venerdì 9 maggio 2014

Galles & stereotipi

Quando si rientra da un viaggio ci va sempre un po' prima di riuscire a riadattarsi alla quotidianità.A quando il viaggio ha avuto luogo nella mia amata isoletta Oltremanica, ci va uno sforzo doppio ;)

Ho rimesso piede sul suolo torinese lunedì sera, accompagnata da un mix emotivo costituito dal fatto di cominciare già a sentire la nostalgia dei bellissimi posti che avevo appena lasciato e dal fatto di coccolare un po' i tanti ricordi collezionati nei giorni precedenti, con il forte desiderio di (finalmente) sedermi qui e cominciare a scriverne, per condividere con voi le storie sui posti che abbiamo visto e sulla bellezza con cui ci siamo riempite gli occhi.
Il giorno dopo terapia d'urto, sono tornata direttamente a lavorare ed è stata una giornata lunga e molto intensa, trascorsa cercando di tenermi a galla fra tutte le attività che avevo lasciato in sospeso e le nuove richieste nate durante la mia assenza. Per cui quando finalmente sono tornata a casa, non ho proprio avuto la forza fisica di riaccendere nuovamente il pc - le mie meningi stavano già martellando ed imploravano pietà...
Ma adesso finalmente sono qui.
Ho appena acquistato i biglietti aerei per altri due viaggi prossimi venturi fra luglio ed agosto - questo sarà un anno decisamente (e piacevolmente!) intenso sotto questo punto di vista; per cui direi che è ora che mi dia una mossa nel cominciare a raccontarvi delle mie avventure gallesi, prima che ne comincino delle altre :)

Ma qual'è la prima cosa che vi viene in mente quando sentite parlare del Galles?
A me viene in mente la natura, selvaggia e bellissime, le pecore, i castelli, le ginestre e le distese di un verde incredibile - così verde che i Gallesi hanno persino una parola, hiraeth, che usano per definire il loro personale senso di nostalgia per questo tipo di paesaggio, per la potente forma di bellezza della natura che simboleggia.


E mi vengono anche in mente le leggende celtiche, il dragone rosso, Re Artù e Merlino - mi viene in mente una terra il cui fascino è anche principalmente mistico.
Ma di questo parleremo nei prossimi giorni.
Queste erano le prime cose che mi venivano in mente sentendo parlare del Galles anche prima ancora di visitarlo; e il mio viaggio appena trascorso non ha fatto che confermarmi il loro ruolo saliente nel definire il carattere e l'anima di questa terra.
Ma forse sono di parte - perché ho sempre subito una fortissima forza di attrazione da parte di questo paese (da parte dell'intero Regno Unito, intendo), fin da quando ne ho memoria. Già da bambina: mio padre mi regalava libri di storie, e le mie preferite erano quelle che si basavano sulle leggende del folklore celtico.
E quando, nel corso degli anni, ho avuto modo di imparare a conoscere molto bene questi luoghi, e ad amarli, è ovvio che le prime associazioni mentali che ho cominciato a collegare ad essi siano state quelle caratteristiche che personalmente trovo più affascinanti.

Ma ovviamente non tutti i gusti sono alla menta.
Quando parlo con gli altri, specialmente se sono Italiani, del mio amore per il Regno Unito, mi accorgo che molti tendono a percepire questo paese principalmente attraverso i più diffusi stereotipi che ormai da anni lo etichettano come cupo, piovoso ed un po' ingrugnito.
Ma d'altro canto tutti noi, quando non conosciamo qualcosa in maniera diretta, non possiamo che basare le nostre impressioni sugli stereotipi.
E del resto gli stereotipi solitamente nascondo una certa dose di verità, questo è innegabile. Ma è anche vero che uno stereotipo non è valido sempre e comunque, non è un dogma imprescindibile.
E devo dire che questo viaggio ha riportato delle circostanze particolarmente sorridenti per riuscire a confutare almeno in parte una buona dose dei più comuni stereotipi sul Regno Unito.

"Oh, immagino che avrai preso un sacco di pioggia!"
FALSO
In 9 giorni tutto quello che abbiamo preso è stato giusto una spruzzatina durata meno di 10' quando eravamo a Betwsy Y Coed, nello Snowdonia.
Il cielo ogni tanto era nuvoloso e cupo (ma, ça va sans dire, a mio parere deve esserlo: ogni tanto è piacevole che lo sia, dal momento che serve per esaltare il tipo di fascino di questi luoghi); ma anche il sole ci ha regalato spesso e volentieri la sua presenza.


 Sono persino tornata con una specie di abbronzatura...
Ok, "abbronzatura" è sempre una parola un po' troppo grossa per me - non credo di essere mai stata quel che si possa oggettivamente definire "abbronzata" e temo che il mio organismo non sia nemmeno in grado di produrre la melanina sufficiente per riuscire ad esserlo. Diciamo che il mio consueto incarnato bianco latte si è trasformato in quello che si potrebbe definire come "latte con una goccia (ma solo una!) di caffè".
Ma l'aspetto più ironico di tutta la vicenda è stato che, mentre in Galles splendeva il sole, a Torino diluviava. Tutto il tempo. Tutti i santi giorni.
E, forse sarò un po' maligna, ma non ho potuto fare a meno di trovarlo alquanto divertente ;)

"Galles? Ma non ci sono solo miniere?"
FALSO
Di sicuro l'industria carbonifera estrattiva ha avuto un peso preponderante nell'economia gallese durante il XIX e XX secolo; ma oggi il paese si è riconvertito ad un ruolo prevalentemente post-industriale e la maggior parte delle miniere di carbone non sono più utilizzate.
Alcune di esse sono state trasformate in attrazioni educativo-turistiche, come quella di Llandudno - che però non abbiamo visitato.
In ogni caso il ruolo predominante del carbone non ha alterato in maniera significativa il paesaggio: nessun paese grigio e triste, fatto solo di cemento e casette a schiera una identica all'altra, insomma. Al contrario i paesini sono tutti graziosi e caratteristici, con casette a graticcio, fiori e colori pastello.

E, come già detto, molto, molto verde.
Nemmeno un pizzico di grigio.
Hiraeth!

"In che senso località balneare?? La gente mica andrà al mare lì, no?"
FALSO
Beh, per noi Italiani forse il concetto di "andare al mare" implica il fatto che le temperature salgano sopra i 30°C - ci viene un po' difficile concepire di l'idea di immergersi nell'oceano con il tempo ed i gradi che hanno solitamente in Gran Bretagna o in qualsiasi paese a quelle latitudini.
Ma ovviamente gli autoctoni locali la pensano diversamente ;)

Llandudno, l'adorabile paesino che abbiamo scelto come base, in realtà è una località balneare piuttosto popolare fra i Gallesi, ma anche fra gli Inglesi.
E credo sia, fra i posti che ho visitato, uno di quelli con la più alta percentuale di alberghi e bed & breakfast pro capite.
Al momento, alla fine di Aprile, il popolo dei vacanzieri che occupava il paese era ovviamente costituito quasi per intero da persone anziane; ma, a giudicare dal tipo di giostre e divertimenti adagiati lungo il molo, direi che è una meta abbastanza popolare anche fra le famiglie.
A parte qualche cane, in realtà non ho visto nessuno che si azzardasse a fare il bagno; ma, del resto, ad Aprile questo non succede ancora nemmeno nella maggior parte delle spiagge italiane.



Comunque, ogni volta che con i miei viaggi mi spingo verso nord (ovvero... sempre), non posso fare a meno di domandarmi se per caso noi Italiani non siamo geneticamente un po' deboli di costituzione: io me ne andavo in giro con il giubbotto imbottito e il mio berretto da gatto, ma ero circondata da gente in maniche corte - tanto per dirne una.
Ma ciò che, da sempre, ammiro di più è il fatto che riescano a camminare beatamente nella pioggia, inzuppandosi completamente, ma apparentemente senza correre nessun rischio di ammalarsi!
Mi piacerebbe essere in grado di fare altrettanto, perché non sopporto gli ombrelli; per cui da qualche anno ho cominciato ad allenare il mio sistema immunitario a raggiungere questo obiettivo, ma per ora gli unici risultati raggiunti sono stati diversi raffreddori.

"Hai provato a guidare sulla destra? Dev'essere difficile!"
N.A.
Lanciarmi a guidare sulla destra è nella lista delle cose che voglio provare nella vita, ma per ora non ne ho ancora avuto il coraggio.
A dire il vero non è tanto il fatto della guida a destra ad intimorirmi, ma l'idea in generale di mettermi a guidare in posti che non conosco, perché riesco a perdermi con una facilità pazzesca - e questa cosa mi fa andare in sclero ancora più facilmente.
Sì, lo so che esistono i navigatori, ma riesco a sbagliare strada anche con i navigatori.
A Torino, peraltro.
Oltretutto, non ho mai sentito più di tanto la necessità di vincere questo mio limite, dal momento che il Regno Unito ha una delle reti di trasporto pubblico più efficienti che mi sia mai capitato di sperimentare.

Ho sempre girato per l'intero paese avvalendomi solo dei mezzi pubblici, e non mi posso affatto lamentare.
Ovviamente con una macchina si potrebbe avere maggiore libertà, e forse anche maggiori possibilità di vedere più cose, di organizzare il proprio itinerario in maniera più efficiente - ma anche gli autobus ti permettono di godere di panorami spettacolari, e il loro valore aggiunto è che riescono a farti immergere maggiormente nella realtà locale, facendoti osservare più da vicino le persone e le loro abitudini.
Beh, a dire il vero questa volta gli unici incontri ravvicinati che sono stati in qualche modo significativi lo sono stati per via di qualche tizio che aveva litigato con il sapone; ma a volte si può essere più fortunati e fare incontri maggiormente interessanti.
Ho scelto Llandudno come base perché è ben collegata con la maggior parte dei posti più degni di nota del Nord del Galles, per cui da lì siamo riuscite a fare diverse gite giornaliere molto interessanti utilizzando solo gli autobus.
Arriva Wales copre la maggior parte dei tragitti in questa zona, e con 5£ ti offrono un biglietto utilizzabile per l'intera giornata, prendendo qualunque autobus, quante volte si vuole. Con 6.50 £ invece si può avere un Red Rover Ticket, che è valido anche per le altre compagnie di autobus e per i treni.
Da qui siamo andate allo Snowdonia, a Conwy, a Bodnant, a Colwyn Bay, e saremmo andate anche a Caernafon, Bangor ed all'isola di Anglesey, se avessimo avuto più giorni a disposizione. 
I biglietti si possono acquistare a bordo dei mezzi, e, quando scendete, ricordatevi di salutare e ringraziare l'autista, perché lui farà altrettanto.
Questa è una piccola cosa che ho molto apprezzato, dato che da noi in Italia è piuttosto raro, in generale, trovare un approccio gentile e solare nei confronti delle persone da parte di chi lavora per un pubblico servizio - e non solo.
Nonostante ormai sappia assai bene come questo nel Regno Unito sia un fattore culturale, non finisce mai di sorprendermi in maniera positiva e non possoa fare a meno di apprezzarlo molto.

"Ma il cibo lì fa schifo, vero??"
FALSO (almeno per quanto mi riguarda)
A mio parere questo è probabilmente il più ingannevole fra gli stereotipi inerenti il Regno Unito, ancor più di quello riguardante il tempo: mi è successo di incappare in un certo numero di giorni piovosi durante i miei viaggi da quelle parti; ma non mi è praticamente mai successo di trovare cibo schifoso.
Ovviamente i gusti in fatto di cibo sono qualcosa di completamente soggettivo e di completamente dipendente dalle abitudini alimentari che si sono acquisite negli anni - e molti Italiani si autoconvincono a prescindere che si possa mangiar bene solo in Italia.
Io in realtà sono molto poco tipicamente italiana, anche per quanto riguarda il cibo.
Non mi capita mai di sentire la mancanza degli spaghetti quando sono all'estero: la pasta e la pizza mi piacciono, ovviamente, ma onestamente non ne sono neppure una grande fan, e le mangio piuttosto di rado già quando sono a casa, per cui non mi capita di sentirne la mancanza in viaggio.
Fino a qualche anno fa avevo ancora una certa forma di dipendenza nei confronti dell'espresso dopo i pasti, ma adesso ho superato anche questa. Bevo già caffé lungo tutte le mattine a colazione quando sono a casa (il classico caffè "brodaglia"), quindi non ho particolari problemi a riconvertirmi.
L'unica cosa a cui non sono ancora riuscita ad abituarmi è la colazione all'inglese.
Non amo granché uovo e salsicce in generale, per cui l'idea di mangiarle al mattino me le rende ancor meno appetitose.
La cucina britannica è sicuramente abbastanza impegnativa per il proprio sistema digerente, e di certo non esattamente "leggera", ma non posso dire che non sia saporita e gustosa.
Apprezzo molto le loro combinazioni di sapori ricche e forti, ed i loro dolci deliziosi e soffici.


Penso che quando si parla di cibo inglese, tutti pensino al fish & chips - ma, per quanto possa sembrare strano, non l'ho mai assaggiato durante tutte le mie visite in terra britannica.
Fino a questa volta.
Me lo dovevo.
L'avevo sempre in qualche modo evitato perché il mio stomaco non gradisce molto i fritti e per digerirli impiega un'eternità; ma devo dire che, nonostante il pezzo di merluzzo che mi abbiano dato fosse enorme, non ho avuto particolari problemi.
Di solito quando sono da queste parti mangio parecchio cibo indiano, dal momento che i ristoranti indiani sono diffusissimi, per ragioni storico/coloniali, sono solitamente piuttosto economici e servono porzioni di cibo generose (rispetto a quanto fanno in Italia).
Poi mi piacciono i loro sformati di carne, qualunque cosa formaggiosa, e una cosa molto semplice ma che apprezzo tantissimo solo i loro sandwiches.



Il Regno Unito è la patria dei sandwich (sono stati inventati dall'omonimo Conte) - e sono particolarmente bravi a farli.
Lo so che apparentemente fare un sandwich non richiede nessuna particolare maestria, però, mentre i nostri tramezzini sono sempre estremamente semplici, con uno o due ingredienti, oppure, per quanto riguarda quelli preconfezionati nel banco frigo dei supermercati, talmente sovraccarichi di maionese che non si sente nessun altro sapore, i loro sono sempre farciti con fantasia e combinazioni originali.
Inoltre se ne trova un'ampia scelta praticamente ovunque, e persino il pane è più soffice e saporito, senza quel retrogusto chimico che il pane a cassetta spesso ha da noi.



Ed i dolci...
beh, quelli meriteranno un capitolo a parte!!

"I Britannici sono sempre molto ammanierati e formali"
VERO
Assolutamente vero. Però sinceramente non riesco proprio a vederci nulla di negativo.
Nel resto del mondo occidentale al giorno d'oggi le buone maniere e l'educazione vengono quasi percepite come qualcosa di un po' demodé, per certi versi - o comunque non gli viene data più molta importanza.
Sono convinta che un approccio gentile con il prossimo spesso riesca a fare la differenza, e che forse il mondo potrebbe diventare un pochino migliore tornando ad aggiungere un po' più di buone maniere nelle nostre interazioni quotidiane. In realtà confesso che spesso sono proprio io la prima a non farlo: forse è anche un fattore culturale, perché se certe forme di cortesia ormai sono diventate un po' rare (vedi ad esempio il saluto al conducente dell'autobus), non viene esattamente spontaneo farle.
Certo, metterle in pratica lo stesso male non farebbe; ma a volte le circostanze ti scoraggiano un po'.



E' sempre un discorso a livello generale, naturalmente, non voglio dire che in Italia siamo tutti musoni e maleducati, ma sicuramente c'è una differenza con la media comportamentale anglosassone che salta all'occhio.
Appena ho rimesso piede sul suolo italiano, ad esempio, l'addetto al controllo passaporti non spiccicava una parola, e non rispondeva nemmeno quando gli si diceva "Buongiorno" o "Grazie" - insomma, una specie di piccolo shock culturale inverso ;)

Un altro aspetto che mi colpisce della cultura britannica è il loro profondo e sincero senso di rispetto per gli anziani.
Il Regno Unito è decisamente un paese a misura di nonni, dal momento che ogni cosa è pensata e sistemata al fine di aiutare e far sentire maggiormente a proprio agio le persone più in là con gli anni.
E anche l'attitudine generale delle persone rispecchia pienamente questo aspetto
Credo sia anche per questo motivo che lì gli anziani sembrano molto più attivi e propensi a godersi la vita di quanto mi pare accada da noi.
Durante i nostri spostamenti abbiamo avuto diversi "compagni di viaggio" senior, molti dei quali con difficoltà di deambulazione - che però non si facevano intimidire da questo per andare in giro e godersi le cose belle.
Ammirazione sincera.
Spero che sarò anch'io così alla loro età.
Beh... e spero che per allora magari vivrò in Gran Bretagna.
Anche perché, al momento, in Italia, dove ci sono meno aiuti e solidarietà, sarebbe un po' più difficile riuscire a continuare le mie esplorazioni quando dovrò andare in giro col bastone o il girello!


4 commenti:

  1. Ecco, sfatiamo un po' di falsi miti! (Sei già tornata da un po' ma riesco a leggerti solo ora)
    Stiamo avendo una primavera splendida per quel che mi riguarda e anche ai climi più rigidi che in Italia ci si adatta (almeno io credo di aver subito una mutazione genetica, sto in maglietta con 19 gradi)... il mare però non l'ho ancora testato.
    Davvero non avevi ancora assaggiato il Fish&Chips? Io lo trovo molto leggero nonostante sia una frittura, i dolci invece... troppo pesanti e chimici per i miei gusti, mi manca il gelato italiano :-/

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    1. PS: la guida a sinistra per me non è tanto difficile se hai il volante come in italia, basta ricordarsi di dare la precedenza a DX nelle rotonde. Con il volante sulla destra è atroce: lo dico da passeggera (terrorizzata), ma anche mio marito si è trovato malissimo.

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    2. vero, ho trovato un tempo fantastico... e questo mentre in Italia ha diluviato alla grande per tutti i giorni che siamo state lì.
      Però un mio amico che è andato a Cambridge la settimana dopo ha detto di aver trovato brutto tempo... è decisamente volubile il clima britannico!
      Anche il fish & chips che ho assaggiato io era molto leggero per essere fritto e non ho avuto problemi digestivi... per cui credo proprio che bisserò alla prossima occasione.
      Il gelato in Inghilterra l'avevo solo provato in Cornovaglia anni fa, non mi fa impazzire... e preferisco le loro torte soffici o le brioches di Marks & Spencer. Capisco che ti manchi il gelato italiano! Magari Grom prima o poi aprirà una gelateria anche a Londra, chissà... Dopo New York e Tokyo non sarebbe poi strano!

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    3. ...e per la guida a destra prima o poi mi butterò!
      Ma devo farlo una volta che sono con qualcuno che ha già provato, così, mal che vada, potrà guidare lei/lui ;)
      Immagino che, come per tutte le cose, sia più che altro questione di buttarsi... poi dipende anche dove: diciamo che nel traffico di Londra non me la sentirei mai di sperimentare, ma in qualche posticino tranquillo in Scozia o Galles magari sì...

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