sabato 29 marzo 2014

Parigi - Giorno 2 ... e i suoi lati positivi

Beh, col precedente post in effetti sono stata un tantino lamentosa.
Il mio secondo giorno parigino in realtà è stato tutt'altro che negativo, per cui, per recuperare e fare un po' da contraltare al precedente papiro digitale di lamentele, ora procediamo con gli aspetti positivi.

[*]  Non tutti i Parigini vengono per essere snob
Innanzitutto, per fare da contraltare ai rompiballe di Montmartre con i loro braccialetti, voglio invece citare un random act of kindness da parte di uno sconosciuto, che, vedendomi un po' persa con la cartina in mano all'uscita dal Metro, mi ha chiesto se avevo bisogno di indicazioni.
E' la seconda volta che mi succede, e peraltro sempre a Parigi.
Evviva, sfatiamo il mito che i Parigini siano (quasi) tutti un po' troppo altezzosi!!

[*] Un po' di Gotico per tutti
Ripensando alle similitudini fra Parigi e Torino, devo dire che a noi cugini poveri d'Oltralpe manca in effetti una cosa fondamentale che contribuisce a settare una bella fetta del fascino della capitale francese.
LE CHIESE GOTICHE!!!

St Severin, Paris

Noi ne abbiamo zero, Parigi ne ha un'infinità.
E il gotico parigino non è solo Notre-Dame.
Oggi ho scoperto St.e Clothilde e St. Severin, due piccoli gioielli di fatto non nascosti, dal momento che sono entrabe in pieno centro, la prima a due passi da Les Invalides e l'altra in pieno Quartiere Latino; ma comunque semi-sconosciute rispetto alla fama mondiale della loro più celebre sorella sull'Ile de la Cité.

Aggiungiamoci poi anche Cluny, che non è una chiesa e non è nemmeno gotica, ma ha anch'essa un forte fascino medioevale al quale non posso di certo restare insensibile.

Cluny

Si tratta di un'ex abbazia benedettina del XIV secolo che oggi ospita un museo di arte medioevale.
Io il museo non l'ho visitato, ma anche solo darle un'occhiata dall'esterno ed indugiare un po' nel suo mini giardino può essere interessante.
Il giardino è coltivato con un orto di piante officinali che vuole riprodurre quello che facevano i monaci durante il Medioevo; ma in mezzo ci sono queste installazioni di arte moderna, che a prima vista sembrano un po' le strisce di alluminio che si appendono sul balcone per scacciare i piccioni, che (piacciano o no) creano di sicuro un contrasto particolare con l'ambiente circostante, e sembra quasi che siano atterrati gli alieni nel bel mezzo de "Il Nome della Rosa".


L'altra peculiarità di questo giardino è che sul selciato ci sono delle impronte di strane creature (o meglio strane impronte di creature non meglio definite) che lo fanno sembrare una sorta di Hollywood Boulevard dei primati.


E, dato il contorno medioevaleggiante, ti aspetti che i portatori di tali curiose zampette provengano da chissà quale bestiario fantastico...

[*] Non c'è Francia senza crêpe...
Per noi stranieri la crêpe è l'invenzione gastronomica francese per eccellenza; ma per i Francesi la vera crêpe autentica è innegabilmente di origine bretone. Un po' come noi Italiani abbiamo ben chiaro che la pizza sia napoletana, mentre all'estero viene indicata genericamente come "italiana".
E quindi anche a Parigi tutte le crêperies si fregiano dell'appellativo di bretonne e/o della bandiera di Bretagna per dare un tocco di autenticità in più al loro prodotto.
Ho cenato alla Crêperie de Cluny, in zona Quartiere Latino, e devo dire che, soprattutto la crêpe dolce, condita semplicemente con un po' di burro e zucchero, è stata davvero deliziosa.
La particolarità è stata quella di mangiare in un localino tutto arredato in legno, tappezzato di triskell e di paesaggi bretoni, e poi ascoltare musica reggae di sottofondo.
Ma è un medley interessante offerto dalla ricchezza culturale della Francia multietnica.
Ed è stato divertente.

[*] Montmartre, bien sûr!
L'incontro irritante sulla Butte con i venditori rampanti di braccialetti, devo ammettere che purtroppo ha finito per rovinarmi un po' l'atmosfera. 


Ma, a costo di suonare scontata, questo quartiere resta sempre uno dei più suggestivi.


Tanto che si merita un post a parte, che seguirà a.s.a.p. - come dice il mio capo (riferendosi ovviamente al lavoro per cui sono pagata, non ai miei post su Parigi).




[*] Oh-là-là... la Tour Eiffel!!
Ecco, un altro punto che Parigi e Torino hanno in comune.


Tra la Tour e la Mole non posso fare a meno di notare una certa somiglianza - non tanto nella forma appuntita, che le fa sembrare un dito che indica verso il cielo; quanto nel fatto che, pur non essendo due monumenti esteticamente fra i più pregevoli a disposizione delle due città, ne sono diventati il simbolo più celebre.
Entrambe le dominano, con la loro altezza e con il fatto che sbucano ovunque: da qualunque parte ti giri le vedi fare capolino da dietro i palazzi barocchi. Questo può essere rassicurante, se le si vuole vedere come un punto di riferiment, delle specie di stelle polari che ti orientano e ti ricordano da che parte stai andando; oppure un po' opprimenti, come una sorta di Grande Fratello di ferro (e mattoni, da noi) che sbircia ovunque, che controlla tutti i tuoi movimenti.

 
Sta di fatto che sono due icone, e, un po' come Andy Warhol aveva fatto con Marilyn, uno dei miei principali divertimenti, dopo averle fotografate, consiste nello sbizzarrirmi nell'editing della loro immagine.



Ah, potrei andare avanti all'infinito...
Tra l'altro, voi ci avevate mai fatto caso che, lungo il primo livello della Tour Eiffel ci sono incisi dei nomi?
Io no.
Beh, c'è sempre una prima volta.

[*] Giandu-butte
Va bene, io mi sarò anche impallinata a voler cercare a tutti i costi delle similitudini fra Torino e Parigi, però questa me l'hanno proprio servita su un vassoio d'argento.
Ecco cosa si presentava in bella mostra nella vetrina di una pasticceria di Montmartre:


Come sarebbe Petites Buttes??
Sono giandujotti, cribbio!!
E non dire che sono frutto del tuo genio creativo, se no dico al signor Peyrano di denunciarti per violazione del copyright!
E va bene, li hai colorati, bravo.
Ma guarda sù: anch'io ho colorato la Tour, ma mica pretendo di spacciarmi per Monsieur Eiffel, no?? 

Volete leggere delle mie altre giornate parigine??
--> Qui trovate il resoconto del primo giorno: bellezze gotiche, ghiri nelle teiere e lucchetti d'amore
--> Qualche lagna sul secondo giorno, ma comprensiva della bellezza del Museo d'Orsay!
-->  ...e Montmartre merita un post tutto per sé: ecco le mie impressioni sulle orme dei poeti maledetti e di Amélie Poulain
-->  ...il terzo giorno il relax è stato d'obbligo dopo tanto camminare, e io ho scelto parchi e il meraviglioso gatto-caffè!

   

2 commenti:

  1. Adoro la Francia soprattutto per le sue crêpes e i suoi dolci: tra i più buoni del mondo😍

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    1. vero!! I dolci francesi sono sempre uno degli aspetti migliori del viaggio :)

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