lunedì 31 marzo 2014

Parigi - Giorno 3 ... in pieno relax!

Ricordate come ieri vi dicessi che dovrei cominciare a prendere qualche lezione su come imparare a rallentare un po' i miei ritmi di esploratrice selvaggia a tappe forzate della bellezza parigina, visto che la stanchezza stava cominciando a farsi sentire?
Beh, vorrei continuare scrivendo qualcosa del tipo "Nah, è bastata una notte di sonno ristoratore e mi sono ritemprata, fresca come una rosa e pronta a ripartire per una nuova maratona andando a piedi fino a Versailles!"... ma ovviamente non è andata proprio così.
Diciamo che oggi la mia lezione di "rallentamento" è stata d'obbligo, perché ero decisamente a pezzi e dolorante in pressoché qualunque punto del corpo.
Quindi il tema del post di oggi sarà "Come godersi una giornata di completo relax a Parigi" ;-)

Diciamo che fondamentalmente non sono riuscita a fare molto altro che trascinarmi da un parco all'altro.

Mi sentivo più o meno così....
Per fortuna oggi il sole è stato splendido splendente tutto il giorno, niente English Summer Rain (o French che sia), nessuna doccia improvvisa dal cielo.
Dunque, la giornata ideale per godersi l'inizio di primavera nei parchi parigini in fiore.



Ho cominciato con Les Tuileries, anche perché volevo fare qualche scatto al Louvre con il sole, come termine di paragone a quelli fatti con la pioggia...


Devo confessare che ha vinto la pioggia: oggi mi è sembrato molto meno affascinante, forse anche perché (ovviamente) c'era una coda infinita di fronte alla Piramide e la piazza era più affollata che la metropolitana di Milano all'ora di punta.
(Anche se naturalmente resta sempre più piacevole ed elegante della metropolitana di Milano)


Faccio anche un'altra confessione: avevo un'aspettativa molto più alta nei confronti de Les Tuileries.


Non mi fraintendete: per una che si passa spesso le pause pranzo al Parco Dora a Torino, essere lì era proprio da leccarsi i baffi; ed è un capolavoro dell'architettura verde, con i suoi geometrici viali alberati e il Louvre di sfondo, ma...

Backstage involontario di un servizio fotografico a Les Tuileries


Beh, fondamentalmente la mia aspettativa non è che fosse veramente "più alta", è solo che era diversa.
E questo perché la mia memoria fotografica ha fatto un po' cilecca.


Avevo infatti questo ricordo visivo di un lussureggiante angolo fatto di verde e di ombra, con una fontana in stile classico ricoperta di muschio ed alcune bellissime aiuole di fiori gialli e rossi... e le mie gambe doloranti insistevano di voler andare proprio lì a riposarsi un po'.
Quasi subito ho realizzato che il posto di cui serbavo questo ricordo non era Les Tuileries bensì il Jardin du Luxembourg, per cui ho detto alle mie gambe mugugnanti di fare un ultimo sforzo e trascinarmi fin lì, dato che apparentemente un po' di svacco alle Tuileries non andava bene e volevano proprio quello.


Una volta arrivati, io e le mie gambe, ci siamo diretti a botta sicura nell'angoletto che la mia memoria aveva reso idilliaco, e che effettivamente si presentava parecchio consono per un po' di meritato e totale riposo -  e siamo stati lì un paio d'ore, collassandoci su una sedia e non facendo veramente nient'altro che contemplare la primavera in boccio.
Sappiate che non è per licenza poetica che mi riferisco alle mie gambe come se fossero un'entità separata da me: in quel momento le sentivo come tali, dal momento che stavano seriamente cominciando a pensare a ribellarsi... e va bene che siamo a Parigi che è la città rivoluzionaria per definizione, ma non volevo vederle erigere barricate e mandarmi alla ghigliottina.
(Quella vera, non quella di Carlo Conti)

Visti i loro mugugni riottosi ho quindi deciso di concedermi il "lusso" di un viaggio in metropolitana - anche se devo confessare che non è stato molto più rilassante che camminare, visto com'eravamo stipati (ancora sempre meglio che Milano, comunque).
Ingenuamente pensavo che, essendo lunedì, gli Champs Elysées fossero al limite della desertificazione; e invece la densità di folla era paragonabile esattamente a quella vista di fronte al Louvre e a quella sperimentata in metrò - per cui, complici anche le minacce delle mie gambe, ho deciso di rinunciare dopo giusto un paio di isolati, dal momento che il mio interesse per le grandi firme è pari a quello della ragazza de "Il Diavolo veste Prada" prima di venire trasformata dalla perfida Miranda.
Ho rinunciato anche alla loro Luxury Toilet: non metto in dubbio che sia "la più pulita del centro città" come proclamano a caratteri fucsia e cubitali, ma, sinceramente, 2 euro per fare pipì mi sono sembrati un mezzo furto. Oltretutto - se è la più pulita "del centro" significa forse che in periferia ci sono bagni assai più puliti?
In ogni caso è stato... particolare ammirare la collezione di tavolette per wc d'autore esposta sulle pareti del corridoio che va percorso per arrivarci.

Ma decisamente il miglior momento-relax della giornata è stato pranzare al Café des Chats [16, rue Michel Lecomte]!
Con mia somma gioia i cat café (formula di ristorazione comprensiva di coccolosa presenza felina che in Estremo Oriente è già in voga da qualche anno) sta prendendo piede anche in Europa, e, in attesa che aprissero quello di Torino, non potevo sicuramente esimermi dallo sperimentare quello parigino.

Le Café des Chats, Paris

Il gatto-café si trova nel Marais, apre alle 12 in punto e alle 12 meno 10 c'erano già una decina di persone fuori in attesa.
Vi consiglio di prenotare (si può fare anche on line), soprattutto se non pensate di fiondarvi lì appena apre come ho fatto io.
Io non avevo prenotato, ma per fortuna un posticino sono riuscita a trovarlo lo stesso.

Le Café des Chats, Paris

All'ingresso vengono spiegate le regole comportamentali necessarie per garantire il benessere dei mici presenti: non si può dar loro da mangiare (alcuni cibi che per noi sono deliziosi per loro sono tossici), non li si può fotografare con il flash (che rischierebbe di spaventarli o, peggio, di danneggiargli la retina) e non li si può forzare ad essere coccolati/presi in braccio se non ne hanno voglia. E quest'ultima è ovviamente una regola di cui ogni umano che ha la fortuna di far parte dello staff di un felino (come ben sapete, i cani hanno padroni, i gatti hanno uno staff) è ben consapevole: il gatto è una diva che decide lei come, quando e se concedersi.
Ma noi fans ci accontentiamo con somma gioia anche solo di poterli ammirare da lontano.

Le Café des Chats, Paris

Non è questo il caso dei gatti del Café, però, che sono stati piuttosto socievoli ed affettuosi.
Non appena io e gli altri umani in coda ci siamo accomodati all'interno del locale, le dive hanno fatto il loro ingresso, una per una per meglio farsi ammirare.

Le Café des Chats, Paris

Un meraviglioso certosino cinguettante è subito andato ad appropriarsi della sua cesta; una minuta e morbidissima gattina tricolore è andata a fargli compagnia; mentre una formosa miciona bianca e tigrata ha dato spettacolo tutto il tempo sul suo lussuosissimo castello di tiragraffi.

Le Café des Chats, Paris

(Questo, devo dire, ha suscitato qualche fitta d'invidia nei miei felini di casa - ops! nei felini del cui staff sono membro onorario, dato che loro devono accontentarsi di farsi le unghie su di un'umile tavoletta - oltre che naturalmente su tende e divani)

Le Café des Chats, Paris

Io ho avuto per tutto il tempo un tipo molto affascinante seduto di fianco a me: un tigrato di nome Lovely, che è stato un vero gentleman - ad un certo punto è saltato sul tavolo ma non ha avuto la benchè minima intenzione bellicosa o curiosa nei confronti del cibo che avevo nel piatto.
Sono rimasta molto ammirata, perché Sirius (il vero Black Cat di casa mia), quando vede gli umani che mangiano, indipendentemente da come e quanto sia già stato nutrito, salta sì sul tavolo con la tenera mole dei suoi 8 kg, ma lo fa per effettuare una degustazione olfattiva di ciò che stai mangiando - questo giusto per fare un dispetto a prescindere. Se poi eventualmente è di suo interesse, passa anche al self-service.
Lovely invece non pareva interessato al cibo, sembrava lì solo perché voleva farmi compagnia.
Aw, quanto mi sono intenerita!
Sirius decisamente non potrebbe venire assunto al Café, mi sa...

Volete leggere delle mie altre giornate parigine??
--> Qui trovate il resoconto del primo giorno: bellezze gotiche, ghiri nelle teiere e lucchetti d'amore
--> Qualche lagna sul secondo giorno, ma comprensiva della bellezza del Museo d'Orsay!
--> Non ci si può lagnare se si è in vacanza a Parigi!! Il secondo giorno è stato anche pieno di tante belle cose, come Montmartre e il Quartiere Latino
-->  ...e Montmartre merita un post tutto per sé: ecco le mie impressioni sulle orme dei poeti maledetti e di Amélie Poulain

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