lunedì 31 marzo 2014

Parigi - Giorno 3 ... in pieno relax!

Ricordate come ieri vi dicessi che dovrei cominciare a prendere qualche lezione su come imparare a rallentare un po' i miei ritmi di esploratrice selvaggia a tappe forzate della bellezza parigina, visto che la stanchezza stava cominciando a farsi sentire?
Beh, vorrei continuare scrivendo qualcosa del tipo "Nah, è bastata una notte di sonno ristoratore e mi sono ritemprata, fresca come una rosa e pronta a ripartire per una nuova maratona andando a piedi fino a Versailles!"... ma ovviamente non è andata proprio così.
Diciamo che oggi la mia lezione di "rallentamento" è stata d'obbligo, perché ero decisamente a pezzi e dolorante in pressoché qualunque punto del corpo.
Quindi il tema del post di oggi sarà "Come godersi una giornata di completo relax a Parigi" ;-)

domenica 30 marzo 2014

10 cose che mi sono piaciute di Copenaghen

Sono stata a Copenaghen alla fine di ottobre dello scorso anno: l'aria già freschina, ovviamente decisamente più frizzante di com'era in Italia - però era ancora possibile riuscire a stare all'aperto, godendosi non solo le passeggiate in centro, ma anche un po' di relax su una panchina.
Ovviamente questo con il giusto equipaggiamento in termini di vestiti spessi e con la colleborazione del sole, quando si decideva a a rimanere per un po' a compiere il suo dovere.
La città mi è piaciuta molto.
Non è riuscita a scalzare Stoccolma nella mia personale classifica delle capitali nordiche, ma occupa un onorevole secondo posto, con davvero pochissimi punti a separarla dalla prima.
Le due città hanno parecchie similitudini a livello strutturale ed architettonico, ma Copenaghen rielabora questi elementi declinandoli in maniera diversa - un po' come potrebbero fare due cuochi intenti a cucinare uno stesso piatto con (quasi) gli stessi ingredienti, ma aggiungendo il loro tocco personale nel modo di mixarli, nel punto di cottura, nella presentazione.
Girando per Copenaghen non si può fare a meno di pensare ad Amleto: c'è un non-so-ché di intenso e quasi "tragico" in questa città - intendendolo con un'accezione positiva, ovviamente.
Una sorta di apparenza molto calma e silenziosa che però nasconde emozioni forti, profonde.
E ti senti trascinato a cercarle queste emozioni, ad esplorare gli angoli nascosti, ad infilarti dentro i cortili, a scegliere i vicoli secondari.
E' meno ordinata e metodica della sua cugina svedese - appunto perché la sua superficie lascia intravedere qualche segno di questa tempesta: gli elementi architettonici hanno qualche curva extra, qua e là compaiono colori forti, violenti.
Forse, proprio come Amleto, anche Copenaghen si tormenta sull'essere o il non essere: ma questo suo contrasto fra la sua ordinata apparenza scandinava ed i suoi guizzi passionali non è sintomo di indecisione, ma è anzi sinonimo di una più ricca, variegata personalità.
E adesso andiamo insieme a farci un giro fra le sfaccettature di questo caratterino che a me sono piaciute di più...

Montmartre et le Chat Noir

Montmartre non fa parte della metropoli, Montmartre sta sulla sua collina e guarda la città dall'alto con quella lieve vena di superiorità che sotto sotto tutti gli artisti hanno.
Montmartre si isola perché è già fuori dal tempo, come del resto l'arte deve essere, e si veste di lampioni, di vicoli in pavé e di casette color pastello.
Montmartre è un'artista bohémien, va in giro con indosso un vecchio impermeabile e contempla malinconico il panorama con una sigaretta che pende dalle labbra.
Montmartre ti fa danzare l'anima al suono della fisarmonica, ti dipinge un quadro sul cuore, ti fa sentire un po' poeta maledetto, alla ricerca di qualcosa che non troverai mai, e un po' Amélie Poulain, a cogliere con i tuoi occhi grandi e con il tuo sorriso timido tutta la bellezza che ti circonda.

sabato 29 marzo 2014

Parigi - Giorno 2 ... e i suoi lati positivi

Beh, col precedente post in effetti sono stata un tantino lamentosa.
Il mio secondo giorno parigino in realtà è stato tutt'altro che negativo, per cui, per recuperare e fare un po' da contraltare al precedente papiro digitale di lamentele, ora procediamo con gli aspetti positivi.

[*]  Non tutti i Parigini vengono per essere snob
Innanzitutto, per fare da contraltare ai rompiballe di Montmartre con i loro braccialetti, voglio invece citare un random act of kindness da parte di uno sconosciuto, che, vedendomi un po' persa con la cartina in mano all'uscita dal Metro, mi ha chiesto se avevo bisogno di indicazioni.
E' la seconda volta che mi succede, e peraltro sempre a Parigi.
Evviva, sfatiamo il mito che i Parigini siano (quasi) tutti un po' troppo altezzosi!!

Torino e la sua Magia - Qualche dritta sui misteri di una misteriosa città!

Torino è da sempre stata definita una città magica.
Ci sono fantastilioni di libri, e persino dei tour organizzati, che esplorano questo aspetto; ed esiste un numero ancora più grande di legende e credenze che giustificano questo titolo di cui è stata insignita.
Ma la domanda fondamentale è - è magica solo perché è affascinante e misteriosa, con il suo alone arcano e suggestivo, che per molti risulta irresistibile, oppure perché veramente nasconde qualche segreto occulto, derivante sia dalla magia bianca che da quella nera?
( e no, non sto parlando di una delle sue squadre di calcio...)
In realtà non ho intenzione di rispondere a questa domanda - semplicemente perché non ho ancora trovato una risposta neppure io: sono una persona estremamente cervellotica e concreta, però ammetto che questo genere di argomenti mi incanta non poco.
In pratica non ci credo, ma sarebbe bello poterlo fare - un po' come quando, da bambini, avevamo già scoperto che Babbo Natale non esisteva, ma una piccola parte di noi ancora ci sperava, e attendeva con trepidazione di poter avere la conferma che non erano i nostri genitori a mettere i regali sotto l'albero.
Quindi eccovi di seguito una panoramica di alcune delle legende, dei miti e dei fatti che hanno contribuito a creare l'alone magico che abbellisce Torino.
Dopodiché sentitevi liberi di fare la vostra scelta - se crederci oppure no.
D'altro canto la magia sta nell'occhio di chi la guarda: se ci credi, esiste; se la cerchi, la troverai; i prodigi non si rivelano a chiunque, ma solo a coloro che vogliono fare lo sforzo di mettersi alla loro ricerca.
E questo è un principio che sicuramente calza a pennello per il tipo di magia che ha Torino - sia quella esoterica, che quella collegata al puro e semplice fascino della sua bellezza regale...

venerdì 28 marzo 2014

Parigi - Giorno 2 ... lagne di un Grumpy Cat

Sarà che la stanchezza mi rende lamentosa e rugnante come un neonato che ha bisogno di dormire - e confesso che, forse l'età sta cominciando a farsi sentire, ma dopo aver esplorato una larga fetta di Parigi contando unicamente sulle energie dei miei piedi, mi sento stanca assai...
In ogni caso ho deciso di dedicare la giornata di oggi a parlare un po' di qualche lato negativo.
Sì, lo so che avevo fatto la mia promessa da boy (girl? cat?) scout di sforzarmi di focalizzarmi sempre principalmente sui lati positivi, e anzi di andarli sempre a cercare proattivamente, al costo di mettersi a ravanare in mezzo all'impossibile pur di trovarli. Penso di riuscirci quasi sempre e, credetemi, non è stato facile auto-formarmi e disciplinarmi in questo, dal momento che non sono affatto nata né stata educata così.
Beh, ma ora la mia digressione suona un po' troppo mélo: in fin dei conti i lati negativi di una vacanza parigina non sono poi così cupi e duri da sopportare.
Però penso che un po' di sana critica ogni tanto possa essere altrettanto utile dell'enumerazione di ciò che è bello e piacevole.

Parigi - Giorno 1 ... con 10 cose che lo hanno reso speciale

Se il tre è il numero perfetto, tuttavia anche il quattro deve avere un suo perché, dal momento che credo di poter dire che questa mia quarta visita parigina sia stata quella che ho trovato maggiormente speciale.
E il mio primo giorno è stato quello in cui sono meglio riuscita ad auto-contagiarmi di entusiasmo.
Mi ero quasi scordata quanto potesse essere bella questa città - l'avevo in un certo senso relegato in qualche scatolone finito in un angolo della mia memoria che ormai cominiciava a coprirsi già di un po' di polvere.
Va bene, ammetto che non mi abbia rubato il cuore così come ha fatto Londra, ma tuttavia riesce a farmelo battere piuttosto forte - quasi all'impazzata in alcuni suoi incantevoli meandri.
Riesce a trasmettere allo stesso tempo un'aura di regalità ed una sensazione di intima rilassatezza, e mi domando come le riesca questo trucco. In realtà forse dovrei - dato che riuscire ad essere contemporaneamente maestosi e teneri è una magia in cui tutti noi gatti sappiamo eccellere. E quindi ... lo devo ammettere: se un gatto dovesse trasformarsi in una città, probabilmente diventerebbe Parigi.
Probabilmente sarà per questo che l'ho sempre un po' data per scontata?
O magari è anche perché manifesta una certa innegabile somiglianza con Torino. Non posso fare a meno di notarlo sempre di più ogni volta - oggi stavo scorrendo le mie foto sul telefono un po' sovrappensiero e per un attimo non mi sono resa conto che avevo già terminato di visionare quelle di Parigi ed ero passata a quelle scattate qui.
Si tratta tuttavia di un'aria di famiglia, il genere di somiglianza che ci potrebbe essere fra due cugine - di cui Parigi è quella schifosamente ricca, ingiustamente bella; mentre Torino è una ragazza sì carina, ma che deve guadagnarsi la pagnotta lavorando in fabbrica, ed ha le mani callose ed il viso acqua & sapone.
Ma qualcosa, qualcosa fra le due c'è indubbiamente: gli stessi occhi, che sono le finestre dei loro eleganti edifici, lo stesso fascino discreto e la stessa aria un po' malinconica, un po' sognante.
E, da quando sono diventata una blogger, ho imparato ad affinare al massimo la mia abilità di imparare a vedere la bellezza nel quotidiano - per cui durante questa mia visita sono riuscita a farmi coinvolgere e travolgere in pieno dalla meraviglia che ci può essere anche in ciò che si considera in qualche modo "familiare".
La meraviglia di Parigi è fatta di oro e di pietra, di gotico e di liberty, e tutte le sue sfaccettature - quella romantica, quella un po' altezzosa, quella elegante, quella più intima e quella più oscura, sanno mescolarsi in un'armonia perfetta ed inconfondibile.

10 motivi per amare Torino (parte 1)

Amo Torino.
Potrebbe sembrare scontato, dal momento che è la mia città natale, ma in realtà non ha molto a che vedere con questo: cioè, non è tanto perché sono nata qui, ma quanto perché non avrei potuto nascere da nessuna altra parte. No, nemmeno nel Regno Unito. Avrei voluto nascere in UK - ma sono nata a Torino, e sento di appartenerle.
E Torino è come un gatto.
E' elegante, in un modo naturale che potrebbe apparire molto sobrio per la maggior parte del tempo, ma che può sorprendere con improvvisi turbinii e scintillii di incredibile armonia e grazia.
E 'indipendente: non sembra la tipica città italiana, ha una sorta di fascino più europeo, con forse un pizzico di Brit. E' fuori da ogni cliché ed ha una propria personalità - che piaccia o no. E 'italiana quando le va di essere italiana, francese quando le va di essere francese; lotta tra l'aprirsi verso una dimensione cosmopolita e il rimanere rintanata nel suo cantuccio tra le Alpi - ma si può dire che è solo sempre Torino al 100%.
Come un gatto, non sempre rivela il suo lato migliore a chiunque: può graffiare o può fare le fusa - dipende dal suo stato d'animo e da quanto si riesce a stabilire una sintonia con lei. Ma per coloro che sapranno come prenderla e che sapranno indovinare il verso giusto per accarezzarla, sarà uno sforzo per cui ne è valsa la pena.
In ogni caso niente paura: è un gatto che è diventato sempre più amichevole e socievole durante gli ultimi anni, e, soprattutto a partire dai Giochi Olimpici Invernali del 2006, quando ha finalmente deciso di rivelarsi al mondo, indossa il suo vestito migliore.
Prima del 2006 Torino non è mai stata molto considerata dal turismo - sostanzialmente perché il turismo non mai è stato considerato da Torino, forse .
Ma poi un giorno si è svegliata e si è stancata di essere considerata un brutto anatroccolo, quando invece era un cigno: Lonely Planet scrive che "E 'la più bella tra le meno conosciute città italiane - o, se preferite, la meno conosciuta fra le più belle città italiane " - e lo trovo una definizione molto calzante.


10 motivi per amare Torino (parte 2)

[-> Leggi qui la prima parte]  
[6] Se vi piace il cibo ... 
La cucina tradizionale locale è ricca ed energetica, principalmente a base di carne, ideale da gustare durante i mesi più freddi.  
Carni arrosto, come il Brasato al Barolo (cucinato con il vino rosso delizioso Barolo locale), o bollite (il Bollito misto , che comprende bolliti di diverso tipo serviti con differenti salse) sono probabilmente i più famosi piatti della tradizione.  
Ma ci sono anche alcuni formaggi stagionati e saporiti, come Castelmagno, Raschera e Toma .  
Ed un altro famoso piatto principale è il Fritto misto , che comprende molti cibi fritti differenti, come bistecche, verdure, biscotti, lumache e le frattaglie. Ma poiché siamo in Italia, dopo tutto, la tradizione comprende anche alcuni piatti di pasta, come agnolotti , pasta ripieni di carne che di solito è servito con burro e salvia, o tajarin , una piccola versione di tagliatelle. antipasti tradizionali includono Vitello tonnato (vitello con tonno + salsa maionese), Acciughe al Verde (alici con prezzemolo e aglio) e Tomini al Verde / Elettrici (formaggio di capra fresco condita con prezzemolo + acciughe o salsa di peperoni piccanti). Ma se siete abbastanza coraggiosi e non hanno molti problemi circa l'aglio, non perdetevi il più particolare dei piatti della tradizione piemontese: Bagna Cauda , una salsa calda mortale ma delizioso a base di aglio (molta), panna e acciughe e servito con verdure crude e bollite. Tra i miei posti preferiti dove gustare questi piatti tipici ci sono il ristorante Tre Galline (via Bellezia, zona Quadrilatero) e l' Osteria Antiche Sere .