venerdì 30 dicembre 2016

Il Padiglione d'Oro di Kyoto - bellezza e mistero


Del Giappone vi ho ancora raccontato poco, relativamente poco, considerando il bagaglio stracolmo di sensazioni, domande, cose imparate, certezze ribaltate e punti di vista rimescolati che mi sono portata a casa. Da un lato era perché a caldo facevo fatica - è stato come un primo giorno di lavoro in un nuova azienda, questo ritorno dal Giappone: un bombardamento di informazioni, di facce nuove, di nomi, di procedure, di input ambientali, e tu che fai fatica a decifrarli, a ricordarli, a mettere a fuoco l'essenziale sopra il superfluo; il tutto mentre tenti di indovinare quello che ancora non sai, le dinamiche sottostanti, il carattere delle persone, il modo in cui dovrai relazionarti, quello che ti piace e quello che non ti piace.
E' stato come leggere un codice cifrato di cui mi manca un pezzetto della chiave, questo viaggio in Giappone: sto provando a cercarla, e vorrei trovarla, prima di cominciare a raccontare; ma d'altro canto vedo che, col passare del giorno, le istantanee che continuo a lasciare appese in un angolo della mia mente a loro dedicato stanno cominciando pian piano a sbiadire. L'immagine è ancora nitida, ma i colori sono più sfumati, qualche parola bisbigliata che era di sottofondo si è persa nel rumore, i particolari di contorno sono stati smussati come fa l'acqua con le rocce - e allora forse è meglio buttarsi a capofitto, lasciare stare le interpretazioni ed imprimere bene sulla tastiera queste tessere di puzzle fatte di ricordi, sensazioni, colori: magari un po' sconnesse, isolotti un po' assurdi che non comunicano fra loro - ma questo è il mio bagaglio di ritorno, i doni di cui questo viaggio mi ha arricchita, e non ci si deve sempre sforzare di trovare un senso alle cose.
Perché a volte, poi, è il senso delle cose che alla fine trova te.
Quando meno te lo aspetti, perché il senso non è una risposta secca, è un percorso a zig zag, ad ostacoli.
E se la fine non si vede, è perché spesso non ce l'ha.
Ma va bene così.

domenica 25 dicembre 2016

6 paesini di cui è fatta la Bretagna

Di cosa è fatta la Bretagna?
Di rocce rosa e scogliere a picco sul mare in tempesta. Di brughiere e foreste magiche. Di dolci al latte ed alle prugne e di chiese gotiche. Di pietre e malinconia, di silenzi parlanti e fierezza.
E anche di paesini piccoli e graziosi come un presepe d'antan, microcosmi in bottiglia in cui il tempo si è fermato, fra vicoli ricoperti di ciottoli, case a graticcio e fiori alle finestre.
Venite con me, vi porto a vedere i più carini...

venerdì 23 dicembre 2016

La conquista di Eilean Donan



Eilean Donan è un simbolo.
Simbolo della Scozia- di ciò che è la Scozia nell'immaginario collettivo, e un po' anche nel mio. Ovvero castelli - antichi, fatti di pietre che se potessero parlare non smetterebbero più di raccontare storie, e pezzi di Storia forse diversi da quanto troviamo scritto sui libri; pietre lisciate dal tempo e dalla pioggia, eppure ancora ruvide, con qualche interstizio largo al punto di permettere a qualche fantasma di entrare, e poi di non voler uscire più.
Ma anche fiordi d'intorno, pendii vecchi come il mondo solcati da rughe scavate sul terreno morbido e torboso, verdi, baciati dalla pioggia grigia, baciati da questo cielo sempre intenso e profondo come una malinconia - che poi scivolano senza nemmeno accorgersene verso l'acqua cupa di qualche loch, e rimangono lì, sospesi a metà fra quest'armonia gemella di cielo ed acqua, amanti cosmici complementari che si specchiano l'uno nell'altra, che diventano riflesso l'uno dell'essenza, del colore dell'altra.

giovedì 27 ottobre 2016

La Bretagna fuori stagione


La Bretagna fuori stagione è semi-deserta - e qualche volta bisogna anche togliere il "semi": il freschino pungente delle 8 del mattino, le viuzze completamente vuote, solo noi e le pietre - le case di pietra, i marciapiedi di pietra, i muretti di cinta di pietra, le chiese di pietra, le stradine di pietra, i cimiteri, le croci, le mura delle città.
Qualche gatto che si aggira: siamo gatti anche noi, del resto, e ci piace il silenzio, la solitudine, le cose semplici e belle che si assaporano di più senza rumori, senza voci a distrarti.
Qualche gatto curiosamente socievole: forse fra anime affini ci si riconosce subito, specialmente quando non ci sono altri impegni a farti correre, altre presenze che impongono di essere ascoltate.
Ci vengono incontro e ci salutano, si lasciano accarezzare, e poi proseguono per la loro strada, noi per la nostra.

sabato 24 settembre 2016

Barolo e le domeniche di settembre


Le domeniche di settembre sono fatte per cercare cose belle.
Sono fatte per il sole caldo - non più caldo come prima, come pochi giorni fa: "Menomale", dici, si gira meglio. Però quasi non te lo ricordi più com'era il "troppo" caldo, come ti soffocava, come ti appiccicava - e non vuoi ammetterlo, però un po' ti dispiace. E non vuoi ancora aggiungere uno strato di vestiti.
Ancora vuoi un po' di illusione, finché puoi.
Le domeniche di settembre sono fatte per crogiolarsi in questo sole, in questa illusione che sia ancora estate.
Le domeniche di settembre sono fatte per girare - non troppo lontano, non troppo vicino. Per scoprire qualcosa di nuovo ma non troppo: forse solo una declinazione diversa di quello che già conosciamo, di qualcosa che, in un modo o nell'altro, sentiamo un po' nostro - oppure, semplicemente, un punto di vista diverso.
Le domeniche di settembre sono per andare nelle Langhe - a scivolare dolcemente fra le colline verdi, baciate dal viola dei frutti delle viti e dall'oro pallido del sole timido ma prorompente di inizio autunno.

sabato 17 settembre 2016

Winchester, e quello che diventa leggenda



Il bello dell'Inghilterra è che quando piove è bella lo stesso.
Alla fine guardi il cielo che piagnucola per il quinto giorno di fila e ne prendi atto, fa parte del pacchetto. Ti vesti di conseguenza - compri anche un pile da uomo col cappuccio, largo, caldo, confortevole ed in saldo; ti leghi i capelli, apri l'ombrello: fa parte del pacchetto. Le gocce che scappano dall'ombrello, le scarpe umide, i jeans striati d'acqua - non tutte le città, non tutti i luoghi sanno essere belli anche sotto la pioggia: ma quelli che hanno questo dono, prezioso come un sollievo, come un lato positivo, sono in grado non solo di sembrare più belli, ma anche di mostrare qualcosa di più segreto, di più profondo sotto le lacrime del cielo che non sotto i suoi sorrisi.
Il bello dell'Inghilterra è anche che c'è sempre qualche leggenda nascosta in ogni angolo - in ogni roccia, in ogni marea che sale e poi si ritrae, in ogni croce scolpita.
E a Winchester, capitale storica del glorioso regno del Wessex, ci arriviamo in un giorno di pioggia.

sabato 10 settembre 2016

Novalesa, il Medioevo sulle montagne


Abbazia di Novalesa
Novalesa è un villaggio fatto di pietra, la stessa pietra scura e solida, antica e seria, di cui sono fatte le montagne che lo circondano.
Novalesa è uno di quei borghi di montagna che paiono presepi, labirinti di pietra che nascondono storie semplici trasformate in leggende. Sembra partorito dalle vette lì attorno, una loro emanazione diretta, sbucata attraverso il verde dei pascoli e dei boschi – figlia anche di questi ultimi, plasmata da mani umane ma ispirata dall’anima potente e selvaggia della natura alpina.

giovedì 8 settembre 2016

Miyajima, il Giappone e i simboli



"Qual è la cosa che ti è piaciuta di più del Giappone?" mi chiedono.
E questa è una domanda che mi manda in crisi fin dai tempi del tema sulle vacanze alle elementari.
Di solito per rispondere provo ad andare per simboli.
Del Giappone ho visto molte facce - complesse, sfumate, anche contraddittorie.
Ma se chiudo gli occhi e provo ad astrarlo, a condensarlo, l'immagine più nitida, più intensa che mi rimane è quella della spiaggia di Miyajima - il portale torii rosso lambito dall'acqua azzurra, le tinte chiarissime del cielo, della sabbia, delle lanterne che si trasfigurano tutto attorno, i daini che ti camminano al fianco, il silenzio nonostante la gente.

domenica 4 settembre 2016

Il mese di Agosto in #10scatti

Agosto.
Agosto nello stereotipo è il mese delle vacanze, quindi è un mese che parte avvantaggiato.
Poi gli stereotipi a volte si realizzano e a volte no, a volte piacciono e a volte annoiano o schifano - ma io, lo ammetto, con questo Agosto sono stata fortunata.
Viaggi ce ne sono stati anche in altri mesi e ancora ce ne saranno - ma questo di Agosto è stato il viaggio.
Emotivamente e concretamente questo Agosto è stato tutto imperniato attorno al Giappone, alla sua magia, alla sua diversità - che hanno finito per tingere dei loro colori anche tutti i miei pensieri e le mie sensazioni nei giorni di contorno al viaggio.
Ve le racconto con i miei consueti #10scatti...

mercoledì 31 agosto 2016

[Quando torni?] C'è una lettera per te da Torino

Sono le persone che costruiscono città che gli somiglino, oppure sono le città che influenzano l'indole delle persone?
Secondo me noi finiamo per somigliare un po' a tutte le città che abbiamo conosciuto e che ci sono entrate nel cuore.
E ve lo racconto in questa lettera d'amore, dalla mia città, per la mia città, che ho scritto sul sito Quando torni?.

Clicca sulla foto per leggerla:


domenica 28 agosto 2016

Rivoli, un ritorno


È uno di quei rari weekend in cui non ho nessun impegno, in cui non devo andare da nessuna parte. 
Me lo ero pregustata perché "potrò scrivere tantissimo", mi ero detta. E invece, in sostanza, l'unica cosa che ho fatto è stata dormire. Quei sonni spessi spessi, in cui parti davvero per un'altra dimensione, senza aver bisogno di sonniferi, e fai sogni un po' strani ma iper-realistici. 
Rilasso e collasso. 
Basta la solitudine, e una brezza a rinfrescare un po' questo ultimo weekend di agosto. A volte è bello riuscire a non pensare a niente. Anche perché, in fin dei conti, mi rendo conto che non ho più grandi cose a cui pensare. Non so ancora se sia più triste o più liberatorio - semplicemente mi godo il silenzio, fuori e dentro di me. 
Avrei voglia di andare al mare. Ma non posso essere sempre in giro. 

giovedì 25 agosto 2016

10 cose da fare in Giappone

Quando prima vi dicevo che il Giappone è un mondo diverso, lo intendevo davvero nel senso letterale del termine.
Ci sono regole, usanze, elementi di uso comune, rituali e leggi ascritte che sono completamente differenti da quelle che abbiamo, più o meno, in tutto il mondo occidentale.
Viaggiare in Giappone è come leggere un libro del tutto nuovo, un libro che ti assorbe e ti affascina in ogni singola riga, in ogni singola parola. E' un libro che vorresti continuare a leggere anche quando sei già partito, perché non sei riuscito a finirlo, e perché ogni parola che leggi ti fa nascere delle nuove domande, ti rimanda ad altri approfondimenti in giro per altre pagine.
Ci sono alcune cose, molto giapponesi, che, durante il viaggio là, possono essere d'aiuto per approfondire le parole lette in questo nuovo libro, per entrare in contatto in maniera più profonda e diretta con questo affascinante Paese.
Ecco i miei consigli e le mi esperienze:

domenica 21 agosto 2016

Perché i Giapponesi quando vengono qui fotografano tutto...



Sono seduta ad un chiosco alla Stazione di Torino Porta Susa e sto mangiando un okonomiyaki per pranzo. 
Sono appena tornata dal Giappone ed avevo voglia di okonomiyaki
Mi sento come la pubblicità di una nave da crociera qualche anno fa. 
Chiudo gli occhi e sento il caldo umidissimo sulla pelle, sento i profumi dei yakitori cotti alla griglia e del tempura, sento il frinire assordante delle cicale giganti e il tintinnio delle campanelle nei templi, i treni shinkansen che sfrecciano sui binari sopraelevati.

giovedì 18 agosto 2016

Cordoba, la bellezza e le risposte


Mentre sto scrivendo questo post sono alla vigilia di una partenza importante - e sono un po' agitata.
Stamattina Ginger Cat, che verrà con me, mi ha scritto "Comincio a sentire l'ansia - tu?".
Io? Io no - perché dovrei sentire l'ansia? Perché tutti lo chiedono sempre?
E però, non so perché, alla fine mi è venuta.
Non riesco a razionalizzarne il motivo - e forse adesso potrei anche dilungarmi in verbose dissertazioni psicologiche e filosofiche sul tema; ma di sicuro non mi aiuterebbe a distrarmi da questa sottile e spietata elettricità negativa che mi scorre sotto pelle.
Quindi preferisco mettermi a scrivere di Cordoba.
Perché Cordoba mi trasmette pace...

domenica 14 agosto 2016

Tutti i colori di Brighton


Brighton ha i taxi verde menta.
Quando arrivo il cielo è azzurrissimo, il mare ancor di più. Due secondi dopo diventano grigi, come se qualcuno gli avesse applicato un filtro in bianco & nero. Il tempo di rinchiuderci dentro una tea room a farci un'overdose di cioccolato sotto forma di torta, ed è di nuovo tutto azzurro.

mercoledì 10 agosto 2016

I 5 migliori ristoranti giapponesi di Torino (finora, secondo me)


Una delle mie personali sfide gastronomiche consiste nel riuscire a sperimentare, prima o poi, tutti i ristoranti giapponesi di Torino.
Non so nemmeno a quanti ammontino esattamente al momento: continuano sempre a nascerne di nuovi, e, anche per una maniaca della cucina nipponica come la sottoscritta, è impegnativo riuscire a tenere il passo. Oltretutto molti sono in realtà cinesi travestiti, allettanti per il prezzo ma scadenti come qualità, che sui nastri del kaiten mettono lo stesso sushi industriale che puoi trovare nei frigoriferi del supermercato pochi metri più in là, oppure che all'interno dell'all-you-can-eat offrono anche pizza surgelata e fritti estremamente bisunti.
Ecco, questi mi scoraggiano a priori e magari, mi perdonerete, li escluderò dalla sfida. Però, con quelli per cui, almeno sulla carta, merita la pena, prima o poi porterò a termine la mia missione.
Per il momento condivido i risultati di quanto sperimentato sinora: selezionarne solo cinque non è stato facile, ci ho dovuto pensare un po'.
Però, visto che ormai manca pochissimo alla mia partenza per il Sol Levante (e quindi alla mia sperimentazione del vero cibo giapponese), direi che potrebbe essere il momento ideale per fare il punto della situazione: chissà se, dopo aver provato quello vero, i miei gusti cambieranno...

sabato 6 agosto 2016

St Michael's Mount e gli universi paralleli


Se doveste finire in un universo parallelo, quale versione di voi stessi pensate che incontrereste?
Di solito la fantascienza ci insegna che, negli universi paralleli, incontriamo versioni di noi stessi parecchio diverse da quella attiva nell'universo attuale - ma, in fondo, nemmeno più di tanto: è più un'espressione di qualcosa che ci è rimasto chiuso dentro a livello di potenza, qualcosa che forse potremmo essere in circostanze diverse da quelle in cui ci troviamo attualmente, nel bene e nel male. Potremmo essere tutti più o meno felici di quel che siamo, avere più o meno successo di quello che abbiamo - se solo le cose fossere andate diversamente, se solo certi eventi non si fossero verificati, se solo certe occasioni le avessimo o non le avessimo colte.
Io sinceramente non lo so che versione di me stessa potrei trovare in un universo parallelo.
Però so invece che cosa trova l'abbazia di Mont St Michel: la sua versione britannica al di là della Manica, la sua gemella diversa St Michael's Mount in Cornovaglia.

mercoledì 3 agosto 2016

Il mese di Luglio in #10scatti

Luglio da qualche anno è sempre caldissimo, in maniera esagerata.
Luglio, da qualche anno, per me diventa sempre frenetico: scombina sempre un po' le mie routine, facendole esplodere con un'overdose di cibo, di strappi a qualunque regola, di vita sociale, di cose da fare. Che mi lasciano poco tempo per pensare e metabolizzare.
Cosa che, per me, a tratti è un po' estraniante. Ma dopo mi rendo conto, col senno di poi, che invece mi fa bene.
Luglio rimane sempre il mio mese preferito.
Non solo perché è il mio compleanno. Ha qualcosa di speciale luglio - qualcosa che lo rende leggero, ma non in maniera frivola. Qualcosa che ti regala un punto di vista diverso sulla quotidianità, che te la fa apprezzare meglio. E' l'estate che comincia sul serio e che ancora non vede la sua fine - quindi riesce a risplendere beatamente, sfacciatamente di tutta la sua bellezza e di tutte le sue promesse.
Ognuno di noi cerca delle promesse nell'estate, dei desideri da voler fare avverare.
Qualche stella cadente, qualche messaggio in bottiglia. Qualche segreto bisbigliato al mare. Qualcosa che si insegue da sempre e che, a volte, a luglio, finisce per sembrare vicinissimo.
Forse non è così.
Ma è luglio, e ad una parte di noi piace pensare che lo sia...

domenica 31 luglio 2016

L'Alcazar: la fiaba esotica di Siviglia


Mi dispiaceva andar via da Siviglia senza aver visitato l'Alcazar.
Ha questo nome esotico e regale, e, al di là del fatto che mi fa venire in mente un gruppetto di disco music un po' trash di fine anni '90, lo vorrei proprio vedere. Mi dà l'impressione che possa racchiudere, fra le sue volute sinuose, le sue architetture moresche ed i suoi giardini lussureggianti, una metafora particolarmente efficace dell'anima andalusa - connubio armonioso fra Oriente ed Occidente, ibrido incantevole di Europa medievale e di sontuosità nordafricana.
E dire che stavamo quasi per farlo - andare via da Siviglia senza vederlo, intendo.
C'era una coda infinita ed il nostro tempo era un po' contato.

domenica 17 luglio 2016

Blankenese, il lato "cosy" di Amburgo


Quando sei di ritorno da Brema ad Amburgo nel tardo pomeriggio dell'ultimo giorno che trascorrerai in questo angolo nord di Germania, non hai voglia di tornare subito in centro.
Dopo aver assaporato la poesia medievale di Brema, i suoi vicoli e le casette, i suoi pinnacoli di gotico e gli angoletti pittoreschi - non hai voglia di tuffarti nella modernità un po' fredda, squadrata, di Amburgo. Domani parti, e ti vuoi viziare ancora un po' con le cose belle, quelle che piacciono a te, prima di salutare questi posti. Un po' come, la domenica sera, a volte ti concedi un cioccolatino a fine cena, per indugiare ancora un po' nelle dolcezze del weekend.

mercoledì 13 luglio 2016

L'Isola di Wight a metà


Volevo andare sull'Isola di Wight.
Volevo vedere un po' di natura selvaggia, ruvida, quella natura fatta di scogliere bianche, spiagge melmose, brughiere secche accarezzate dal vento che in Inghilterra urla di bellezza, una bellezza che rispecchia la parte più selvatica ed intensa, passionale ed istintiva di questo pezzetto di mondo che sento così mio.
Volevo andare sull'Isola di Wight, e ovviamente io & Ginger Cat non ci siamo trattenute dal canticchiare la canzone dei Dik Dik mentre sul lungomare di Southsea ci accingevamo ad andare a prendere l'hovercraft.

sabato 9 luglio 2016

Memorie dalla Cornovaglia


Quando mi chiedono "Qual è stato il viaggio più bello che hai fatto?" ci penso sempre un po'.
"Bello" è un aggettivo troppo vago, forse.
Cosa significa "bello"? Che hai visto dei bei posti? Che ti sei divertita tantissimo? Che per qualche motivo te lo ricorderai per sempre? Che in qualche modo, un po', ti ha cambiata?
Ci penso quindi un po' tutte le volte.
Ma poi la mia risposta è sempre la stessa.
La Cornovaglia nel 2008.
Forse perché è stato tutte queste cose assieme.

mercoledì 6 luglio 2016

Ronda, il bianco e l'abisso


L'Andalusia è accecante.
I suoi colori non sono semplicemente caldi, come accade nel resto dei luoghi che si affacciano sul Mediterraneo - colori del mare, del sole, degli agrumi. No, i colori dell'Andalusia sono colori riarsi, bruciati da fiamme ormai antiche. Sono colori che hanno perennemente sete - e che fanno risiedere proprio in questa sorta di sete eterna la loro bellezza: come se fosse una passione, come se fosse una febbre.
Malaga ha colori neutri, eppure accesi - di pietre terrose, di ocra, di sabbia.
Ma il suo entroterra cambia.

sabato 2 luglio 2016

Il mese di Giugno in #10scatti

Ciao Giugno,
ma tu ci sei stato veramente?
No, perché mi pare che tu sia passato un po' troppo di corsa - tanto di corsa che, adesso, che siamo nei primissimi giorni di Luglio, mi sembra quasi di non avere ricordi legati a te, della sabbia che è scivolata via fra le dita veloce, esageratamente veloce.
Non so esattamente cosa sia stato, Giugno. Non so perché ci siano periodi in cui la vita sembra scappare ed altri in cui invece rimane: se sia solo dovuto agli ingredienti con cui riempiamo le nostre giornate, alla proporzione fra dovere e piacere, fra prendere il controllo e lasciarsi scivolare le cose. O forse è solo un caso, una congiunzione astrale - ci sono giorni che va così, e non c'è un motivo.
Forse è perché sei stato compresso fra due viaggi, e non ho fatto tempo a sognare l'Inghilterra perché ancora non avevo smaltito la nostalgia della Spagna - però è anche vero che l'Inghilterra non è qualcosa che semplicemente "sogno", come faccio per qualunque altro viaggio. L'Inghilterra è più un ritorno a casa che un vero e proprio viaggio per me: è qualcosa che sento ogni giorno, che cerco ogni giorno, che mi manca ogni giorno.
E quindi - quindi non centra niente.
E non posso nemmeno dire che tu sia stato un mese vuoto, Giugno. Tutt'altro. Sei stato anzi abbastanza pieno, quasi da essere confuso.
Ok, magari è per questo che sei corso via così. Per non costringermi troppo a rimuginare su risposte che non so ancora darmi.
E allora - via, la smetto di blaterare. E provo, come al solito, a condensarti in #10scatti...

giovedì 30 giugno 2016

Sant'Antonio di Ranverso, la bellezza di casa mia


Abbazia di Sant'Antonio di Ranverso, Buttigliera (To)
Buttigliera Alta sembra un paese noioso.
Si trova a metà – a metà fra Torino e le Alpi, fra la città e l’aperta campagna, fra la collina e la montagna.

domenica 26 giugno 2016

Somewhere, in Los Angeles


Di Los Angeles non ero curiosa.
Ci siamo passate per andare a trovare la nostra amica Melissa che vive lì. Mi domando se, senza di lei, avremmo deciso di fermarci lo stesso.
Importa davvero?

mercoledì 22 giugno 2016

I miei pretesti per tornare

"Un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro,
quando si parte"
(A. Baricco)

I saluti hanno sempre una forte nostalgia.
C'è chi dice che, quando fai un viaggio, dopo non torni mai uguale alla persona che eri prima di partire - perché hai lasciato dei pezzi di te lungo la strada e perché cammin facendo hai trovato frammenti nuovi con cui sostituirli. Perché esistono tante versioni diverse di noi stessi quanti sono i luoghi del mondo da visitare, e, se è bellissimo scoprirle, è anche un po' triste doverle lasciare.
Ed è per questo che, a volte, poi, ci ripromettiamo di tornare.
E troviamo delle scuse per poterlo fare: qualcosa che non siamo riusciti a visitare, un posto che ci siamo persi, un attrazione che non c'era ancora, un piatto da mangiare di nuovo, un panorama che non ci accontentiamo più di contemplare in foto.
Sono i sassolini che ci lasciamo dietro per poter ritrovare la strada, per sperare di rivedere quella versione di noi che già ci manca un po'.

domenica 19 giugno 2016

Isola di Rügen, questa sconosciuta...


Jenny di Rügen me ne parla da sempre.
Ci ha anche abitato per un periodo, quando studiava e giocava nella squadra di pallavolo di Sassnitz - e da sempre mi dice che è un posto che dovrei vedere.
L'ho anche googlata, ed ho visto fari bianchi e spiagge selvagge, con la sabbia altrettanto candida e sterpaglie altissime. 
Quindi ho deciso di concordare con Jenny, e, quando sono andata a trovarla ad Amburgo a Pasqua, le ho chiesto di portarmi a vederla.

giovedì 16 giugno 2016

Una volta all'anno viaggia da sola



Una volta all'anno viaggia da sola.
Vai in un posto che ti chiama - e poi magari fatti deludere. Oppure fatti stupire.
Fai qualche errore, non pianificare troppo. Gira a caso, con gli occhi bene aperti e devia dal tuo itinerario quando qualcosa ti ispira.

Perditi, anche.
Magari proprio in una zona che non c'è sull'approssimativa mappa che ti hanno regalato in albergo, e mentre il GPS del tuo telefono non funziona. Ma non farti prendere dal panico. Te la caverai. Anche se il tuo senso dell'orientamento non è fra i doni più potenti che possiedi sappi che in certi casi si mette a funzionare. Non è un miracolo, è istinto di sopravvivenza.
Impara ad usare risorse che non sapevi di avere.
Impara cose che non avresti mai pensato di imparare - ma che una parte di te, in qualche modo, sapeva già.
Impara fin dove puoi spingerti e che cosa devi evitare. Sei responsabile di te stessa, ora più che mai.

domenica 12 giugno 2016

Salisburgo, come un carillon



E' già passato più di un anno.
Da quando sono andata a Salisburgo, ma non è solo questo.
E' stato uno di quei viaggi-parentesi, che fai quando stai per chiudere un capitolo della tua vita e cominciarne un altro - e che quindi restano emotivamente, indelebilmente associati a quel momento cuscinetto, al quel mix strano, un po' euforico, un po' nostalgico, di aspettative e malinconie.
Quando stai per lasciare qualcosa (o qualcuno), si innesca sempre questo meccanismo contorto per cui i motivi per cui lo vuoi lasciare ti sembrano sempre più sbiaditi e meno preponderanti di quelli per cui, tutto sommato, avresti anche potuto continuare. Sai che stai facendo la cosa giusta, razionalmente sei pienamente convinta che sia così - eppure qualcosa di cui sai già che sentirai la mancanza c'è sempre. E del nuovo? Beh, di ciò che ancora non si conosce, per definizione, non si sa nulla; quindi provi a far scattare un meccanismo di difesa in cui scegli di essere felice e decidi di non porti troppe domande.
O almeno ci provi.

giovedì 9 giugno 2016

Il Parco Dora e la Torino post-industriale

Quando arrivano le fabbriche, il verde non c’è più. È l’incubo ecologista del XX secolo, con l’asfalto che si spalma sull’erba bruciandola, il progresso che avanza incontenibile, quasi come un mostro di metallo e cemento che divora spietato prati e boschi – con questo suo prezzo da pagare, che consiste nel calare un filtro grigio su un paesaggio che prima era a colori.
Ma a volte, come in una piccola fantasticheria di rivincita, che forse somiglia più ad una fiaba che non alla realtà, può anche capitare che avvenga il contrario.
Il Parco Dora a Torino è un’area verde di oltre 450.000 mq, che sorge dove un tempo c’era un agglomerato di stabilimenti industriali facenti parte della galassia del settore automobilistico, che costella il capoluogo piemontese. Alcune parti delle strutture industriali sono ancora presenti, come scheletri abbandonati di dinosauri estinti, ma sono circondate dal verde, che le abbraccia e le redime, le ingentilisce – come se fossero dei giganti buoni che non usano più la loro mole per spaventare e lottare ma per far giocare i bambini.

domenica 5 giugno 2016

Malaga by night (and by day)


Se mi dicevi "Malaga", fino a poco tempo fa, mi sarebbe venuto in mente solo il gusto del gelato. Che non mi piace, tra l'altro.
O al massimo il suo aeroporto - che ha come codice IATA AGP e mi sono sempre domandata perché. Ho sempre avuto un po' la fissa di imparare a memoria le sigle IATA degli aeroporti, e adesso lo devo anche fare per lavoro: quelli della Grecia continuo a non riuscire a ricordarmeli; quelli della Spagna sono sicuramente più facili, ma perché abbiano scelto "AGP" per Malaga rimane un mistero.
Non mi sono mai domandata, comunque, come fosse Malaga come città.
Io agogno (quasi) sempre mete nordiche, paesaggi dalle tinte scure, orizzonti malinconici, cittadine introverse. La Spagna di solito la considero poco.
Ma ogni tanto ne sento il bisogno - è come se mi chiamasse.

giovedì 2 giugno 2016

Il mese di Maggio in #10scatti

Che dire di te, maggio?
Che sei volato parecchio in fretta, alla fine.
Che sei stato uno di quei periodi della cui importanza, forse, ti rendi conto solo quando sono finiti. Piccole medicine lievemente amare per curare mal di pancia che continuano a non passare, anche quando ti dici che non sono niente. Che forse più ti dici che non sono niente e meno passano.
Sei stato un mese di presa di consapevolezza. Il problema della consapevolezza è che non serve a nulla se finisci per interiorizzarla solo nel primo livello, quello razionale, e non riesci a farla penetrare un po' più a fondo.
Un mese di dialoghi fra Cuore e Cervello. Col Cervello che ogni tanto soccombe con aria rassegnata - si siede, sospira, dice "Va beh, se sei felice..." e lo guarda vagare, giocare, fare cose futili. Poi cade per l'ennesima volta, piagnucola per i suoi graffi ed i bernoccoli. Il Cervello prima si arrabbia, poi lo coccola, cerca di fargli capire che non può andare avanti così. E se la consapevolezza ha sempre una punta di amaro, a volte perlomeno riesce a dare serenità.
Ma può il Cuore essere in grado di ragionare?
Lo vedremo...

domenica 29 maggio 2016

Pike Place Market: il mio posto a Seattle


In ogni città che visitiamo c'è un posto che ci appartiene.
Un angolo che finirà per diventare il nostro preferito, quello che nei nostri ricordi assoceremo sempre come prima cosa a quel luogo, a quel viaggio.
E' il nostro punto in comune, quello su cui ci piace dialogare quando ci incontriamo. Il nostro argomento di conversazione preferito, una passione che condividiamo.
A Parigi c'è un punto particolare del Lungo Senna in cui mi piace sempre tornare - di fronte all'Ile de la Cité, da dove si osserva il fiume che si divide per poter abbracciare da dietro Notre Dame. A Londra è il Temple il "mio" posto - labirinto nascosto pieno di segreti. A Madrid è la zona del Retiro dove ci sono le arcate dei roseti ed i pavoni che passeggiano.
E a Seattle era il mercato di Pike Place.

giovedì 26 maggio 2016

Parco del Meisino, la Holyrood di Torino


Parco del Meisino Torino
Il Parco del Meisino è un parco alla periferia di Torino ed è una di quelle aree verdi che, pur essendo a pochi passi dall’intreccio di asfalto e pietra del cuore urbano della città, ti fanno dimenticare di essere sul territorio comunale di una metropoli e ti abbracciano in una sfera fresca e rilassante di pace campestre.

domenica 22 maggio 2016

Ohlsdorf, il parco-cimitero di Amburgo


Tafofilìa.
Vi ho già raccontato altre volte di questa mia strana malattia: subisco il fascino gotico e decadente, un po' creepy, dei cimiteri. Quelli storici e monumentali sono sempre fra le mie prime mete quando visito una nuova città.
E anche Amburgo non è stata da meno.
Il cimitero di Ohlsdorf, oltretutto, appartiene anche ad una categoria particolare - quella dei cimiteri rurali, e ne è uno degli esemplari più grandi ed interessanti esistenti al mondo.

mercoledì 18 maggio 2016

Mi piace (parentesi sul Lago di Como)


Mi piace il Lago di Como.
Mi piace perché, fra le pieghe della mondanità e del lusso, si concede ancora di avere qualche angolo selvaggio - qualche spiaggia abbandonata, i canneti che degradano sull'acqua, passeggiate radenti la riva, con qualche panchina ed un salice piangente che le copre. Per avere un po' di privacy, se vuoi sederti anche tu per rimanere da sola a liberare qualche emozione - che non necessariamente deve sfociare in pianto.

sabato 14 maggio 2016

Oxford, qualcosa che vorrei...


Oggi mi sento inconcludente. Giro attorno alle cose e non riesco a concludere nulla. Mi faccio promesse che non riesco a mantenere.
E vorrei scrivere di Oxford, ma ho una sorta di timore reverenziale a farlo.
Non è solo il timore reverenziale che si ha nei confronti dei miti, delle icone: è quella sensazione che le parole non siano mai abbastanza che ti prende nei confronti delle cose che più ami, dei momenti più belli e felici. Ti sembra di non riuscire a trovarle le parole, ti sembra che finiscano solo per banalizzare.

giovedì 12 maggio 2016

50 cose che han reso la West Coast memorabile

Nove mesi fa stavo per partire alla volta della West Coast statunitense.
E' già passato un po' di tempo, e io ho ancora molte storie che vi voglio raccontare su questo viaggio e che ultimamente si erano un po' perse per strada.
Però, forse, è proprio il tempo che ti fa capire meglio le cose - e in questo caso il tempo mi ha dato la consapevolezza che questo viaggio è stato una delle parentesi più arricchenti e memorabili che abbia mai sperimentato.
Come mai?
Ci ho pensato, ed ho trovato almeno una cinquantina di fatti/episodi/posti/sensazioni che la hanno resa tale...

sabato 7 maggio 2016

Il mese di Aprile in #10scatti

Qualche tempo fa avevo l'abitudine di scrivere il mio contro-oroscopo.
Avete presente quei libri che vendono quando comincia un nuovo anno, con l'oroscopo di tutti i segni zodiacali, suddivisi per mesi?
Ecco - io, quando terminava un mese, mi scrivevo sul diario quello che effettivamente era successo, usando il tono ed il registro che di solito hanno gli astrologi. Qualche volta, se mi capitava di avere sottomano uno di quei libri, andavo a confrontare.
Chiaramente non ci azzeccavano mai. Ma proprio qui stava il bello - nel contrasto fra realtà e previsioni. Che è già arduo per noi statistici, figuriamoci per gli astrologi.
Comunque - ho deciso di inaugurare una specie di contro-oroscopo anche qui, usando 10 fotografie per riassumere il mese che è appena trascorso.
Perché mi diverte l'idea di farlo.
Perché mi piace ricordare.
Perché rimpiango sempre di avere poche foto a testimonianza dei momenti speciali, di quelli davvero belli. Ma a volte ce ne sono altre che funzionano da perfette metafore.

mercoledì 4 maggio 2016

Venaria, la Versailles di Torino


Quando ero piccola e con i miei genitori a volte andavamo al Parco della Mandria, a Venaria, in provincia di Torino, io me la immaginavo come una sorta di enorme creatura incantata che giaceva in una specie di sonno magico - una Biancaneve gigante, forse, o magari un drago buono.
La Reggia dormiva alle spalle del suo parco, chiusa ed abbandonata, uno dei tanti tesori italiani messi in un baule e dimenticati in cantina fra polvere e muffa.
Nel 2007 è arrivato il suo Principe Azzurro, che l'ha risvegliata, restaurata e finalmente riaperta al pubblico.

sabato 30 aprile 2016

Alla ricerca di qualcosa ad Amburgo...



Sono qui che penso a come raccontarvi di Amburgo, e non lo so.
Potrei semplicemente cassarla dicendo che non mi ha entusiasmata - eppure in qualche modo mi sembrerebbe ingiusto.
Mi faccio i sensi di colpa anche nei confronti delle città, non solo delle persone. E dire che pensavo di essere migliorata...
Non è che non sia bella Amburgo - il primo giorno l'ho girata in compagnia di Jenny ed ero concentrata sulle nostre chiacchiere: la sbirciavo con la coda dell'occhio, curiosa di particolari, adocchiando qua e là i monumenti resi fosforescenti, un po' alieni dall'illuminazione notturna, i chiaroscuri delle strade buie, e, come primo, parco assaggio, mi pareva promettente, mi faceva mescolare queste prime, vaghe sensazioni con la ridda di informazioni e suggerimenti che la mia amica annotava sulla mappa stropicciata presa in albergo, facendomi dire "Bene: a domani, Amburgo".

martedì 26 aprile 2016

Il Parco del Retiro e la Spagna che non mi aspettavo...



Ogni tanto è bello che le aspettative non si realizzino.
Fa parte della sorpresa del viaggio (della vita), fa parte del fatto che a volte le idee che ti crei a priori sono sbagliate - ed è un bene, perché solo così riesci ancora ad imparare, solo così riesci ancora a stupirti.
Madrid è piuttosto diversa da come la immaginavo: immaginavo che in qualche modo ricalcasse quel minuscolo pezzetto di Spagna che già conoscevo, un po' ampliato e ritoccato nella mia fantasia da tutti gli elementi che associo a questa terra, una declinazione moresca di architettura e tipicità mediterranee, rumorose, noncuranti. Madrid la immaginavo come un'ape regina che porta tutto questo all'ennesima potenza, calcandolo, ampliandolo, mostrandolo nel suo massimo splendore.
E invece no.

sabato 23 aprile 2016

Lettera a Boston


Ho sempre pensato che l'America non facesse per me.
Mi piace vederla, mi incantano i giochi di specchi grandiosi dei suoi grattacieli, alcune sue contraddizioni un po' mi affascinano, un po' mi fan sorridere - ma non fa per me.
Non mi "appartiene".
Troppo grande. Tutto.
Troppo ostentata ed estroversa. Troppa fiducia in sé stessa.
"Yes we can"... eh no, mica sempre.
Corpo da body builder, anima puritana.
Poi...
Poi ci sono andata, ed ho incontrato te.

lunedì 18 aprile 2016

Brema (la legge dell'attrazione)


Sono ad Amburgo da due giorni.
Non mi piace - ma forse sono io.
E' stato uno di quei viaggi che fai per fuggire da qualcosa che ti sta in testa, che ci sta da un po' troppo e la fa puzzare di chiuso. Ma non sta funzionando - è una falena ubriaca che continua a sbattere contro l'abat-jour, non se ne va, nemmeno se hai aperto la finestra.
E' una città che di cose da dire ne ha, ma io non la sto ascoltando. Perché non sono le cose che avrei voglia di sentirmi dire in questo momento.
Sto seduta a gambe incrociate sul letto gigante della mia stanza d'albergo, con il bagno open space e la doccia come un enorme acquario in mezzo alla camera. Ho tre tipi diversi di cuscini fra cui scegliere. E questa è una decisione facile.
Che cosa fare domani un po' meno.
Fisso il cellulare. Rispondo a qualche messaggio. Ce n'è uno che vorrei mandare, ma sono indecisa. Ecco, questa è una scelta ancora più ardua rispetto a che cosa fare domani.
Poi, all'improvviso, mi viene in mente.

domenica 28 febbraio 2016

Pitlochry e i colori della pioggia

Pitlochry è una località di villeggiatura nel baricentro delle Highlands scozzesi, nel cuore della contea di Perth.
Un villaggio fatto di pietre e fiori, dove la scozzesità assume una declinazione fiabesca.
Arrivarci, per me e Tabby Cat, è stata quasi un'avventura: da perfetta location fiabesca che si rispetti, mantiene anche lo schema narrativo tale per cui ci si deve arrivare dopo un percorso difficoltoso ed una serie di prove superate.
Io & Tabby a Pitlochry ci arriviamo sotto la pioggia.
Una pioggia grigia e persistente, singhiozzi intensi del cielo di Scozia.

domenica 31 gennaio 2016

Vigeland Park, metafora di Oslo

Una delle prime cose che visito in una nuova città è il suo parco.
Spesso i parchi cittadini finiscono anche per essere uno dei miei punti preferiti di queste nuove città che mi metto ad esplorare.
Il parco cittadino non è solo una nicchia tranquilla in cui nascondersi dalla frenesia dei ritmi metropolitani, dal bombardamento sensoriale di cose da fare e vedere, dalla nostra stessa fame compulsiva di conoscere il nuovo posto, di sfiorarne l'anima - il parco cittadino è spesso una metafora verde della città che lo ospita.
Il Boboli a Firenze è quasi un museo verde, scrigno botanico dell'arte che si respira in ogni angolo di Firenze. Il Valentino a Torino nasconde un castello, simbolo indelebile della storia della città, e nasconde angoli di bellezza inattesi, poco reclamizzati, come l'animo burbero e sorprendente della capitale sabauda. Central Park è il parco, così come New York è The City: un mondo a sé, un suo fascino carismatico unico che l'ha trasformato in una star del cinema, un regno verde che indossa una corona di grattacieli.
E' come se, nel suo parco, la città decidesse di farsi metafora, scegliesse qualche simbolo che la rappresenti e decidesse, quindi, di lasciar indovinare qualcosa di sé - qualcosa di profondo, qualcosa di essenziale. E' un po' come un tatuaggio. O un nickname. Qualcosa con uno scopo espressivo, per ricordare al mondo ciò che siamo davvero. Anche quando non riusciamo ad esserlo.
E questo accade anche ad Oslo.

domenica 17 gennaio 2016

Bibury, cuore delle Cotswolds

Quali ingredienti usereste se doveste distillare l'essenza dell'Inghilterra?
Provo a chiudere gli occhi e a pensarci.
Davanti al sipario delle mie palpebre chiuse passano molte immagini: la bruma delle brughiere dello Yorkshire, la poesia malinconica del Lake District, gli scheletri gotici delle abbazie diroccate, l'intensità drammatica e decisa delle scogliere bianche di Dover, i porticcioli intimi e colorati della Cornovaglia - ma le scarto.
Sono fotografie di punti unici e ben precisi dell'Inghilterra, come la rappresentassero in un momento particolare, in un umore estremo: mentre è in vacanza al mare, mentre soffre per amore come il fantasma di Catherine alla ricerca di Heathcliff, mentre riflette, introspettiva, in solitudine, o mentre piange per qualcosa che non c'è più. Sono picchi emotivi, situazioni straordinari.
L'essenza di qualcuno, di qualcosa, non è qui: l'essenza è nel quotidiano, nella normalità, nelle piccole cose fatte con amore.
E, secondo me, l'essenza dell'Inghilterra è nella regione rurale delle Cotswolds.

venerdì 15 gennaio 2016

[I Viaggiatori Ignoranti] - La Monaca di Monza... di Saluzzo

A Monza c'è la storia di Gertrude, figlia non primogenita di una nobile famiglia che fu obbligata a prendere il velo e finì comunque per innamorarsi.
Ma anche in Piemonte, a Saluzzo per la precisione, abbiamo una storia simile: più tragica e più avventurosa, anche se meno conosciuta.
Manzoni non ve l'ha raccontata, ma ci provo io, dalle pagine de I Viaggiatori Ignoranti.
Clicca sull'immagine per leggerla... e prepara i fazzoletti!


sabato 2 gennaio 2016

Barcellona, e la parte di te che non sai

Ci sono viaggi che fai, e passano gli anni ma ti sembra ieri che li hai fatti.
Sono viaggi che ti fanno scoprire qualcosa - magari ti danno delle risposte, magari le danno a domande che non sapevi nemmeno di avere.
Sono viaggi che continui a ricordare, perché quello che ti danno lo porti sempre con te - ed è sempre mescolato, connesso, intersecato con l'anima del luogo che hai visitato, con quella strana alchimia che era presente nell'aria, nell'atmosfera, nelle circostanze di quel posto che è riuscita ad innescare la reazione chimica di quel particolare incantesimo.
A Barcellona ci sono andata, era il 2006, anche se non ero particolarmente convinta.
Io - che sono da paesini medioevali, da rovine di chiese gotiche in cima ad un dirupo, da sale da tè con le tovaglie di pizzo... cosa ci andavo a fare in questa capitale della movida, in questa vivacità mediterranea?
E invece, a volte, è proprio di qualcosa di radicalmente opposto da noi che abbiamo bisogno - uscire dagli schemi, esplorare qualcosa di nuovo, metterti in gioco fuori dalla tua comfort zone. E scoprire con stupore che, magari, ti ci senti sorprendentemente a tuo agio...