferragosto

C'era un tempo in cui Torino a Ferragosto era una città fantasma.
Era il tempo in cui l'equazione Torino = FIAT era strettissima ed imprescindibile, priva di alternative: Torino viveva di FIAT, era un villaggio costruito attorno alla FIAT.
In agosto chiudeva la FIAT e chiudeva anche Torino.
Tutti al mare: i Piemontesi in Liguria, i meridionali immigrati per lavorare alla linea di montaggio tornavano a casa.
I negozi avevano le serrande abbassate e persino i piccioni facevano la fame.
In quel tempo nessuno si era ancora accorto che Piazza Castello fosse bella, quindi nessuno si stupiva nel vederla vuota.

lunedì 11 agosto 2014

Il Castello di Alnwick e il marketing turistico del Duca del Northumberland

Se devo essere sincera, io il Castello di Alnwick nemmeno sapevo che esistesse.
E' stata Ginger Cat che, mentre organizzavamo il nostro viaggio nell'Inghilterra del Nord-Est di quest'anno, ha scoperto che non solo è il castello che è stato usato per effettuare le riprese esterne di Hogwarts, ma che, fra le numerose attrazioni che mette a disposizione per i suoi visitatori, ci sono anche delle lezioni di volo a cavallo di una scopa, proprio come si fa al primo anno della Scuola di Magia e Stregoneria.
Lezioni di volo sulla scopa? Accidenti.
Siccome la mia parte nerd non fa proprio nessuno sforzo per nascondersi (tanto che a volte mi sorge il dubbio di non avere, in effetti, una parte non-nerd...), lo abbiamo immediatamente inserito in itinerario.

mercoledì 6 agosto 2014

Danzica, una bomboniera a sorpresa

Credo sia vero quando si dice che le aspettative siano la causa di tutte le delusioni.
Però, al tempo stesso, è anche vero (seppure in maniera un po' lapalissiana) che, quando le tue aspettative non sono del tutto ben definite, si finisce per essere più propensi ad essere sorpresi in termini positivi.
Della Polonia, lo confesso, non ho mai saputo granché.
Per me questo paese l'ho sempre solo associato ad una delle mie più care amiche - un'anima affine la cui penna si è incrociata con la mia 12 anni or sono, e che, anche se non ci eravamo mai incontrate di persona fino ad ora, per me è sempre stata una figura importante, perché tramite le nostre lettere abbiamo avuto modo di capirci e conoscerci a fondo, tra tutti i traguardi e le disavventure che abbiamo incontrato durante questi anni, tra tutte le nostre luci e le nostre ombre.
Non è affatto poco, certo.
Ma del paese in sè, da un punto di vista strettamente turistico, o anche solo geografico, le mie conoscenze erano penosamente carenti.
Tanto da non sapere, per l'appunto, esattamente che cosa aspettarmi.
Forse noi Occidentali abbiamo un po' la tendenza a relegare tutti i paesi ex comunisti in una sorta di calderone - un po' come se l'utopia sovietica di livellarli tutti e di renderli tutti standardizzati, cancellando identità e peculiarità del singolo, si fosse infine compiuta.
Ma questo non è altro che il classico stereotipo che deriva dal puro e semplice fatto di non conoscere abbastanza.

venerdì 1 agosto 2014

Berwick-upon- Tweed, sospesa a metà

Berwick-upon-Tweed ha il fascino delle cose sospese a metà.
Quando una persona viene definita "né carne né pesce", di solito lo si intende con un'accezione negativa, come qualcosa privo di forma o di direzione, senza una personalità spiccata e pertanto come qualcosa che evoca indifferenza. 
Però, secondo me, nell'essere sospesi a metà c'è anche un enorme potenziale, un poter riuscire ad essere entrambe le cose fra cui si è sospesi, rappresentando una sorta di conciliazione, di nodo di congiunzione fra due elementi che solitamente sono considerati diversissimi fra loro, se non addirittura opposti.
Beh, Berwick-upon-Tweed non è né inglese né scozzese.

lunedì 28 luglio 2014

Storie di aeroporti

Quando ero bambina per me l'aeroporto significava solo rivedere mio padre.
Non accadeva spesso, ma qualche volta siamo andate a prenderlo a Caselle, rimanendo in attesa fra i negozi ed i bar di vederlo comparire fra le porte scorrevoli di vetro oscurato.
C'era l'emozione di rivederlo, ma per me, fin da subito, aveva cominciato a mescolarsi anche con un'altra emozione: l'emozione dell'aeroporto, l'emozione del partire, di selezionare e rinchiudere le tue necessità in una piccola valigia da trascinarti dietro e pensare che adesso sei qui ma fra un paio d'ore sarai lontana migliaia di kilometri.
All'epoca il massimo dei miei viaggi era costituito dal mare della Liguria, a meno di tre ore di macchina da casa: non sapevo ancora che cosa ci fosse oltre quelle porte scorrevoli di vetro oscurato, non avevo ancora dimestichezza con tutte le procedure e le regole che il volare comporta, avevo visto solo la fetta di mondo che mi era stata data in dotazione alla nascita; eppure qualcosa di questi luoghi asettici e frenetici mi attirava inesplicabilmente.
Era il seme del morbo del viaggiatore che stava già cominciando a germogliare dentro di me.

martedì 22 luglio 2014

Nostalgie d'Irlanda

Mi sono appena whatsappata (??) sentita su Whatsapp con Ginger Cat, che sta per partire per il Donegal.
In realtà lei era un pochino in ansia per alcune questioni logistiche (l'aeroporto Charles De Gaulle ha una brutta nomea quando lo si usa come scalo di connessione), ma io ne ho approfittato per sognare un po' ad occhi aperti con lei sui luoghi meravigliosi che vedrà.
Io non mi posso lamentare, perché dopodomani sarò in partenza anch'io, per la Polonia; però l'Irlanda ha sempre un posto molto speciale nel mio cuore... e quindi adesso ho gli occhi pieni di distese verde smeraldo e di profondi cieli in movimento.
Con qualche lepricano che salterella in mezzo, ovviamente.
E poi, se non lo sapete, in Irlanda, come in tutti i Paesi di origine celtica, i gatti neri sono considerati portatori di fortuna - fattore che considero sempre come indice di una civiltà superiore ;)
In Irlanda, addirittura, c'è la leggenda del Lucky Black Bog Cat, il Gatto Nero delle Torbiere, che pare sia un felino di dimensioni superiori al normale che si aggira quatto quatto per le torbiere e si aggradi di portare buona sorte a coloro in cui si imbatte.
Direi che quindi un bel posto nostalgico sui posti irlandesi che più mi sono rimasti nel cuore ci può stare.
Forse avrei dovuto inserirlo nella serie "Amarcord", dal momento che sono ormai quasi passati 10 (!!) anni da quando ho messo piede (anzi, zampa) sull'Isola di Smeraldo - però, che ci volete fare, a me sembra ieri...
E quindi ora vi condivido quei pezzettini di verde e di cielo che mi sono rimasti negli occhi e nel cuore:

lunedì 21 luglio 2014

Nella tana del Bianconiglio al Valentino

Questa è la cronaca di una visita in un posto che non era stata programmata.
E, come parziale conseguenza di questo fatto, neppure questo post era programmato.
Ma spesso le esperienze migliori sono proprio quelle che non erano state programmate.
Quelle che ti chiamano all'improvviso e che senti di dover seguire.
Un po' come Alice, che si incuriosisce riguardo al Bianconiglio quando lo vede passare e lo segue fin giù per la sua tana, scoprendo un nuovo, incantevole Paese delle Meraviglie.
In questo caso il "Paese delle Meraviglie" per me non era affatto nuovo - lo conoscevo già piuttosto bene.
Ma a volte ti capitano giornate dal sapore magico, giornate che diventano speciali perché ti rendono in grado di vedere le cose di ogni giorno con occhi nuovi, sotto una nuova luce che fa esplodere all'improvviso tutta la loro bellezza - un po' come un fuoco d'artificio che trasforma il cielo che sta tutti i giorni sopra la nostra testa in un carnevale festoso.

domenica 20 luglio 2014

[I Viaggiatori Ignoranti] L'abbazia di Novalesa ed il suo abate super eroe

I santi dei primi secoli del Medioevo mi hanno sempre affascinata.
Sono sempre figure quasi mitologiche, somigliano più a druidi o a stregoni che non a monaci, e spesso hanno dei superpoteri da fare invidia agli eroi Marvel.
Un lunedì di inizio giugno in cui ero a casa, e soprattutto in cui faceva molto caldo, mi sono inerpicata sulle mie montagne della Val di Susa, nella zona più alta ed eremitica della valle, per andare a visitare l'Abbazia della Novalesa e scoprire le sue storie.
L'abbazia è fatta di roccia, solida come quella delle montagne che la circondano, e infatti resiste lì da più di 1300 anni.
Con 1300 anni di vita di storie da raccontare ne ha decisamente molte...
E io ho deciso di cominciare con quella di uno dei suoi primi abati, Eldrado, che poi è diventato santo e che sicuramente aveva delle doti molto speciali: ammansiva le vipere, trasformava l'acqua in olio e, soprattutto, viaggiava nel tempo.
Tutto ciò è pane per i denti de I Viaggiatori Ignoranti: clicca sull'immagine per leggere l'articolo!


lunedì 14 luglio 2014

Newcastle - ovvero come un gatto torinese fece amicizia con i Geordie

Quando visito una città grande ed industriale temo sempre che possa rivelarsi troppo grigia, imbronciata ed indaffarata.
Negli insediamenti urbani che visito vado sempre alla ricerca di quel tocco di accoglienza curato e cosy, quel legame rispettoso con la propria storia e le tradizioni che ti dia l'impressione di entrare in un vecchio salotto di famiglia, dove sorseggiare un tè osservando le foto degli antenati del tuo ospite. Ma le città industriali sono spesso troppo pragmatiche per curarsi di questo aspetto: l'arredamento del loro salotto è minimal, iper-moderno e funzionale, e trovano controproducente perdersi in contemplazioni nostalgiche del passato, poiché il loro obiettivo è correre il più velocemente possibile verso il futuro.
Newcastle però mi ispirava simpatia.
Da Torinese in qualche modo me la sentivo particolarmente affine ancor prima di visitarla.

giovedì 10 luglio 2014

Un giorno a Londra con Ginger Cat - l'inizio dell'avventura...

Tutte le storie hanno un incipit, tutti i viaggi hanno una partenza, tutte le avventure hanno un inizio - e a me e a Ginger Cat solitamente piace sempre cominciare le nostre con Londra.
Un po' per forza (avendo Torino e Genova collegamenti aerei diretti nel Regno Unito solo con la capitale), ma soprattutto per amore di questa città, i nostri viaggi in territorio britannico, che per noi somigliano sempre di più a dei ritorni a casa anziché a delle vacanze, cominciano e finiscono nell'Eterna Londra.
Quest'ultimo viaggio, per quanto mi riguarda, è stato preceduto da una settimana fatta di ritmi molto frenetici, di corse ansiose contro il tempo e di serate in cui il mal di testa mi trasformava in un animale da letargo - per cui non mi sono nemmeno resa bene conto che il tempo stesse passando, e, quando mi sono diretta in aeroporto, ancora non riuscivo a realizzare né di essere in vacanza, né di essere in partenza verso la mia seconda patria.

domenica 6 luglio 2014

Bretagna - I miei 10 posti da sogno

Ho sempre sentito un'attrazione fortissima e trascinante per il mondo celtico.
Ed è qualcosa che mi accompagna da sempre, dal momento che ho poi scoperto in seguito che le fiabe che più mi piacevano quando ero bambina, quelle che non mi stancavo mai di leggere o di farmi raccontare, quelle che mi facevano sognare ad occhi aperti di qualcosa che ancora non sapevo bene cosa fosse ma che già sentivo come parte di me, erano in realtà tratte dal folklore celtico e dalle sue leggende.
Come del resto succede per qualsiasi passione che sia forte e genuina, non sono in grado di spiegare razionalmente che cosa sia esattamente che mi attrae così tanto in questo mondo.
Cioè, naturalmente sarei in grado di snocciolare una lista piuttosto lunga di caratteristiche della cultura e della civiltà celtica che trovo essere nelle mie corde - come ad esempio il loro amore ed il loro rispetto per la natura, che si spinge fino a cercare un'assoluta comunione con essa, o il fatto che attribuissero lo stesso medesimo grado di  importanza sia al principio maschile che a quello femminile, all'interno dell'ordine delle cose del mondo - ma, alla fin fine, il motivo più puro e più semplice per questa mia affinità elettiva è in realtà abbastanza ovvio e scontato.

domenica 22 giugno 2014

Cat café torinese: ora sì che si miagola!!

Siete a favore delle seconde chance?
Personalmente cerco di non negarle mai a nessuno; ma devo anche confessare che, nella mia esperienza personale, pressoché tutte le seconde chance che ho deciso di dare si sono poi rivelate delusorie. Per non parlare delle terze, delle quarte, o delle decimilionesime - visto che sono spesso recidiva.
Ma ad ogni regola corrisponde sempre un'eccezione, e, oggi, sono davvero contenta di aver deciso di dare una seconda chance al Miagola, il primo cat café torinese, aperto 3 mesi or sono nell'area pedonale di via Amendola.
Se vi è capitato di leggerla, saprete che la mia prima recensione su questo posto non è stata esattamente positiva: l'avevo scritta in un piovosissimo sabato di metà aprile, quando io & Ginger Cat eravamo rimaste parecchio deluse dal nostro caotico pranzo lì, inquinato da un'imperante disorganizzazione e da rumore e confusione che tenevano lontano i mici, ben decisi a starsene rannicchiati nella tranquillità dei loro rifugi e a non mettere piede fra adulti caciaroni e bambini scorrazzanti.
Ho meditato un po' se cancellare o meno il sopracitato articolo: mi dispiaceva lasciare della pubblicità negativa ad un posto che non solo, alla fine, è riuscito a riscattarsi, ma che è anche, come abbiamo scoperto oggi e come vi racconterò fra poco, un posto che ha una valenza speciale.
Alla fine ho deciso di lasciarlo, corredandolo però di una nota di commento - in modo tale che, se per caso qualcuno ha avuto lo stesso genere di esperienza poco positiva in questo posto (dato che, dopo un'occhiata su Tripadvisor, a quanto pare non siamo state le sole), sappia che le seconde opportunità a volte vale la pena di darle.

mercoledì 18 giugno 2014

L'isola di Bonaventure - a casa delle sule nel Québec

Quando ci siamo arrivati era avvolta nella nebbia.
Pareva una nave pirata che emergeva dalle brume, e gli stormi di sule rannicchiate nelle fenditure della roccia sembravano il suo equipaggio.
L'isola di Bonaventure fa parte del Parco Nazionale che porta il suo stesso nome, associato al Rocher Percé, lo sperone di roccia che a qualcuno ricorda una leggiadra fanciulla, ma che a me sembra un bisonte all'abbeveratoio, di cui vi ho raccontato qui e che si trova a pochi metri dalla costa della penisola della Gaspesie, in Québec (Canada).
L'isola dal 1971, anno in cui è stata ufficialmente trasformata in Parco, è disabitata.
Disabitata da esseri umani, ovviamente; ma dimora prediletta di quasi 300.000 esemplari su sule.
Che cosa abbia spinto questi animali a prediligere così voracemente e spiccatamente questo luogo anziché qualsiasi altro, non potremo mai saperlo (sono un gatto, mi è difficile provare empatia nei confronti dei volatili) - ma di sicuro c'è che queste sule non hanno poi fatto una cattiva scelta...

sabato 14 giugno 2014

Urquhart - In Scozia anche le rovine hanno il loro perché

Io per le rovine ho sempre avuto un debole.
Anzi, direi più che un debole. Mi attraggono come calamite, mi stregano, mi incantano.
Sono un gatto nero, del resto, ed ho un animo goticheggiante: la decadenza mi rapisce; ha il fascino malinconioso di ciò che è stato e che non è più, e che pertanto è ormai spogliato dalle meschinità e dai grattacapi del tran-tran quotidiano, rivelando la sua intima essenza, trascendente dalle etichette di ciò che è bene e di ciò che è male, di ciò che è positivo o negativo. L'intima essenza delle cose è la loro verità, e la verità non è né buona né cattiva, né bella né brutta: la verità è semplicemente vera, è ciò che spesso non vogliamo vedere, ma che alla fine è ciò che ci rimane.
Le rovine sono proprio così.
Sono state ricche e potenti, hanno dominato il mondo degli uomini o la loro spiritualità - ed ora siedono in un angolo, solitarie come nobili decaduti, perse a contemplare con lo sguardo velato ciò che non gli appartiene più.
Ma la tristezza della decadenza ha anche una sua riflessività, le ferite che mutilano le loro mura hanno una storia ricca ed intensa - e la loro essenza si distilla in tutto questo: non c'è più la tracotanza del potere, viene stemperata dalla sconfitta che la rende nobile, che ci restituisce non più un simbolo controverso di dominio, ma una storia trascendente, fatta di luci e di ombre, di ingiustizie e di eroismo, e che per questo si ammanta di bellezza a prescindere, diventa degna di rispetto e ti fa venire voglia di conoscerla, di raccontarla.

venerdì 13 giugno 2014

10 modi in cui Londra è riuscita a stupirmi

Le città sono come le persone.
Quando hanno personalità travolgenti e molti interessi, riusciranno sempre a coinvolgerti in conversazioni entusiasmanti, anche quando le incontri molto spesso.
E questo è un fenomeno che con le città si amplifica ancora di più, dal momento che la loro vita è molto più lunga ed intensa di quella degli umani, e finiscono anche per essere decisamente più multitasking - ogni loro angolo brulica di frenesia ed attività, di idee pensate da milioni di teste, concretizzate da milioni di mani, con milioni di singole vite che interagiscono fra loro e costruiscono l'anima della città stessa.
Londra è sicuramente una città multitasking, piena di passioni ed interessi, e dalla personalità unica e rilevante.
Ci incontriamo praticamente ogni anno, da dopo il nostro primo rendez-vous avvenuto nel lontano 1998, e, anche se nelle nostre conversazioni abbiamo alcuni argomenti che mi stanno particolarmente a cuore, e in cui non manco mai di fare un giro, ogni volta che la visito riesce sempre a farmi scoprire qualcosa di nuovo - un lato diverso della sua personalità, un luogo, un'esperienza.
Qualcosa che mi fa decisamente dare ragione a Samuel Johnson quando sosteneva che "Chi è stanco di Londra, è stanco della vita".

sabato 7 giugno 2014

La mia Top 10 di Bergen: fiordi, salmone e casette di legno

Per quanto abbia un po' la mania di fare le Top 10 come il protagonista di "Alta fedeltà", se mi chiedessero di fare una Top 10 delle mie città preferite in assoluto sarei in seria difficoltà.
Stessa cosa se dovessi fare una Top 10 assoluta dei miei libri o dei miei film preferiti.
Sono ambiti troppo variegati, troppo ampi e complessi, preferisco restringere il campo.
Bergen però rientrerebbe in diverse Top 10.
In quella delle città in cui mi piacerebbe vivere. In quella delle città che ti fanno sentire fuori dal tempo. In quella delle città che più mi hanno stupito positivamente.
E quasi sicuramente anche in quella assoluta.
Ci sono stata nel 2009, insieme a Ginger Cat, ed abbiamo trascorso 5 giorni molto piacevoli in questa capitale dei fiordi, tutta in salita, tutta in legno, silenziosa ma non cupa, colorata ma introversa, che profuma di salmone affumicato e che in soli due passi ti fa tuffare in una natura selvaggia e bellissima.
Ed ecco che cosa vi consiglio di vedere, se per caso passate di là...
Anzi, direi che innanzitutto non vi consiglio di passarci per caso: decidete di passarci volontariamente, ne vale sicuramente la pena!

mercoledì 4 giugno 2014

Torino & la Tabby Cat

A volte si può riuscire a viaggiare senza uscire dalla propria città.
E' un viaggio che consiste nel riuscire a vederla con occhi nuovi, con occhi che non sono appannati dall'abitudine, che non hanno il loro punto di focalizzazione spostato sui grattacapi della quotidianità, ma che siano in grado di vederla come se fosse la prima volta, di lanciarsi a scoprirla con la curiosità di chi non ce l'ha a disposizione tutti i giorni.
Sono occhi che sanno sorprendersi, che sanno scovare bellezza in ciò che si tende a dare per scontato; sono occhi che sanno potersi innamorare.
O ri-innamorare, ogni volta in maniera diversa.

A volte questi occhi riesce a regalarteli la visita di un'amica.
Scegliere l'itinerario che le si vuole mostrare è già un esercizio di cambio di visuale: si deve dare una valutazione in termini di bellezza ed importanza dei luoghi, ma si tratta anche di una valutazione emotiva, perché è una scelta che implica condivisione, una soggettività che è affettuosa comunione, che dice "Ti conosco, e so che ti piacerà".
Ma il vero mutamento di sguardo arriva quando l'itinerario si mette in atto: è come un'avventura, un'esplorazione di qualcosa che non è più il tuo circondario quotidiano, ma si trasforma, ti offre aspetti completamente inediti, ti fa vedere sotto una nuova luce cose che pensavi di conoscere a memoria come le tue tasche.

Questa, se vogliamo, è una formula che può essere valida sempre e che possiamo mettere in atto assieme a qualunque persona, o anche da soli, giusto per tenerci in allenamento nell'imparare ad usare un nuovo paio di occhi.
Però devo dire che la mia amica Tabby Cat questo potere magico ce l'ha particolarmente accentuato... e questa, quindi, è la cronaca di quello che mi ha fatto scoprire e riscoprire durante un divertente weekend di inizio gennaio in cui è venuta a farmi visita.

martedì 3 giugno 2014

Villaggio Leumann: Svizzera? No, Collegno

Se ti capita di transitare per l'infinito Corso Francia con i suoi tanti semafori, viaggiando da Rivoli in direzione Torino, non puoi fare a meno di notarlo.
Le casette del Villaggio Leumann di Collegno sono un misto fra un paesino svizzero e l'architettura liberty, proprio come se qualcuno avesse shakerato e mixato elementi dei due stili - se due edifici potessero procreare e riprodursi, con una ricombinazione cromosomica casuale come avviene per gli esseri viventi, ecco, il risultato sarebbe questo.
Ci sono casette a graticcio, qualche elemento flamboyant, staccionate di legno che delimitano piccoli giardini fioriti e stradine pedonali in selciato, che rappresentano un notevole contrasto con i condomini da dieci piani, l'asfalto ed il cemento che li circondano.
Un po' come vedere una mucca pascolare placida nel bel mezzo di una giungla urbana.

domenica 1 giugno 2014

[I Viaggiatori Ignoranti] La leggenda di Avigliana e del suo Lago...

Avigliana è un piccolo borgo medioevale in provincia di Torino, adagiato in una conca morenica fra Rivoli e le montagne della Val di Susa.
Forse non potrà vincere il titolo per "Il Borgo più Bello d'Italia", ma per me, per quelle ragioni del cuore che ragione non conosce, è incantevole.
Ho vissuto i primi 28 anni della mia vita a Buttigliera Alta, pochi metri più in là, ma, per ragioni pratiche (Buttigliera ha poche migliaia di anime e nessun ospedale) sono nata ad Avigliana.
L'ospedale vecchio di Avigliana era adagiato sulla collina, nel cuore del centro storico, per cui mi piace dire che la prima cosa che ho visto quando ho aperto gli occhi alla luce sia stato il Medioevo. E forse è per questo che lo amo tanto.
Ne riparleremo, di Avigliana, perché penso che se lo meriti; ma per intanto gustatevi come aperitivo questa leggenda, che mi sento raccontare fin da piccola:

http://viaggiatoricheignorano.blogspot.com/2014/06/come-avigliana-sprofondo-nel-suo-stesso.html

E' il mio secondo contributo per I Viaggiatori Ignoranti, e vi racconto che cosa nascondono i due laghi dentro cui Avigliana si specchia...

martedì 27 maggio 2014

Bodnant Garden - come ti immagini il Paradiso?

Ci sono posti che ti sembra di aver visto prima ancora di averli visitati.
Ma non perché li hai visti in qualche film o in qualche déja vu - semplicemente perché sono molto simili a qualcosa che la tua fantasia ha creato mentre da bambina (o anche più tardi) sognavi ad occhi aperti.
Sono posti che, non appena ci metti piedi, spalanchi la bocca di meraviglia e ti viene da esclamare "Ah, ma allora esisti veramente!!".
Mi è successo con il Connemara, le cui lande verdi ed azzurre somigliavano in maniera incredibile ed incantevole ai paesaggi che la mia mente creava come sfondi quando leggevo romanzi fantasy; e mi è successo con il Bodnant Garden, giardino di una villa nei dintorni di Conwy, nel Galles del Nord, oggi completamente aperto al pubblico.

domenica 25 maggio 2014

[I Viaggiatori Ignoranti] La Sacra di San Michele e la Bell'Alda

Da oggi comincia la collaborazione di Souvenirs of a Black Cat con i Viaggiatori Ignoranti, un progetto a più mani che ha l'obiettivo di un viaggio bidimensionale nello spazio e nel tempo alla ricerca di storie, leggende e tradizioni del passato.
Con loro vorrei raccontarvi delle leggende con cui sono cresciuta, quelle della Val di Susa e di Torino, e anche delle leggende in cui mi sono imbattuta cammin facendo durante le mie esperienze di viaggio.
Se vi va di seguirmi anche in questa mia nuova avventura, questo è il mio primo articolo da Viaggiatrice Ignorante:
http://viaggiatoricheignorano.blogspot.com/2014/05/come-la-sacra-di-san-michele-salvo-la.html

Vi racconto della Sacra di San Michele, sirena medioevale alla cui ombra sono cresciuta, e della Bell'Alda, che fu salvata dagli angeli ma per una volta soltanto...

mercoledì 21 maggio 2014

Colonia - cattedrali gotiche e cioccolato

Pur non avendola mai visitata, Colonia ha fatto parte della mia infanzia.
In quegli anni per me Colonia era una boccia di neve con la cattedrale e diversi giocattoli di legno provenienti da un negozio che oggi non c'è più.
Colonia è stata fra le prime e le più frequenti trasferte di lavoro di mio papà - e io, a 8 anni, un po' me ne vantavo del fatto che mio papà fosse in Germania per lavoro. Era qualcosa di un po' speciale, anche se poi mi mancava.
Mi ricordo che poi, quando tornava a casa dopo diversi giorni di lontananza, era quasi una festa; e mi ricordo anche le borsine di plastica con dentro panini spalmati di burro ed orsetti gommosi di cui Lufthansa faceva omaggio ai viaggiatori nella sala d'aspetto. Gli anni '80 erano un'altra epoca per le compagnie aeree.
Da quando è andato in pensione, quasi 7 anni fa, continuava a dire che voleva portarci a vedere questa città della Renania che per me e mia mamma era ormai una specie di racconto mitologico, per lui una specie di amarcord.
E, la scorsa domenica, per il suo 64esimo compleanno, la promessa si è concretizzata.

Museo del Cinema di Torino: una Mole di sogni

La Mole Antonelliana è un edificio peculiare.
Rende lo skyline torinese pressoché unico, e, quando la vedi per la prima volta, senza sapere cosa sia, ti viene difficile classificarla in una qualsivoglia categoria di edifici.
Avrebbe dovuto essere una sinagoga ebraica, ma, per la sua forma e per le sue dimensioni, non assomiglia affatto ad una sinagoga.
Beh, se è per questo non assomiglia a nessun altro tipo di edificio al mondo.
Alessandro Antonelli, l'architetto che l'ha progettata, era una sorta di genio un po' folle, e sarebbe interessante poter entrare nella sua mente e vedere quali originalissimi collegamenti neurali si sono attivati quando ha concepito questo progetto.

mercoledì 14 maggio 2014

Conwy - una casa minuscola ed un castello

Il viaggio in autobus da Llandudno a Conwy è breve, ma il tragitto di 20' che collega le due cittadine già è un piccolo assaggio del meglio del Galles.
Prati, ginestre, pecore, rocce, spiagge, mare... e poi ad un certo punto compare Conwy all'orizzonte: il piccolo borgo con le case a graticcio arroccate sulla baia, racchiuse, quasi abbracciate, dalle imponenti mura medioevali che sono rimaste intatte, e di fianco il castello che le domina, forte e rassicurante, quasi una specie di padre-padrone che tenti di tenere al sicuro le belle figlie facendo loro scudo con la sua figura possente.

domenica 11 maggio 2014

Llandudno - con due "L" e #10buonimotivi per visitarla

Ci ho messo un po' per decidere quale paese scegliere come base per la nostra esplorazione del Nord del Galles della scorsa settimana.
Llandudno ha catturato la mia attenzione perché si trova in posizione strategica e perché risultava ben collegata tramite autobus ai principali luoghi che avevo intenzione di visitare. Bill Bryson, nel suo "Notizie da un'isoletta" (ironica e piacevolissima cronaca del suo attraversamento della Gran Bretagna, da Dover alla punta estrema della Scozia), la definisce "soporifera"; ma, quando sulla Lonely Planet invece ho letto "località balneare vittoriana" e "casette color pastello", ho deciso che le si poteva dare una chance - del resto ho già avuto modo di vedere che io ed il buon Bill non sempre ci troviamo d'accordo.
Ad esempio io preferisco Oxford e lui Cambridge, ma di questo ne parleremo un'altra volta.
Di Llandudno, inoltre, mi piaceva il nome: con la sua doppia "L" iniziale mi evocava gallesità allo stato puro - spiagge selvagge, tanto verde e qualche leggenda di maghi ed eroi.
Mi sono un po' arrovellata fra i dubbi su quale dovesse essere la corretta pronuncia - poi ho chiesto lumi a Ginger Cat, che ha studiato gaelico e che mi ha rivelato che, semplicemente, si legge come scritto. A volte le cose sono più semplici del previsto.

venerdì 9 maggio 2014

Galles & stereotipi

Quando si rientra da un viaggio ci va sempre un po' prima di riuscire a riadattarsi alla quotidianità.A quando il viaggio ha avuto luogo nella mia amata isoletta Oltremanica, ci va uno sforzo doppio ;)

Ho rimesso piede sul suolo torinese lunedì sera, accompagnata da un mix emotivo costituito dal fatto di cominciare già a sentire la nostalgia dei bellissimi posti che avevo appena lasciato e dal fatto di coccolare un po' i tanti ricordi collezionati nei giorni precedenti, con il forte desiderio di (finalmente) sedermi qui e cominciare a scriverne, per condividere con voi le storie sui posti che abbiamo visto e sulla bellezza con cui ci siamo riempite gli occhi.
Il giorno dopo terapia d'urto, sono tornata direttamente a lavorare ed è stata una giornata lunga e molto intensa, trascorsa cercando di tenermi a galla fra tutte le attività che avevo lasciato in sospeso e le nuove richieste nate durante la mia assenza. Per cui quando finalmente sono tornata a casa, non ho proprio avuto la forza fisica di riaccendere nuovamente il pc - le mie meningi stavano già martellando ed imploravano pietà...
Ma adesso finalmente sono qui.
Ho appena acquistato i biglietti aerei per altri due viaggi prossimi venturi fra luglio ed agosto - questo sarà un anno decisamente (e piacevolmente!) intenso sotto questo punto di vista; per cui direi che è ora che mi dia una mossa nel cominciare a raccontarvi delle mie avventure gallesi, prima che ne comincino delle altre :)

sabato 26 aprile 2014

Ho fatto pace con i lunedì (ma non credo che valga)

Da qualche tempo stavo meditando di inaugurare una nuova serie di post intitolata qualcosa del tipo "Ho fatto pace con i lunedì"  o "Come combattere la Sindrome del Lunedì", dal momento che di materiale valevole negli ultimi 2 mesi ne ho collezionato un bel po'; ma poi mi è venuto il dubbio che questi post sarebbero stati una specie di fregatura.
Mi spiego.
Credo che il 99% dei lavoratori da 8-ore-5-giorni-alla-settimana-in-ufficio soffra della cosiddetta Sindrome del Lunedì. Conosco anche qualcuno che ha la Sindrome del Venerdì, perché va in crisi all'idea di abbandonare la vita da ufficio - ma adesso non voglio lanciarmi in interpretazioni psicologiche spicciole né sparare giudizi scontati sulla proporzione di stimoli e soddisfazioni che può avere la sua vita privata rispetto a quella lavorativa.
Parliamo di me, e io di sicuro rientro nel 99% che invece ha la Sindrome del Lunedì, che già la domenica sera comincia a sentirsi malinconica, che quando suona la sveglia, se non fosse un cellulare da 400 euro, avrebbe voglia di sbatterla contro il muro, e che quando mette piede sul corridoio di linoleum del proprio ufficio si sente come se stesse andando dal dentista.
Ebbene, da un paio di mesi a questa parte la mia Sindrome del Lunedì non esiste più.
E so che adesso state sgranando tanto d'occhi e state per implorarmi affinché vi scriva la magica ricetta che ho trovato per non soffrirne più; ma, ecco, il punto è che il mio antidoto non è affatto un medicinale: è un'operazione chirurgica che ha estirpato il male alla radice.
In sostanza, da marzo ad oggi ho avuto un solo lunedì lavorativo.
Comprendete quindi la contraddizione logica di base?
Non posso millantare di aver trovato la cura per la mia allergia quando in realtà, semplicemente, mi sto tenendo alla larga dall'allergene.

Ma avevo comunque voglia di condividere con voi le (ri)scoperte di questi lunedì di libertà; per cui, senza stare a proclamare lapalissiane cure per la Sindrome del Lunedì, vi invito a seguirmi in queste passeggiate in una Torino alternativa, semi-deserta ed affascinante.

venerdì 25 aprile 2014

Black Cat & the City

Vi è mai capitato di innamorarvi di qualcuno di completamente diverso da voi? Di qualcuno così diverso che, prima di avere l'occasione di conoscerlo veramente, avevate sempre pensato che in realtà, se proprio avrebbe dovuto ispirarvi qualche sentimento di forte intensità, potevate semmai avere buone chances di odiarlo?A me è successo, ed è stato un colpo di fulmine.
Sto parlando di New York City, meglio nota come LA City - cosa che ho sempre pensato fosse un attimino pretenziosa e sborona, ma adesso capisco perché.
New York è "la" città per antonomasia perché è la quintessenza del carisma urbano.
E' vero, è rumorosa ed è enorme, ma riesce ad essere tutte quest cose con grande stile: il suo non è caos, è dinamismo, ed è una caratteristica imprescindibile di una città che di fatto è il centro del mondo, che si crea e si trasforma senza sosta.
Non avrei mai pensato che potessi finire per annoverarmi nelle schiere delle sue amanti: io sono tutta per le atmosfere raccolte, da Vecchia Europa, per il silenzio e la pace, per i posti che ti danno l'impressione di essere tornata indietro nel tempo, ed ero sinceramente convinta che la Grande Mela, così moderna e rampante, davvero non potesse essere nelle mie corde.
Però ero comunque convinta che fosse uno di quei posti che almeno una volta nella vita si "devono" visitare, e dunque ero curiosa di vederla.
E devo dire che è stata probabilmente la più grande sorpresa in senso positivo della mia vita da viaggiatrice, finora.
Del resto è proprio questo il motivo per cui, fondamentalmente, ogni tanto finisco per scegliere di vedere posti che di primo acchito non mi ispirano: mi piace darmi la possibilità di rimanere sorpresa, e mi piace confrontarmi con qualcosa di diverso dalle mie consuete destinazioni, perché potrebbe essere utile per aiutarmi a scoprire nuovi aspetti di me stessa.

Cat café torinese... ritorni quando è più preparato

[NB. Se leggete questo articolo, sappiate che... a volte può valere la pena dare una seconda chance: a giugno ci sono tornata ed è stata tutta un'altra storia! Leggila qui]
Era da qualche mese che circolava su Facebook la notizia che a Torino avrebbe aperto un Cat Café, e la cosa ovviamente mi aveva riempita di aspettativa.
Per chi non lo sapesse, un cat café è, come dice il nome stesso, un bar in cui sono presenti anche dei gatti, che fanno da piacevole compagnia durante la consumazione (o meglio... forse è la consumazione che si presenta come scusa per godere della compagnia dei gatti) e che, nel rispetto della loro volontà ed esigenze, si possono anche coccolare ed accarezzare.
E' una formula nata in Estremo Oriente (Giappone e Corea) e che pian piano ha cominciato a diffondersi anche in Europa e, adesso, anche negli USA.
Ero molto scettica sul fatto che un locale di questo genere potesse arrivare anche in Italia, non fosse altro perché forse la formula stessa avrebbe rischiato di fare un po' a pugni con le nostre rigidissime regole sull'igiene; ma, in effetti, se proprio doveva esserci una città adatta ad inaugurare questa nuova tendenza anche sul territorio italiano, quale candidata poteva essere migliore di Torino - con la sua aria un po' mitteleuropea e il suo spirito di iniziativa nel far nascere nuove cose?
Ho saputo che il primo cat café torinese aveva aperto mentre io ero a Parigi, ovvero proprio mentre stavo sperimentando un locale simile per la prima volta.

mercoledì 23 aprile 2014

Liebster Blog Award - 10 domande a me e 10 a te!


Souvenir of a Black Cat è stato nominato per il Liebster Award e di questo sono molto felice :)
Non si tratta di un vero e proprio "premio", ma di un'occasione per conoscere nuovi blog emergenti.
E' una sorta di catena virtuale che consiste nel rispondere a 10 domande poste da chi ti nomina, nominare a tua volta altri 10 blogger e porre loro altre 10 domande.

Sara di Vagabondamente è colei che mi ha nominata, e la ringrazio molto perché questo genere di cose mi diverte un sacco.
Ed ecco le mie risposte alle sue domande...

domenica 20 aprile 2014

[Amarcord] Pasqua con chi (e dove) vuoi...

...Sapete il detto "Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi"??
Beh, la mia libera interpretazione è sempre stata Pasqua DOVE vuoi.
Sono un'anima vagabonda ed avrei sempre la valigia pronta, indipendentemente da tempo e stagioni; ma, dal momento che sono anche un gatto, confesso che il freddo mi impigrisce un po' e mi fa venir più voglia di viaggi mentali fatti al caldo in salotto fra le pagine di un libro o fra i voli pindarici di un sogno ad occhi aperti. Ergo, la Pasqua tendenzialmente per me rappresenta, con il suo primo slot di ferie dell'anno nuovo e la frizzante aria di primavera che fa venire voglia di novità ed esplorazioni, la prima occasione dell'anno per rimettere in pista le valigie.
Questo è un anno particolare: il primo viaggio c'è già stato e la vacanza pasquale è spostata di una settimana, con la partenza domenica prossima per il Galles; per cui per me questa Pasqua è casalinga, e, dopo essermi ben rimpinzata di cioccolato, adesso mi dedico a sfogliare con voi un po' di ricordi su come ho trascorso le Pasque degli scorsi anni, passate in viaggio...

giovedì 17 aprile 2014

Cascate del Niagara: com'è dura essere un'icona...

Le Cascate del Niagara sono uno di quei luoghi che non sono nemmeno più semplici punti su una mappa geografica, ma sono diventati vere e proprie icone, membri honoris causa di una mitologia turistica collettiva.
Le hai già viste prima di andarci, te ne crei un'immagine mentale prima di averci veramente messo piede.
Come tutti i miti potranno confermare, è sempre un po' difficile riuscire a mantenere le aspettative che l'immaginario popolare finisce per creare, specialmente quando non sei la cascata più alta o più ampia del mondo - ma in molti pensano che tu lo sia, perché senza dubbio sei la più famosa, c'è gente che nel corso degli ultimi due secoli si è divertita a sfidarti lanciandosi per le tue rapide all'interno di una botte di legno, o attraversandoti sospeso su un filo da funambolo...
E basta il tuo nome, Nia-ga-ra, a dare l'idea di qualcosa di maestoso: lo pronunci con un po' di timore reverenziale e già ti sembra di sentire il boato dell'acqua, la sua potenza bella e terribile che ti lascia senza fiato...



E... sì, devo confessare che le mie aspettative non hanno aderito alla realtà in maniera precisissima.
Ma, del resto, questo è ciò che normalmente accade alle aspettative, bisogna esserne consapevoli.
E dopotutto non è che stavolta la realtà si sia poi rivelata particolarmente deludente, in fin dei conti.
Ok - me le immaginavo più alte. E più larghe, ma soprattutto più alte.
Tuttavia non posso dire che non siano impressionanti da vedere, specialmente raggiungendole dal basso, in barca, andando vicinissimi ad osservare la corsa mozzafiato della gigantesca e mostruosa massa d'acqua.

Toronto (ovvero la prima volta che ho messo zampa oltreoceano)

La mia visita a Toronto è stata caratterizzata da diverse prime volte:
[*] è stata la prima delle tappe della vacanza in Canada che io & Ginger Cat abbiamo fatto
[*] è stata la prima volta che mi avventuravo fuori dall'Europa
[*] di conseguenza è stata la prima volta che ho provato la strana sensazione del jet-lag
[*] ed è stata anche la prima volta che vedevo dei grattacieli dal vivo


Whitby - Se fossi un vampiro anch'io ti sceglierei...

La primavera è la stagione che preferisco.
E non è solo una questione di colori o di temperature, è l'aria che si respira a piacermi: è un'aria che sa di rinascita, di speranza, che ti fa venir voglia di cominciare qualcosa di nuovo, di scoprire qualcosa che prima non avevi mai preso in considerazione.
E, conseguentemente, di viaggiare.
Ma l'aria di primavera è la mia croce e delizia, dal momento che sono anche allergica a qualche polline ancora non meglio identificato, che mi tramuta, pressoché da sempre, in una versione felina dell'Eolo dei Sette Nani ogni qualvolta mi azzardo a respirarlo a piene narici.
Ora non voglio stare a disquisire su come ogni rosa debba avere le sue spine; preferisco piuttosto dribblare su un collegamento apparentemente sconnesso e raccontarvi del più bel posto in cui mi sia capitato di avere un attacco di allergia, ovvero Whitby, una piccola perla gotica, un po' inquietante ma bellissima, arroccata lungo le coste dello Yorkshire.

mercoledì 16 aprile 2014

Chester - uno scrigno di tesori medievali

Come un po' tutti quelli della mia generazione, ho cominciato a studiare l'Inglese a scuola all'età di 11 anni.
Ed è diventato quasi subito la mia materia preferita in assoluto; anche perché mi divertivo ad impararlo, senza fare nemmeno troppo sforzo.
Di sicuro avevo un'ottima insegnante, ma credo che il mio ricordo più vivido delle mie lezioni di inglese fosse il libro che aveva scelto per noi.
Si chiamava "Dear penfriend" ed era basato sulla formula di presentare luoghi e costumi britannici attraverso lettere scritte da ragazzini fittizi: ogni capitolo cominciava con una breve lettera di presentazione scritta da qualcuno, e poi si descriveva il luogo dove questo adolescente immaginario viveva, insieme ad alcuni trafiletti sugli usi e costumi locali.
Adoravo quel libro.
A parte i contenuti interessanti, era anche graficamente molto accattivante e colorato, e passavo ore intere a sfogliarlo - non solo quando dovevo studiare qualcosa dalle sue pagine, ma anche solo per il piacere di farlo. E di sognare ad occhi aperti il giorno in cui sarei riuscita a visitare questi posti...
Galeotto fu quel libro, dunque.
Credo di poterlo "incolpare" di due fra le mie più grandi passioni di oggi: la corrispondenza ed il Regno Unito.

Chester era uno dei posti presentati nel libro.
La trovavo molto affascinante dalle foto mostrate sulle pagine, con la sua aria medioevale e le case a graticcio.
Quindi forse dovrei dare la colpa al libro anche per il mio debole per questi due aspetti!

venerdì 11 aprile 2014

La magia di Harry Potter

Sapevate che Hogwarts esiste veramente? Che Diagon Alley, Hogsmeade ed il Ministero della Magia sono posti che si possono visitare davvero - anche se siete Babbani?
Adesso che tutti i film di Harry Potter sono stati girati e terminati, limitarsi a smantellare tutte le scenografie e/o donarle in maniera sparpagliata a qualche museo del cinema sarebbe stato un po' un peccato; per cui la Warner Bros ha deciso di trasformare per intero gli studi di Leavesden, dove sono stati girati tutti gli 8 episodi cinematrografici della saga, in un enorme museo a sé stante.
E non solo l'idea è stata di per sé brillante, ma è anche stata realizzata brillantemente.
Sì, lo so che quelli che brillano appartengono ad un'altra saga; ma penso sia l'aggettivo più calzante per descrivere il tutto.
E, se come me e la mia amica Ginger Cat, siete dei potteriani scatenati, non potrete non sentirvi in estasi mentre girate lì dentro e ci trovate di fronte a luoghi, creature ed oggetti che vi sono ormai familiari grazie ai film (e ai libri... e ai vostri sogni ad occhi aperti).
In qualunque angolo vi giriate c'è qualcosa che vi lascia a bocca aperta squittendo "Oddio, eccolo!! E' qui, è vero!!".
Sì, lo confesso, sono decisamente nerd; ma suppongo che se anche voi siete membri di un qualsiasi fandom, non abbia bisogno di spiegarvi la natura di questa sensazione, giusto?
Stavo quasi per aggiungere che forse si tratta di qualcosa di un po' infantile, ma, a parte il fatto che personalmente sono un'assoluta sostenitrice del voler coccolare ed assecondare il nostro fanciullino interiore, dal momento che ritengo sia il modo più efficace per riuscire a godere dei piaceri della vita in maniera più genuina, devo dire che durante la nostra visita non abbiamo poi visto così *tanti* bambini in giro.
C'erano più adulti, veramente.
Che mi fa sentire un po' meno a disagio sulle mie regressioni all'infanzia ;)
Però questa è una cosa che mi fa anche riflettere un po' riguardo a quanto detto più su riguardo all'emozione di vedere "dal vivo" tutte le cose viste nei film: forse un bambino reagirebbe diversamente? Forse non si sentirebbe eccitato ma in qualche modo deluso, dal momento che pensava che - per dire, Fierobecco fosse una creatura vivente e non semplicemente un meraviglioso capolavoro della meccanica? Che la capanna di Hagrid fosse in mezzo ad una foresta, e non rinchiusa in uno studio di ripresa?
Non saprei.
Però per me, essendo un'adulta (o, almeno, avendone l'età anagrafica!), è stata sicuramente un'esperienza magica.

martedì 8 aprile 2014

C'era una volta una gatta... a Genova

"Beata te, di nuovo in viaggio!" - è stato il commento di alcuni colleghi quando ho detto loro che sabato sarei andata a Genova.
Ho sorriso, e ho pensato che, in realtà, ormai io a Genova sono talmente "di casa" che quasi non lo considero nemmeno un vero e proprio "viaggio" quando ci vado.
La mia amicizia con Ginger Cat dura, con solidità ed importanza, da 6 anni, ed abbiamo sempre cercato di incontrarci almeno una volta al mese, alternando con una certa reciprocità le visite.
Il tragitto della linea ferroviaria che attraversa Asti ed Alessandria e poi travalica le Alpi Marittime lo conosco assai bene; così come alcuni angoli, alcune librerie ed alcuni ristoranti della città ducale.
Ma il fatto che non lo consideri un "vero" viaggio non significa affatto che non consideri Genova come una meta meritevole.
Anzi, era da tanto che meditavo un post sull'argomento; e ho deciso di approfittarne traendo spunto dalla gita dello scorso sabato, in cui alla mia spedizione genovese stavolta si sono unite anche Tabby Cat, Siamese Cat e Gothic Cat, riunendo la compagnia felina (quasi) al gran completo.

domenica 6 aprile 2014

Salem - perché sono un gatto nero, dopotutto

Salem è una cittadina bella e a misura d'uomo.
Ha delle eleganti case georgiane di legno, vicoli acciottolati ed un'aura un po' fané che la fa apparire come se fosse giunta al giorno d'oggi perfettamente conservata dai tempi dei Pellegrini del Mayflower.
Quindi potrebbe meritare una certa fama turistica anche solo per questo, per essere quasi una specie di museo all'aria aperta delle colonie americane del XVII secolo, senza sembrare troppo finta o ricostruita.
E sarebbe potuta passare comunque alla storia per il suo florido commercio con l'Estremo Oriente.
Ci sono ancora diverse testimonianze di questa attività sparse in giro per la città: ad esempio il veliero Friendship attraccato nel porto, oppure il museo Peabody Essex che contiene opere d'arte, manufatti e oggetti curiosi raccolti dai commercianti locali durante i loro viaggi in queste terre.

sabato 5 aprile 2014

Percé... e il suo Rocher

Percé è un paesino affacciato sul Golfo di San Lorenzo, nella regione della Gaspesie, in Québec.
Il San Lorenzo sembra-mare-ma-non-è: stavo quasi per descriverlo come una "località marittima", perché l'impressione che si ha, con la distesa d'acqua davanti, a perdita d'occhio, i gabbiani che vanno a pesca di granchi, e l'aragosta come principale specialità locale, è quella; ma il San Lorenzo è in realtà un fiume.
Percé è un posticino grazioso, una località balneare dal sapore un po' old England (nonostante si trovi nella parte francofona del Canada), con casette di legno colorate, una passerella scricchiolante che vi accompagna lungo il litorale, qualche negozio di souvenir dal sapore di modernariato un po' kitsch, e alcuni ristorantini dall'aria casalinga specializzati in poutine.

lunedì 31 marzo 2014

Parigi - Giorno 3 ... in pieno relax!

Ricordate come ieri vi dicessi che dovrei cominciare a prendere qualche lezione su come imparare a rallentare un po' i miei ritmi di esploratrice selvaggia a tappe forzate della bellezza parigina, visto che la stanchezza stava cominciando a farsi sentire?
Beh, vorrei continuare scrivendo qualcosa del tipo "Nah, è bastata una notte di sonno ristoratore e mi sono ritemprata, fresca come una rosa e pronta a ripartire per una nuova maratona andando a piedi fino a Versailles!"... ma ovviamente non è andata proprio così.
Diciamo che oggi la mia lezione di "rallentamento" è stata d'obbligo, perché ero decisamente a pezzi e dolorante in pressoché qualunque punto del corpo.
Quindi il tema del post di oggi sarà "Come godersi una giornata di completo relax a Parigi" ;-)